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Il Toro è in serie A, ritorna il derby della Mole. Ritratto di una promozione meritata

Il Toro è in serie A, ritorna il derby della Mole. Ritratto di una promozione meritata
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TORINO, 21 MAGGIO – La stagione calcistica volge al termine e anche il campionato di serie B ha cominciato ad emettere i primi verdetti. Tra questi c’è anche la promozione matematica del Torino, che dopo 3 anni di purgatorio nella serie cadetta ritorna in serie A con una giornata di anticipo rispetto al termine del campionato. Un successo meritato quello degli uomini di Giampiero Ventura che sono stati al comando della classifica sin dalla prima giornata ed hanno messo in evidenza la difesa che ha subito meno reti al passivo in tutto il campionato, solamente 28 in 41 partite, ed il minor numero di sconfitte casalinghe, solo una ad opera del Verona di Andrea Mandorlini.

 I MERITI DELLA SOCIETA’ – Dopo la disastrosa stagione 2010/2011, dove la squadra piemontese aveva fallito anche l’obiettivo minimo dell’accesso ai playoff, l’ambiente granata era in subbuglio, con il Presidente Urbano Cairo nel mirino della critica e della tifoseria per la mancanza di risultati e di un progetto atto a garantire una certa stabilità nel tempo. Il massimo dirigente ha quindi deciso di defilarsi lasciando pieni poteri al Direttore Sportivo Gianluca Petrachi che ha scelto come tecnico Giampiero Ventura, con il quale aveva proficuamente lavorato alcuni anni fa a Pisa, dove insieme avevano addirittura sfiorato una storica promozione nella massima serie. L’esperto allenatore ligure ha accettato con entusiasmo chiedendo però precise garanzie tecniche ma soprattutto la possibilità di lavorare con l’organico quasi al completo sin dai primi giorni di ritiro. Contrariamente alle precedenti sessioni di calcio mercato, quando gli arrivi all’ultimo minuto erano all’ordine del giorno, la campagna acquisti 2011 del Torino si sviluppò quindi prevalentemente nella prima metà di Luglio e quindi Ventura fu in grado di lavorare su un gruppo consolidato fin dal raduno estivo. Inoltre Petrachi fu abile a chiudere la campagna trasferimenti con un utile di 3 milioni e un notevole alleggerimento del monte ingaggi che era ancora decisamente alto a causa di alcuni contratti stipulati quando il Torino era ancora in serie A.

I MERITI DELLO STAFF TECNICO – Il principale artefice della cavalcata trionfale del Torino è stato senza ombra di dubbio Giampiero Ventura. L’ex tecnico tra le altre di Bari e Sampdoria dal punto di vista tattico era partito con l’intenzione di schierare la squadra con un modulo spregiudicato, il 4-2-4, che avrebbe dovuto valorizzare un reparto avanzato decisamente di lusso per la cadetteria. Tuttavia i gravi infortuni dei due esterni d’attacco titolari, Juan Surraco e Stefano Guberti, e i guai fisici delle alternative hanno ben presto costretto il tecnico genovese a dei correttivi spostando prima Antenucci nel ruolo di attaccante esterno e poi passando spesso al 4-3-3 per evitare l’inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo soprattutto contro squadre che adottavano un centrocampo a 5. La squadra è risultata quindi molto più equilibrata ed ha messo in evidenza una fase difensiva di valore assoluto grazie soprattutto a un esasperato possesso palla, che ha impedito agli avversari di avere ritmo in attacco e di conseguenza pericolose occasioni da rete. Ventura è poi stato bravo nel creare un gruppo coeso, dove tutti hanno remato dalla stessa parte e dove ognuno è stato protagonista, dando sempre maggiore priorità agli interessi del gruppo rispetto a quelli personali. Infatti in tutto il campionato sono stati ben 16 i giocatori dell’organico granata andati a segno a dimostrazione di come tutta la rosa sia stata coinvolta nel modo giusto e tutti i giocatori abbiano contribuito alla promozione in serie A. Il mister granata è poi stato anche abile, grazie alle sue grandi capacità comunicative, nell’attirare su di se le attenzioni mediatiche consentendo di conseguenza alla squadra di sentire meno le pressioni di una piazza esigente come quella di Torino, accumulando quindi meno stanchezza psicologica rispetto ad altre occasioni.

I MERITI DEI GIOCATORI – Come detto mai come questa volta i meriti del successo sono da attribuire in parti uguali a tutti i componenti della rosa. La Bianchi-dipendenza che aveva caratterizzato le ultime 2 stagioni ha lasciato spazio a un’interpretazione corale veramente notevole dove tutti gli interpreti hanno recitato degnamente il copione loro assegnato. Strepitosa è stata la stagione di Angelo Ogbonna, già entrato nel giro della Nazionale e probabile convocato da Prandelli per la spedizione al prossimo europeo in Polonia e Ucraina, così come quella di quasi tutto il pacchetto arretrato mentre a centrocampo Manuel Iori ha avuto un calo finale dopo un inizio di stagione esaltante e Giuseppe Vives ha messo in evidenza qualità da categoria superiore verso il termine della stagione dopo i primi mesi sofferti a causa di continui problemi fisici. Hanno un po’ deluso gli attaccanti tra i quali il solo Mirco Antenucci è arrivato in doppia cifra collezionando 10 reti e 6 assist mentre Rolando Bianchi, penalizzato forse dal modulo di Ventura a lui poco congeniale, è stato al di sotto delle aspettative con solo 8 reti segnate.

LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO – Nell’immediato dopo partita della gara contro il Modena il Presidente Cairo ha ufficializzato il rinnovo del contratto di mister Ventura e del ds Petrachi fino a Giugno 2014. Una buona notizia per i tifosi granata che intravedono in queste conferme un segnale di continuità che potrebbe essere alla base di un valido progetto per il futuro. Il tecnico ligure ha sempre affermato che in caso di promozione sarebbe stata sua intenzione confermare buona parte del gruppo da lui guidato in questa stagione integrandolo con giocatori adatti al suo tipo di gioco e possibilmente da lui già conosciuti in altre esperienze precedenti. Devono essere letti in quest’ottica gli interessamenti per Alessio Cerci e Paulo Vitor Barreto mentre un buon colpo sarebbe quello di Marco Rigoni dal Novara che però è cercato anche da parecchie altre squadre, Milan in primis. Altre indiscrezioni di mercato portano ai nomi di Stefano Sorrentino, Cesare Natali e Matteo Rubin, per tutti si tratterebbe di un ritorno, e Giovanni Pasquale, in scadenza di contratto con l’Udinese e originario proprio dell’hinterland torinese.

Finiti i tempi dei festeggiamenti è quindi già il momento di programmare il futuro nella massima serie di una delle società più gloriose del calcio italiano. Che dovrà anche onorare il derby della Mole, che ritornerà dopo 3 anni unendosi alle stracittadine di Milano e Roma. Un appuntamento che tutti i tifosi granata aspettano con ansia e che garantisce da sempre un grande spettacolo in campo e sugli spalti.

a cura di Mauro Leone

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