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Pescara in A: la vittoria di Zeman, il boemo che non scende a compromessi

Pescara in A: la vittoria di Zeman, il boemo che non scende a compromessi
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La promozione del Pescara è soltanto l'ultimo capitolo di una carriera esaltante.

PESCARA, 21 MAGGIO – Lacrime agli occhi e mani rivolte al cielo. Ha vinto con semplicità, a modo suo, Zdenek Zeman. Una cavalcata trionfale, una stagione indimenticabile ma soprattutto una promozione raggiunta nel ricordo di Mancini“Mi sono emozionato molto a fine gara. Mi viene spesso in mente, infatti, Franco Mancini, che purtroppo non può essere oggi qui con noi per festeggiare questo traguardo”. Il pensiero più sincero di un uomo, il tecnico boemo, che torna nel calcio che conta dalla porta principale. Una carriera importante,  spesso controcorrente, a tratti anche difficile perché Zeman non è uomo che scende a compromessi. I conflitti con i “potenti”, le accuse sul doping sportivo e la voglia di cambiare in meglio il movimento calcistico sono solo alcune delle battaglie del boemo.

IL FOGGIA DEI MIRACOLI – Nel 1989 Zeman approda a Foggia per realizzare un vero e proprio miracolo calcistico. Al suo primo anno, la squadra vince il campionato cadetto e raggiunge così la massima serie. Il suo marchio di fabbrica, il 4-3-3, spumeggiante e a tratti spettacolare sarà esaltato dalle qualità del trio d’attacco Baiano-Signori-Rambaudi. Il suo Foggia, spregiudicato e fantasioso, non avrà problemi a salvarsi e nella stagione 1993-1994 sfiorerà l’ingresso in Coppa Uefa.

ZEMAN DIVISO TRA LAZIO E ROMA – L’ottimo lavoro svolto a Foggia convince la Lazio ad ingaggiarlo. Nonostante il mercato non riservi grandi colpi, il boemo riesce a plasmare la squadra biancoceleste a sua immagine e somiglianza ottenendo un secondo posto in campionato e raggiungendo le semifinali di Coppa Italia. Solo un grande Borussia Dortmund ai quarti di finale infrange il suo sogno europeo. La seconda stagione a Roma non è positiva come la prima e la rivoluzione dell’anno seguente culminerà con l’esonero del  tecnico boemo. L’arrivo di Zoff alla Lazio coinciderà con il passaggio di Zeman alla Roma: nel primo anno contribuirà al raggiungimento della salvezza della società di Sensi. Nel campionato 1998/1999 la squadra capitolina si piazzerà al quinto posto, ma tale risultato non gli varrà la riconferma.

TURCHIA, NAPOLI E LECCE – Dopo essersi dimesso dal suo incarico in Turchia (Fenerbahce), Zeman fa ritorno in Italia al Napoli dove verrà esonerato per Mondonico, che non riuscirà ad evitare la retrocessione in b. Il boemo resterà in Campania e allenerà in ordine di tempo Salernitana e Avellino.  Nel 2004-2005 Zeman torna in Serie A e  alla guida del Lecce otterrà la salvezza lanciando giovani interessanti come Mirko Vucinic e Valeri Bojinov.

STELLA ROSSA, FOGGIA E PESCARA – L’esperienza di Zeman alla Stella Rossa non è positiva e spinge l’allenatore a tornare in Italia. Il ritorno a Foggia, dove aveva fatto così bene in precedenza, lascia l’amaro in bocca e induce il boemo a lasciare. L’arrivo a Pescara e i risultati appena conseguiti sono già storia.

FUTURO INCERTO – Durante i festeggiamenti e le dichiarazioni di rito, il tecnico prima ha consigliato ai suoi big (Immobile, Insigne, Verratti) di restare e poi ha un po’ spiazzato tutti: “Si dicono tante cose – sostiene il tecnico – ma in questo momento preferisco non pensarci. A Pescara sono stato benissimo. Ho avuto tutto e ricevuto grande affetto. E’ chiaro che ora bisognerà fare un programma da serie A”. Ambizioso e sincero, un’uscita a difesa alta, alla Zeman.

 

Michele Lestingi

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