Luca Porfido
No Comments

Inter: curva nord chiusa per cori razzisti

Cori razzisti durante Inter-Juventus: il giudice sportivo ha sancito la chiusura del secondo anello verde per la partita Inter-fiorentina del 26 settembre

Inter: curva nord chiusa per cori razzisti
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Il magnate Thohir, pronto ad acquisire l'Inter, che intanto si macchia di cori razzisti

Il magnate Thohir, pronto ad acquisire l’Inter, che intanto si macchia di cori razzisti

Il razzista è un tipo talmente fazioso da essere poco credibile: non ne ho mai visto uno, infatti, che lo fosse anche nei confronti del gruppo di appartenenza”.
Oggi non ci sarebbe neanche bisogno di scrivere un articolo su questa “notizia”, dato che, una notizia non è. Anzi, nel nostro caro paese è diventato un fatto di routine. E’ una cosa normale, e, come quando si assume una droga, ormai ai cori razzisti ci siamo assuefatti. Non fa più scalpore, non disdegna più nessuno, arriva il coro allo stadio e automaticamente viene chiusa una curva, vengono dati DASPO, si multano le società, ma niente cambia, almeno non nella sostanza. Insomma siamo vittima di un sistema causa-effetto, dove poco importa il motivo scatenante.

VICENDA INTER – Questa volta è toccato alla curva nord interista, ma, solo nel 2012 si sono verificati 28 casi di discriminazione razziale negli stadi italiani (tra i quali quello che fece più scalpore fu l’episodio dei cori razzisti ai danni di Boateng). Addirittura in Germania le ultime voci parlavano di un addio di Boateng, appunto, non al Milan, ma all’intero calcio italiano, per motivi di razzismo (salvo poi le smentite da parte dello stesso giocatore).
Episodi cosi capitano in tutta Europa ma non con la stessa frequenza del nostro Paese. Adesso possiamo andar fieri di un altro cattivo costume made in Italy (quasi non bastassero i tanti “complimenti” che ci vengono già fatti in ambito politico, culturale ed economico).
A tener banco questa volta sono stati i cori razzisti durante la partita Inter-Juventus. Il giudice sportivo ha deciso di non andar per il sottile, e il secondo anello verde è stato chiuso per la partita Inter- Fiorentina del 26 settembre. Il comunicato recitava nello specifico tali parole:
Obbligo di disputare una gara con il settore dello stadio denominato “secondo anello verde” privo di spettatori ed ammenda di € 15.000,00  alla Soc. Internazionale per avere alcuni suoi sostenitori, collocati nel settore dello stadio ‘secondo anello della curva nord’, rivolto a due calciatori della squadra avversaria, al 15° del primo tempo, al 10° ed al 15° del secondo tempo grida e cori espressivi di discriminazione razziale”.  Ma, attenzione, non finisce qui: “per avere, inoltre, suoi sostenitori, nel corso della gara, indirizzato reiteratamente un fascio di luce-laser verso l’Arbitro ed in calciatori della squadra avversaria, nonostante l’invito ripetutamente radio-diffuso a desistere da tale riprovevole comportamento; per avere infine suoi sostenitori , nel corso dell’intervallo, esposto uno striscione dal contenuto insultante nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria”.

INCOERENZA – La sentenza del giudice sportivo arriva, tra l’altro, proprio quando ormai il passaggio della società di Moratti al magnate indonesiano Thohir sembra essere imminente (il passaggio di circa il 70% delle quote societarie dovrebbe avvenire entro fine mese). Inoltre, volendo proprio cercare il pelo nell’uovo, i tifosi nerazzurri dovrebbero forse ricontrollare le formazioni schierate in campo, specialmente negli ultimi anni, dato che di italiani spesse volte non ve n’è traccia e i giocatori di colore non sono sicuramente una rarità, sia nella loro squadra che nel resto del Campionato.
In un paese dove alcuni opinionisti giustificano i cori contro Balotelli con la spiegazione del “ma fosse stato bianco come il latte l’avremmo offeso lo stesso perché lui se le cerca”(salvo poi applaudirlo in nazionale), oppure  dove un membro del governo può dare dell’”orangutan” ad un Ministro della Repubblica, o dove allo stadio si canta incessantemente “Vesuvio lavali col fuoco” (a riprova che alcuni sentimenti si verificano anche da nord a sud con cittadini della stessa nazionalità) non ci si dovrebbe stupire più di tanto se allo stadio assistiamo anno dopo anno agli stessi episodi, senza voler intraprendere il discorso della violenza.
Tra polemiche arbitrali, cori razzisti, violenza, critiche agli allenatori, ai giocatori, alle società e moviole dalla mattina alla sera, non ci si può sbagliare, il campionato in Italia è inziato, ed è sempre uguale.

Luca Porfido

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *