Giovanni Nole
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Le pagelle di Sassuolo-Inter: Alvarez the Magician, Emiliani oscurati

Ecco i voti di Sassuolo-Inter: padroni di casa bocciati in blocco, per i nerazzurri Ricky inventa calcio. Milito ritorno strappalacrime, Mazzarri e il suo controller.

Le pagelle di Sassuolo-Inter: Alvarez the Magician, Emiliani oscurati
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Mazzarri_6212_e1352125172603_847632576HANDANOVIC SV – L’hotel che l’Inter ha prenotato per la trasferta è stato davvero dei più comodi. Nel cinque stelle del Mapei Stadium di Reggio Emilia si sta comodi e si pisola che è una bellezza, Samir ringrazia e torna riposatissimo a Milano dalla vacanza emiliana. TURISTA

JUAN JESUS 7,5 – Dietro sbadiglia e s’annoia come un vigile su strada con la paletta. Così decide di inventare col sinistro: la pennellata per Nagatomo per il primo gol di Palacio e lo spettacolare uno-due con Cambiasso che ha portato all’azione della prima rete di Taider sono due gioiellini di assoluto valore. PIEDE DI FATA

RANOCCHIA 7 – Divieto di sosta perpetuo: via dalla mia area di rigore. Perchè con la cura Mazzarri, l’area di rigore sembra finalmente sua.  E lui si prende ogni responsabilità della proprietà privata da poco acquistata, difendendola con le unghie e con i denti. In questo caso, comunque, bastano solo i piedi. PADRONE

CAMPAGNARO 7 – Quando c’è da andare ad una cena elegante, lui si presenta al ristorante alle tre di pomeriggio. Perchè? Perchè lui va sempre d’anticipo. Una grinta da leone accompagnata da una calma da maestro zen, tassello tattico perfetto. FIDO SCUDIERO

NAGATOMO 7 – Segna, fa assist e nel frattempo presenta domanda al Cirque du Soleil. Domanda stampata e firmata a nome del signor Walter Mazzarri. Il guerriero del Sol Levante ha acquisito una sicurezza nei propri mezzi eccezionale, tatticamente impeccabile nello svolgere il compito assegnato. L’intesa eccezionale coi compagni fa il resto per il nuovo Zuniga. ACROBATA

JONATHAN 6,5 – Non si tira mai indietro quando c’è da proporsi sulla destra, sempre utile nello sviluppo della manovra, sa di poter far la differenza nelle cose più semplici. Non inventa magie come il giappo dall’altra parte del campo, ma è costantemente propositivo sulla fascia. TASSELLO CHIAVE (Al suo posto WALLACE SV – Fisicamente una bestia, velocità da far paura e una gran tecnica asua disposizione. Chissà non possa essere un’arma in più nell’arsenale di Mazzarri. LANCIA)

CAMBIASSO 7 – Passano gli anni, passano gli allenatori, ma lui alla fine lo trovi sempre lì in mezzo al campo a diriger la squadra dalla mediana, sorvolando sulla marea di “E’ finito” e “Non ce la fa più” che gli tocca sentire ogni qual volta mette il piedo in mezzo all’erba dal primo minuto. Perchè sempre tanta fiducia? Perchè lui sa sempre ripagarla. Classe, intelligenza e aggiungiamoci pure un eurogol con sinistro a render ancor più decorata la sua prestazione. Uno che la nave non l’abbandona mai, il Cuchu. E che quando c’è da far sentire la propria esperienza, risponde sempre presente. DIPLOMATICO

TAIDER 7,5 – Che la maglia se la volesse meritare s’è capito sin da subito, quando s’è dovuto beccare un cartellino giallo per aver aggredito in maniera eccessiva Schelotto in pressing. Segnale positivo: è in palla, ha voglia di fare, di mettersi a disposizione del mister. Mazzarri ripone grandi speranze su di lui lanciandolo tra i primi XI oggi, e Saphir è decisissimo ad interpretare il suo ruolo in campo nella delicata ragnatela tessuta dal tecnico ex-Napoli. E alla fine, seguendo le indicazioni del maestro, l’algerino raccolse i suoi frutti: due reti da rapinatore seriale di banche, ma entrambe nate da due sovrapposizioni portate a termine alla grande dal centrocampista ex-Bologna, che ben ha capito cosa vuole il mister da lui. APPRENDISTA (al suo posto KOVACIC SV – Mazzarri crede tanto in lui, ma ha un preciso disegno divino per il croato in campo. Finchè non imparerà, Mateo faticherà un pochino a prendersi il posto da titolare assicurato fino all’anno scorso. Se poi i suoi compagni di squadra fanno gli esibizionisti.. PAZIENTE)

GUARIN 7 – Inizio un pò traballante come per il suo start di stagione, ma anche lui ha voglia di divertirsi e di meritarsi la maglia. Piazza nel primo parziale un assist spettacolare per Taider, con la collaborazione della gentilissima difesa del Sassuolo; nel secondo tempo, poi, si scioglie e si aggiunge definitivamente al party nerazzurro, spaccando in due gli avversari con la sua fisicità e piazzando anche un bell’assist al più che grato Milito. LUNA CRESCENTE

ALVAREZ 9 (MIGLIORE IN CAMPO) – La parabola crescente di questo giocatore è da far impallidire. Inventa calcio, la palla se l’è portata lui da casa e dunque ha il diritto di decidere chi far giocare e come giocare lui stesso. E’ quell’amico col quale organizzi le partitelle di calcetto ma che alla fine in partita fa tutto lui perchè ha già l’esperienza da professionista in una piccola squadra in provincia di Milano. Che avesse i mezzi tecnici per far la differenza lo si sapeva, ma ora ha deciso di prendersi tutto il campo, e il tempo, a disposizione per le sue giocate. Vince la medaglia d’oro olimpica di tranquillità e sicurezza: l’assist per il primo gol di Milito è la sintesi perfetta del nuovo Alvarez, che decide a suo piacimento cosa fare della palla. L’altro Ricky, quello dell’altra sponda di Milano, per ora non regge proprio il confronto. THE MAGICIAN

PALACIO 7,5 – E’ ovunque, da ogni azione palla al piede nerazzurra ai festini con i tuoi amici di provincia in discoteca nel sabato sera. In effetti, Rodrigo in campo sembra divertirsi proprio come un giovinotto in sala da ballo. Si propone nello spazio come un’astronauta negli space shuttle, intelligenza tattica da professore universitario, fondamentale nella manovra interista sia che debba finalizzare sia che debba accompagnare. Segna e poi lascia il palcoscenico al commovente ritorno dell’amico argentino. AMICO DEL CUORE (Al suo posto MILITO 8 – La storia più strappalacrime che potesse offrirci questo calcio italiano. Il ritorno di una leggenda marchiato subito a fuoco con una doppietta: ogni interista avrebbe esultato, anche se le reti fossero arrivate sul 15 a 0 e senza avversari in campo. Un racconto bellissimo, che tutti gli interisti sperano sia ancora in fase di scrittura. IL PRINCIPE)

Allenatore MAZZARRI 9 – L’artefice di questo capolavoro. Scende in campo come fosse un 20enne scapestrato pieno d’energie e coi riccioli d’oro ancora lunghissimi sulle sue spalle. E’ come se controllasse tutti i suoi uomini col suo controller mentre gioca a FIFA in modalità principiante: alla sua squadra riesce tutto ciò che esce dalla bocca, e dagli input, del tecnico toscano. Lo spogliatoio è suo, l’ordine tattico è suo. E se continua così, a fine campionato anche qualcos’altro potrebbe essere suo. GAMER ESPERTO

TUTTO IL SASSUOLO 2 – Inutile stare ad analizzare i giocatori emiliani uno ad uno: non c’è n’è uno che si salvi, o che risalti sugli altri. Dopo un avvio neanche tanto male, dopo le prime tre-quattro reti subite sono ovviamente usciti dal campo, sfiduciati ed umiliati: inutile continuare ad impegnarsi. Aderenza tattica zero, errori di misura a non finire. Il ritorno in Serie A dei neroverdi è un incubo dal quale sarà difficile svegliarsi nelle prossime 34 gare. NERO(VERDE) TOTALE

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