Vincenzo Arnone
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Il punto sulla A. Garcia-Benitez: e passa lo straniero

Fino ad ora la geografia del campionato sembra essere cambiata e il merito è di due tecnici "d'importazione": Rudi Garcia e Rafa Benitez

Il punto sulla A. Garcia-Benitez: e passa lo straniero
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Se il calcio fosse una guerra, e per fortuna non lo è, una delle canzoni storiche del repertorio italiano, “La Canzone del Piave”, andrebbe riscritta: lo straniero infatti sembra essere passato nel calcio italiano e il merito è dei due nuovi arrivi nel parco allenatori della Serie A, Rudi Garcia e Rafa Benitez, che per la seconda giornata consecutiva, si trovano in testa alla classifica. Il Napoli di Benitez è riuscito a espugnare San Siro, avendo la meglio per 2-1 su un Milan volenteroso ma troppo impreciso e incentrato sul solo Balotelli (al primo rigore sbagliato dopo 21 gol dal dischetto) per essere vero. La scorsa settimana Mexes aveva dichiarato che Balotelli è più forte di Higuain. Verissimo. Ma il Napoli non è solo Higuain. E’ la sicurezza portata in difesa da Albiol e Reina, è l’imprevedibilità in attacco portata da Callejon ed è soprattutto il carisma, mai sopra le righe, portato da Rafa Benitez, tecnico snobbato qualche hanno fa dall’Inter ma che potrebbe fare la fortuna di De Laurentiis, voglioso di vincere qualcosa di importante con il suo Napoli. E le premesse per farcela ci sono tutte.

Rudi Garcia, tecnico della Roma

Rudi Garcia, 4 vittorie su 4 partite in Italia

IL POST DERBY – Ma non si sogna solo in quel di Napoli, Dopo aver vinto il derby, chi sarà in grado di fermare la Roma? La squadra di Garcia soffre una Lazio tonica nel primo tempo, poi si scioglie e colpisce con Balzaretti e Ljajic. In pochi si aspettavano una partenza così buona per i giallorossi, soprattutto dopo le partenze di Lamela e Osvaldo, ma Garcia sembra essere riuscito in quello che avevano drammaticamente fallito sia Luis Enrique che Zeman: la gestione del gruppo. “Senatori” e “non” stravedono per il tecnico francese e finalmente a Trigoria si respira aria fresca, nuova, come non accadeva dai tempi della gestione Sensi (o quelli del primo Ranieri o di Montella, che dir si voglia). Questo clima, unito alla sapienza tattica di Garcia, hanno lanciato la Roma in testa alla classifica e la vittoria contro la Lazio potrebbe essere determinante per il morale dei giallorossi. Gli uomini di Petkovic non hanno giocato particolarmente male ma Klose è troppo spesso isolato dalla manovra. Il tecnico, dal canto suo, difficilmente si muove di un millimetro dal 4-5-1, che poteva essere rivoluzionario la scorsa stagione ma che ormai è ben conosciuto dai suoi colleghi. Servirà tanto lavoro e qualche uomo a Gennaio per cercare di conquistare traguardi importanti.

LA NON SORPRENDENTE INTER – Dietro la testa della classifica, il terzetto Inter-Juve-Fiorentina è pronto a dare battaglia. Non deve stupire la forza dei nerazzurri, sarebbe come minimo ingeneroso nei confronti di Mazzarri, uno che ha sempre fatto bene in qualsiasi piazza abbia allenato. Il tecnico nerazzurro sta ripetendo in grande stile quanto fatto già a Napoli con Hamsik e Cavani, diventati top player anche grazie ai suoi insegnamenti. In casa Inter tutti i giocatori presenti sembrano una versione reloaded dei fantasmi visti in campo lo scorso anno e i meriti sono attribuibili a un solo uomo, Mazzarri appunto. I sette gol rifilati al Sassuolo sono soprattutto merito suo e fa piacere che sul tabellino dei marcatori sia finito anche Diego Milito, uscito dal tunnel dell’infortunio con una bella prestazione e una splendida doppietta. La partenza del Sassuolo potrebbe essere indice di come qualcosa che andrebbe cambiato nel calcio italiano: la composizione dei campionati. Il divario tra grandi e piccole cresce ogni anno e lo stesso avviene tra Serie A e Serie B. La soluzione potrebbe essere semplice: riforma dei campionati (Serie A a 18, Serie B a 20, come minimo) e maggiore mutualità tra grandi e piccoli club e tra le principali leghe. Sappiamo bene che entrambe le cose sono e saranno ben poco fattibili.

Fernando Llorente, attaccante della Juventus

Fernando Llorente, al primo gol stagionale contro il Verona

IL RUGGITO DEL LEONE – La Juventus contro il Verona ha sofferto, inutile girarci intorno, ma i gol di Tevez e Llorente sono stati due squarci di luce abbagliante in casa bianconera. Carlos è sempre più uomo squadra ed è molto difficile da contenere, Fernando ha dimostrato di avere i numeri e soprattutto la voglia di far bene in bianconero. Il fuoco di fila ricevuto dallo spagnolo nelle ultime due settimane avrebbe potuto abbattere chiunque, ma “El Rey Leon” non si è fatto trovare in ritardo all’appuntamento con la gloria personale. Se il suo rendimento dovesse crescere, Conte si ritroverebbe con una freccia avvelenata nel suo arco: la possibilità di sfruttare maggiormente il gioco aereo sui cross provenienti dalle fasce. A quel punto la Juventus potrebbe essere perfetta, ma dipenderà anche dalla verve di Pirlo, apparso alquanto opaco in queste prime uscite: ha bisogno di rifiatare e deve rendersene conto, soprattutto alla luce del fatto che gioca quasi ininterrottamente da Agosto 2011, tra campionato, coppe e impegni con la Nazionale. Un paio di partite di riposo o a mezzo servizio potrebbero restituire a Conte un giocatore completamente nuovo in mezzo al campo.

VIOLA, NON SOLO GOMEZ – Nonostante gli infortuni di Mario Gomez e Cuadrado, la Fiorentina tiene botta a Bergamo e batte l’Atalanta per 2-0, grazie alle reti di Mati Fernandez e Giuseppe Rossi. Pepito è la scommessa vinta di casa viola e potrebbe essere decisivo per la squadra di Montella più del SuperMario tedesco. La fiducia che Rossi ha sentito su di sè da parte della dirigenza viola è stata fondamentale per il suo recupero e quella fiducia Rossi è impaziente di ripagarla. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche, non dovrebbe essere un attaccante da 20 gol ma, con il morale alto e una squadra costruita per valorizzarlo al meglio, tutto potrebbe essere possibile. E Prandelli potrà, con molta probabilità, contare nuovamente su uno dei suoi giocatori preferiti per i Mondiali brasiliani.

L’ALTRO CAMPIONATO – Se l’equilibrio regna ancora sovrano nelle parti alte della classifica, nelle zone basse è un imperatore spietato e sanguinario. Livorno e Torino a parte, nessuna delle altre squadre che teoricamente dovrebbero lottare per la salvezza riesce a trovare uno spiraglio di continuità. L’incostanza attanaglia le squadre in fondo alla classifica, dove l’unico punto fermo sembra essere, ahimè, lo zero nella casella dei punti del Sassuolo. Certamente è presto per sputare sentenze e dare verdetti ma non è azzardato pensare che quest’anno la lotta per la salvezza potrebbe essere particolarmente avvincente.

SI RIPARTE DOMANI – Già domani la Serie A torna in campo con l’anticipo della quinta giornata tra Udinese e Genoa: mercoledì sera il Napoli ospita il Sassuolo e la Roma fa visita alla Sampdoria. Riusciranno Di Francesco e Delio Rossi a fermare l’avanzata degli stranieri? Sicuramente sarà molto difficile. Per lo spettacolo del campionato, speriamo che non sia impossibile.

Vincenzo Arnone

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