Francesco Lorusso
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Arriva il V-Day, il nuovo GTA esce sul mercato

Uscito ieri il quinto capitolo della serie. Rockstar ridefinisce i canoni videoludici regalandoci una esperienza da vivere. In questa prima parte analizziamo la campagna principale, la bellezza di Los Santos e il gameplay

Arriva il V-Day, il nuovo GTA esce sul mercato
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Grand Theft Auto. Bastano 3 parole per far aumentare la salivazione a qualsiasi giocatore che in passato a giocato a un capitolo della saga Rockstar. Non un semplice gioco, ma forse il primo grande open-world, che ha saputo rivoluzionare l’industria del gaming tutto. Ogni capitolo è stato un passo in avanti, ogni titolo ha portato qualcosa di nuovo nel panorama videoludico. Se il terzo capitolo rimane importante per il passaggio al 3D, Vice City è stato il primo ad avere una trama più approfondita rispetto al passato, ispirandosi a grandi classici come Scarface. Da Tommy Vercetti a Cj, con quel San Andreas tanto amato e giocato dai fan della saga, forse troppo grande per il poco potente hardware della Playstation 2. Grand Theft Auto ha seguito anche il cambio generazionale, con un quarto capitolo forse più ridimensionato rispetto a San Andreas, ma che presentava una città più popolosa, più vera.
Con il quinto capitolo Rockstar punta a rivoluzionare ancora la saga e il gaming tutto, ma ci sarà riuscita ancora una volta?
Scopriamolo insieme!

Los Santos, città di angeli… e di pazzi

La prima grande differenza del quinto capitolo rispetto agli altri episodi della saga è la presenza di tre personaggi. Ormai abbandonato il mondo del crimine, Michael non ha proprio una vita soddisfacente: il rapporto con la propria famiglia non è dei migliori, sia con la moglie che con i figli, con cui non riesce a legare minimamente. Proprio quando sembra che la vita del nostro padre di famiglia sia arrivata ad un punto morto, ecco che spunta Trevor: pazzo psicopatico, la cui sanità mentale è tutt’altro che stabile, sconvolgerà la vita di Michael e sarà proprio il legame fra questi due uomini a dare inizio agli eventi narrati in questo titolo. A chiudere il trio ci pensa Franklin, gangsta del ghetto che ricorda in qualche modo Cj, protagonista di San Andreas.
La scelta di introdurre tre personaggi in questo capitolo è stata geniale, dal momento che ha permesso agli sviluppatori di mettere in campo un ventaglio di pregi, difetti e comportamenti che con un solo protagonista non sarebbe mai esistito: Grand Theft Auto V non vi vuole far vivere la crescita caratteriale e spirituale di un personaggio, non ne ha bisogno; i tre protagonisti non hanno bisogno di evolversi, di cambiare i propri atteggiamenti, proprio perchè sono già perfetti così, combaciano alla perfezione. Ed è proprio con il proseguo della vostra avventura che vi accorgerete che tutti i difetti messi in mostra da Michael, Franklin e Trevor, tutte le loro gesta e le loro follie altro non sono che lo specchio di una società che si è spinta troppo in là,  che si trova con un piede nella fossa ed è ormai quasi del tutto collassata a causa dei suoi stessi meccanismi.

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Una città viva

Viva. Non ci sarebbe aggettivo migliore per descrivere la città del quinto capitolo. Rockstar è riuscita a creare una Los Santos quanto mai dinamica: la prima volta che giocherete rimarrete stupiti da quanto il traffico e il brulicare delle persone sembrino quasi reali, di come anche i più piccoli dettagli sono stati realizzati con una cura certosina. Dettagli, sono proprio questi a rendere il titolo di Rockstar una opera quanto mai vera, sentita, che vi lascerà a tratti senza fiato. Sarà quanto mai facile perdersi nella vastità di questo titolo, e lasciar da parte la campagna principale, anche solo per farsi un giretto a bordo del proprio bolide. I richiami alla vera Los Angeles sono diversi, e sono proprio questi a farvi rendere conto di come l’opera realizzata sia fantastica; se la città di San Andreas era si enorme ma a tratti spoglia e quindi poco realistica, la Los Santos di questo quinto capitolo vi farà capire che cosa vuol dire creare non tanto un videogioco, ma una vera e propria esperienza. Ed è proprio mentre vi troverete a scorrazzare per le strade della città, o magari a fare un bel giro in barca sul vasto oceano creato, che il vostro sguardo si bloccherà su quel tramonto che illuminerà Los Santos e vi farà pensare di quanto sia bella e soddisfacente questa città, pronta ad accogliere le vostre gesta e le vostre pazzie come mai nessuna città aveva fatto fino ad ora.

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Un po’ di sana distruzione

Armi alla mano, il gioco presenta il miglior gameplay della saga. Rockstar ha implementato il sistema di coperture già visto in Max Payne 3: adesso gli scontri sono più appassionanti e tattici, con le bocche da fuoco che impugnerete realizzate ottimamente. E’ proprio durante gli scontri a fuoco e gli inseguimenti che l’introduzione di tre personaggi si fa quanto mai sentire, con la possibilità di passare da un protagonista all’altro nel giro di un attimo: questa feature rende le schermaglie molto più divertenti e mai caotiche, e le abilità proprie di ogni personaggio risulteranno quanto mai importanti. Michael si potrà affidare ad un bullet time, similmente a quanto visto nella serie Max Payne (senza l’ausilio di schivate spettacolari, però), Franklin potrà rallentare il tempo durante la guida, in modo da evitare più facilmente gli inseguitori, ed infine Trevor potrà guadagnare un bonus in resistenza e danni inferti durante i combattimenti. Presenti anche diverse abilità passive, che miglioreranno mano a mano che svolgerete le azioni più basilari; la sensazione che si percepisce è quella di azioni svolte sempre coralmente, con l’ausilio di tutti i personaggi, le cui abilità si adatteranno sempre a diverse situazioni.
Altra introduzione importante di questo quinto capitolo è la pianificazione dei colpi da effettuare: dopo un sopralluogo, saranno diverse le strategie che potrete adottare, dalla più classica “entriamo e facciamo fuori tutti!” ad una azione più silenziosa e cauta. Vi potrete affidare anche ad altri personaggi prima di dare il via ai vostri colpi; i comprimari vi aiuteranno durante gli scontri a fuoco e vi dovrete affidare alle loro abilità per compiere alcuni obbiettivi richiesti dalle missioni; i personaggi che ingaggerete hanno un costo in base alle abilità e competenze di cui dispongono, e vi chiederanno una parte del bottino a lavoro terminato.
Durante le missioni e i colpi organizzati verrete ostacolati dalla polizia, che in questo capitolo è quanto mai aggressiva, e non perderà un secondo per farvi fuori se commetterete anche il più piccolo reato: la difficoltà del titolo non è eccessiva e se avete un minimo di esperienza con gli action in terza persona lo finirete senza troppi problemi, ma a volte lascia perplessi come la polizia vi sparì anche se avete “solo” rubato una macchina,o magari preso a pugni un passante.

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