Vincenzo Galdieri
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Le pagelle di Copenaghen-Juventus 1-1: EuroQuaglia vs Winland

SuperFabio è il goleador scelto per l'Europa che conta, il portiere danese si regala una serata da sogno: i suoi pareggiano, ma lui vince

Le pagelle di Copenaghen-Juventus 1-1: EuroQuaglia vs Winland
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antonio conte, allenatore della Juventus

Antonio Conte, allenatore della Juventus. Quello di Copenaghen è un pareggio che non va giù all’ambizioso tecnico bianconero

COPENAGHEN 

WILAND 7,5 (IL MIGLIORE) – Più che Wiland, Winland. Ieri sera ha vinto lui. I suoi compagni hanno pareggiato, lui ha vinto. Almeno quattro parate di livello mondiale. Decisivo, a dir poco.

JACOBSEN 6,5 – Diligente, attento, attivo. Prova di buon livello.

BENGTSSON 7 – Centrale dai piedi buoni, è lui a scodellare in mezzo il pallone per il gol di Jorgensen.

MELLBERG 6,5 – Nonostante l’età è ancora un signor difensore. Come quarto o quinto starebbe bene anche nella Juve di oggi.

SIGURDSSON 5,5 – E’ dalle sue parti che si passa più facilmente. Ma non fa particolari danni.

CLAUDEMIR 5,5 – Buona tecnica, ritmo però molto compassato. Cala alla distanza. Dall’87’ MARGREITTER sv

BOLANOS 6,5 – Giocatore che meriterebbe ben altri palcoscenici. Moto continuo e buona classe. Dal 76′ TOUTOUH sv

ADI 5 – Abbastanza impalpabile. Dal 70′ GISLASONS sv 

JORGENSEN 7 – Il gol, la determinazione, la rabbia agonistica, il carisma. Un po’ troppo falloso, ma buonissimo giocatore nel complesso.

BRAATEN 5,5 – Si fa sovrastare dai difensori bianconeri.

All. SOLBAKKEN 6,5 – A dire il vero non ha grandi meriti in questo pareggio, ma il voto è di stima. La Juventus si contorce su se’ stessa, sbaglia tutto e il contrario di tutto. E quando prende la porta, ci pensa super Wiland a scacciarla.

JUVENTUS 

BUFFON 6 – Non può nulla sul gol ma è attento su un tentativo di harakiri firmato Chiellini.

OGBONNA 5 – Lento nell’impostare, impacciato nel difendere, forse teso per l’esordio in Champions League. Deve migliorare in fretta, ma Conte non dispera: ne ha le potenzialità.

CHIELLINI 5,5 – Volitivo, ma insolitamente pasticcione. Una tre giorni da dimenticare per lui: anche con l’Inter era stato sottotono.

BONUCCI 6,5 – L’unico che mette ordine in una difesa confusionaria ed assorta nei propri pensieri. Bonnie c’è sempre.

LICHTSTEINER 6 – Encomiabile per come si sbatta su ogni pallone. I compagni lo cercano spesso, a forza di correre difetta in lucidità e s’innervosisce pure. Prova sufficiente nel complesso. Dall’86’ ISLA sv 

VIDAL 6 – Combatte come un leone, uno dei pochi a salvare la faccia nel primo tempo. Ma quell’errore a tu per tu con Wiland pesa come un macigno: da uno come lui non te l’aspetti.

PIRLO 5,5 – Sotto ritmo, sovrappensiero. Sembra insolitamente svagato e va a cercare cose troppo difficili persino per lui. Per una volta, bocciato con riserva.

POGBA 5,5 – Sbaglia tutto e il contrario di tutto sotto porta. In mezzo se la cava discretamente, ma se ti chiami Pogba ed hai quei piedi non puoi permetterti di fare quell’infinita quantità di errori.

PELUSO 5,5 – Mezzo voto in più per il cross dell’1-1. Per il resto, Asamoah è un’altra cosa. Dal 70′ DE CEGLIE 5 – Non dà mai l’impressione di voler rischiare. E’ il suo compleanno, si trova a tu per tu con Wiland dopo un buon inserimento e non riesce a trovare il coraggio di tirare, di farsi un bel regalo. Personalità a bassa definizione, ma prima o poi deve tirarla fuori.

QUAGLIARELLA 6,5 (IL MIGLIORE) – Quando suona la musica della Champions League si esalta, che ci sia il Chelsea o il Copenaghen di fronte. Gol decisivo e non banale, come di consueto. Soprattutto, giocatore non banale ed ampiamente sottovalutato: hanno provato a cederlo in tutti i modi l’ultimo giorno di mercato, lui ha risposto coi fatti. La traversa gli nega una doppietta meritatissima.  Dal 76′ GIOVINCO 5,5 – Frizzante si, ma decisamente sempre troppo leggero.

TEVEZ 6,5 – E’ autore di una buonissima prova, checchè se ne dica. Spunti, qualità, grinta, lucidità. Peccato per quell’erroraccio al 93esimo sotto porta.

All. CONTE 5 – Stavolta sbaglia quasi tutto. Incomprensibile il motivo per il quale tenga in panchina Asamoah – che l’uomo lo sa saltare – e Llorente nel secondo tempo. Il Re Leone poteva essere il giusto apriscatole in una gara dove sono stati più i calci d’angolo a favore della Juventus che i palloni toccati da Buffon. Invece rimane confinato in panchina assieme al ghanese: gli vengono preferiti Giovinco e De Ceglie, che in una partita di questo tipo sono gioco forza meno incisivi per caratteristiche strutturali. Partenza ad handicap e maledizione di Copenaghen che non si sfata: la Juve crescerà e Conte con lei, ma la salita adesso si fa più ripida.

Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

 

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