Andrea Bonfantini
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Napoli, è finalmente arrivato il salto di qualità

Il nuovo Napoli di Benitez sembra finalmente riuscito a scrollarsi di dosso i problemi delle passate stagioni, in cerca di successi in Italia che in Europa

Napoli, è finalmente arrivato il salto di qualità
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Marek Hamsik con la maglietta mimetica

Marek Hamsik con la maglietta mimetica

Nove gol in tre partite, 5 in casa e 4 in trasferta, numeri che fanno capire come il nuovo Napoli targato Benitez stia percorrendo la strada giusta, mostrando un calcio offensivo non più incentrato su un solo giocatore ma espressione corale di un sistema di gioco. Molti storsero il naso quando De Laurentiis decise, senza molte esitazioni, di vendere Edison Cavani al Paris Saint Germain per la cifra record di 64 milioni di euro, andando di fatto a togliere dal bilancio della squadra 78 gol in 104 partite, una media di 26 reti a stagione. La perplessità più grande risiedeva nella sostituzione di un accentratore come l’uruguaiano non più con un singolo bensì con l’innesto di più giocatori che insieme potessero sopperire alla partenza della stella sudamericana: è probabilmente questo il più grande merito che va attribuito finora a Rafa Benitez, capace di imprimere al Napoli una mentalità offensiva nuova, dove tutti gli interpreti di attacco hanno un ruolo centrale nella costruzione di gioco e in fase realizzativa, senza dover dipendere dalla buona vena di un singolo campione.

SORPRESA SPAGNOLA – Di certo l’acquisto più “rumoroso” della faraonica campagna acquisti del Napoli è quello di Gonzalo Higuain, strappato al Real Madrid per 37 milioni di euro, quel top player ideale per sostituire Cavani sia in campo che nel cuore della tifoseria partenopea. L’argentino, dimenticate le disavventure estive, si è ben integrato nel sistema di gioco di Benitez, calandosi in pieno nel suo nuovo ruolo di uomo squadra, non solo finalizzatore ultimo ma vero e proprio elemento di un attacco che non da punti di riferimenti statici, sfruttando gli inserimenti di centrocampisti di caratura internazionale come Marek Hamsik e Jose Maria Callejon. E’ proprio lo spagnolo, anch’esso prelevato dalle merengues per soli 10 milioni di euro, la vera sorpresa di inizio stagione in casa Napoli: lo scetticismo aleggiava su di lui ad inizio stagione, non tanto per le sue doti tecniche quanto per la sua provenienza, quel dato storico che vede i giocatori spagnoli faticare molto nel nostro campionato, sia tatticamente che a livello ambientale come sta accadendo per esempio alla Juventus con Llorente. Callejon oltre ai 3 gol realizzati nelle sue prime tre uscite con la maglia del Napoli, sta dimostrando una forse inaspettata propensione per il calcio italiano, aiutato senza dubbio da Benitez che lo schiera in pratica come attaccante aggiunto a Higuain ed Insigne, aumentando esponenzialmente l’arsenale offensivo dei campani.

UN GOL IN PIU’ – La principale differenza che sta emergendo dopo le prime giornate di campionato tra il lavoro di Walter Mazzarri e quello di Benitez sembra essere più un fatto mentale che puramente tattico: questo nuovo Napoli viaggia sull’idea di segnare sempre un gol più degli avversari, magari concedendo qualcosa in fase difensiva come accaduto a Verona col Chievo due settimane fa. Hamsik e Callejon sono due mine vaganti con i loro inserimenti e tutta la squadra, regolata sapientemente da Inler, Behrami e Dzemaili, esprime un gioco propositivo e mai banale, a discapito forse di quella solidità che gli garantiva Mazzarri ma sicuramente più adatta per sopperire alla mancanza di una uomo – reparto come Cavani. Che ci sia ancora del lavoro da fare appare evidente, i meccanismi difensivi sono da oliare ma la strada per una grande stagione sembra essere quella giusta.

Josè Callejon, sorpresa del Napoli di inizio stagione

Josè Callejon, sorpresa del Napoli di inizio stagione

IN ITALIA E IN EUROPA – Tema attuale in casa Napoli è quello del valore internazionale di questa squadra, quello che secondo il Presidente Aurelio De Laurentis, un allenatore come Walter Mazzarri non era in grado di garantire e che è stato motivo trainante per l’ingaggio del tecnico ex Liverpool e Chelsea Rafa Benitez. Non sta certo a noi giudicare le carriere di due grandi allenatori come Mazzarri e Benitez, di certo però il palmareas dello spagnola parla da solo, culminato con la vittoria della scorsa stagione dell’Europa League con il Chelsea, avendo contro tifoseria e società Blues: l’effetto Borussia Dortmund in Europa si sta diffondendo velocemente e il gioco che il Napoli sta esprimendo in queste sue prime uscite fa ben sperare anche per il cammino in Champions League dove i partenopei affronteranno proprio i tedeschi finalisti della passata stagione insieme a Marsiglia e Arsenal.

Mercoledì al San Paolo si terrà il primo vero banco di prova e capiremo se il passaggio dal binomio Mazzarri – Cavani a quello Benitez – attacco collettivo sia davvero la soluzione giusta per riportare Napoli ai vertici del calcio europeo.

Andrea Bonfantini

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