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Copertina SportCafè24: Diego Falcinelli, la prima volta che non si scorda mai

Copertina SportCafè24: Diego Falcinelli, la prima volta che non si scorda mai
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L'attaccante della Juve Stabia Diego Falcinelli

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA), 22 MAGGIO – In un modo o nell’altro c’è sempre una prima volta per tutti e per Diego Falcinelli da Perugia la première è arrivata nel penultimo turno di un campionato di Serie B diviso fra Sassuolo e Juve Stabia e mai giocato con grande continuità.

E’ il sedicesimo minuto del secondo tempo quando Marco Sau, bomber della squadra allenata da Braglia, estrae dal cilindro un assist al bacio che coglie pronto il giovane Falcinelli. L’adrenalina sale appena arriva l’impatto con il pallone, uno sguardo a Pierobon e il tiro preciso che si insacca alle spalle del portiere del Cittadella. Uno sguardo al pallone che entra e la gioia può esplodere. Via la maglia, cartellino giallo in arrivo ma poco importa. Diego Falcinelli, ventidue anni da compiere fra un mese circa si fa un bel regalo di compleanno anticipato: primo gol in Serie B, rete dello 0-1 che risulterà essere il gol partita. Non male come inizio…

Come detto la stagione per il giovane centravanti gialloblu non si è svolta sotto i migliori auspici. Cresciuto nelle giovanili del Sassuolo, dopo un anno a Foligno in Prima Divisione torna all’ovile e viene lanciato in prima squadra. Gli esordi in B non sono facili e nella compagine di Pea gli spazi sono chiusi. A gennaio, dopo soltanto tre presenze raccolte, Falcinelli viene tesserato dalla Juve Stabia ma la presenza di Danilevicius e di Mbakogu (per non parlare della stella Sau) è comunque pesante. Il giocatore umbro, però, riesce a ritagliarsi il suo piccolo spazio disputando undici incontri e alla fine anche lui riesce a timbrare il cartellino.

Nel dopo partita la gioia in casa Juve Stabia è grande visto che come ha detto Braglia le vespe sono “la prima in classifica fra le squadre del Sud”. E in tutta questa gioia un piccolo spazio se l’è ricavato anche Diego, quell’attaccante che non ha vissuto in prima linea ma che può dire comunque di esserci stato, di avere contribuito con impegno e costanza fino ad arrivare al match dell’altro ieri: per una prima volta che non si scorda mai.

A cura di Nicolò Bonazzi

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