Luca Parenti
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Sting: dopo 10 anni di pausa ritorna con nuovi progetti

Per il cantautore britannico un ritorno in grande stile, per lui un nuovo album e l’idea di inventare un musical

Sting: dopo 10 anni di pausa ritorna con nuovi progetti
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Gordon Matthew Thomas Sumner il 62enne, ex cantante del famoso gruppo Police, uscirà il 24 settembre con un nuovo album: The Last Ship dopo dieci anni dall’ultima pubblicazione, Sacred Love, che non fù proprio un successone. In questo album Sting ha voluto rendere omaggio alla musica per il teatro, facendo collaborazioni con  The Unthanks e i Wilson Brothers, ma la notizia importante è che questa ultima creazione del cantante è stata ispirata da un musical al quale Sting sta già lavorando da ben 3 anni, e purtroppo l’idea di quest’opera è nata dopo la scomparsa del padre.

Il cd è stato prodotto da Rob Mathes e sarà distribuito in molte versioni, sia materiale che in digitale, una versione super deluxe (90€ su amazon) e una versione deluxe, e a tutto questo sarà affiancata una vendita di un vinile con 12 brani in versione standart, e in attesa di Brodway, Sting proporrà per la prima volta The Last Ship in dieci concerti benefici al Public Theatre di New York dal 25 settembre al 09 ottobre.

«Mi sono stufato di fare cose pop-rock col solito percorso: promozione, tour, classifica, tour. The last ship è il frutto di ricordi che partono dalla chiusura dei cantieri navali di Wallsand, la periferia nord di Newcastle Upon-Tyne dove sono nato e cresciuto. I cantieri erano il perno della mia vita e le navi costruite lì la mia metafora perfetta. Quei colossi che sovrastavano lo skyline del mio paesello, seppur costruiti sulla terra una volta lasciato il porto non tornavano più. Era esattamente quello che ho fatto anche contro il volere di papà che mi sognava ingegnere navale», le parole di Sting alla domanda se vale pena cambiare cosi radicalmente la sua carriera.

Ma a che punto è il musical?: «Ci sto ancora lavorando e finora abbiamo ingaggiato solo l’attore principale Fred Applegate (The Producers). Ho composto quaranta canzoni, una parte le ho raccolte nell’album per metterle al sicuro e cominciare a farle “muovere” tra la gente. Fare un musical è la sfida più importante della mia vita e sono cresciuto con mia madre che ascoltava Carousel o Porgy & Bess. Per me è come scalare il Monte Bianco. Posso fallire, ma voglio provarci».

Come mai ci sono voluti 10 anni prima dell’uscita di questo album?: «Dieci anni sono tanti per un cantautore ma avevo bisogno di guardarmi dentro e scrivere qualcosa di più profondo. Dovevo far uscire cose compresse dentro di me da troppo tempo».

Collaborazioni del calibro di Brian Johnson degli AC/DC o Jimmy Nail e l’argomento principale è il rapporto tra padre e figlio, come mai un argomento così difficile da trattare?: «Sono tutti buoni a fare il solito Peter Pan o Spiderman: che noia! Nel mio team tra gli autori c’è il premio Pulitzer Brian Yorkey e tre vincitori di Tony Award ma il mio non sarà un colossal. Un musical deve poter essere suonato con la chitarra anche nelle scuole».

Luca Parenti

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