Luca Porfido
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Per il Milan di Allegri anno nuovo ma vecchi problemi

A Torino il Milan era chiamato a confermare le buone prestazioni contro Cagliari e PSV. Delusione per i rossoneri e problemi infortuni contro il Celtic

Per il Milan di Allegri anno nuovo ma vecchi problemi
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Alessio Cerci, ala del Torino

Alessio Cerci, ala del Torino

Succede delle volte di scatenare un incendio, magari a farlo sono dei ragazzi che, presi dall’eccitazione, fanno cadere a terra un fiammifero, una sigaretta. Insomma basta una scintilla.
L’incendio scatenato dalla scintilla Kakà non è bastato, però, a dare la carica al Milan, cosi come accadde a gennaio dell’anno scorso dopo l’arrivo di Balotelli. E Ventura, come un pompiere che svolge a pieno il suo dovere, ha pensato bene di buttare acqua, anzi una cascata, sulle fiamme rossonere.

LA VIGILIA – Già da una settimana i vari giornali denunciavano l’emergenza difensiva. A ben vedere però, dell’11 titolare, solo i 2 terzini, cioè Emanuelson e Zaccardo, erano gli “estranei”, quindi le assenze non sono una giustificazione legittima. Si potrebbe anche mettere in chiaro la mancanza di rispetto nei confronti dello stesso Zaccardo (l’unico giocatore in grado di svolgere il ruolo di terzino destro), trattato quasi come se fosse una sciagura mandarlo in campo. Ma, come è logico, in una squadra ci sono delle gerarchie, e queste vanno rispettate, sicuramente non facendo il nome di Poli per la fascia destra, quando si ha un sostituto naturale di Abate (che non è neanche un terzino e che fatica sia in fase difensiva che in quella offensiva essendo tecnicamente sprovvisto anche della capacità di crossare da fermo, ma questa è un’altra storia). Critiche alla vigilia anche sull’impiego di Kakà, non in buona forma fisica e comunque poco istruito sugli schemi della squadra. Insomma le premesse per una tragedia c’erano tutte.

LA PARTITA –  Analizzando strettamente il calcio giocato, il Milan si presenta all’Olimpico con il nuovo modulo, cioè quel 4-3-1-2 tanto caro al presidente rossonero. L’andamento del match è subito chiaro: il Milan si siede in poltrona e il Torino comincia a fare la partita. Da buon spettatore educato, i rossoneri non provano neanche a dare fastidio alle manovre dei granata. La squadra di Allegri sembra imbambolata, niente pressing e questo sarà il leitmotiv dei primi 45 minuti. Impressionante la sfilza di 3 calci d’angolo guadagnati dal Torino nel giro di 5 minuti, dal 24’ al 29’, tutti sulla fascia destra, dove Cerci sembra “indiavolato. Alla ripresa ancora guai in infermeria per Allegri, si ferma infatti Montolivo (problema muscolare, fuori per circa 3 settimane per sospetto stiramento). Al suo posto entra Poli, che avrà un buon impatto sulla gara. Al minuto 47, però, è il Torino ad andare in vantaggio. Apertura di Cerci sulla sinistra per D’Ambrosio che si accentra in area e batte Abbiati di destro. Zaccardo e Zapata in questo frangente stanno totalmente a guardare, non cercano minimamente l’intervento, una scena che avrebbe fatto di sicuro contento l’attore inglese Benny Hill. Dopo circa 10 minuti Matri sostituisce un evanescente Robinho. Il Milan sembra riprendersi, con 2 conclusioni, di Balotelli prima e Muntari poi, entrambe ampiamente al lato. Intanto Birsa va a sostituire uno stanco Kakà. Proprio in quello che sembrava essere il miglior momento della squadra di Allegri, il Toro decide di raddoppiare. Lo fa con Cerci, illuminato da un filtrante di Immobile, complice anche la difesa troppo alta del Milan. Il “Robben” nostrano arriva senza difficoltà davanti Abbiati, incolpevole in entrambi i gol, e dopo 40 metri di corsa, mantiene la freddezza per segnare con un colpo sotto. Anche in questa occasione la difesa è un disastro. Da sottolineare poi il cambio di Cerci con Larrondo, che non prende per niente bene la sostituzione. I rossoneri tentano di rispondere, e lo fanno con un bel triangolo che porta Balotelli davanti Padelli, che si supera e chiude lo specchio all’attaccante.

Mario Balotelli Torino Milan

Mario Balotelli Torino Milan

IL FINALE – Negli ultimi minuti succede però quello che non ti aspetti e, dopo una straripante azione di Poli, Muntari sfrutta la respinta di Padelli calciando in porta in maniera sbilenca, complice una scivolata, e il pallone carambola in porta.
Evidente la regolarità del gol, niente fuorigioco e niente gamba tesa di Balotelli sul portiere granata. Al 95’ un ottimo Poli si guadagna un rigore su ingenuità di Pasquale che lo tocca in maniera netta. Il solito Mario Balotelli trasformerà il suo 21esimo rigore salvando anche la baracca di Allegri da quella che sarebbe stata una disfatta molto cocente.

L’ANALISI DELLA PARTITA –  Per la partita disputata, al Torino un pareggio sta stretto eccome. Buona circolazione di palla da parte della squadra di Ventura, che trova in Alessio Cerci, migliore in campo dei suoi, il vero trascinatore insieme a D’Ambrosio che, fuori posizione, riesce comunque a provocare non pochi problemi alla retroguardia milanista
Sponda rossonera invece, spiccano le buonissime prestazioni di Poli, che forse dovrebbe essere tenuto molto più in considerazione dal suo allenatore, e la caparbietà e tenacia di De Jong, che lotta fino alla fine recuperando palloni a più non posso. Il grande atteso al Milan, cioè Kakà, non brilla ma, considerando la totale mancanza di un ritmo partita, e i pochi allenamenti effettuati con la sua nuova “vecchia” squadra, tutto sommato può ritenersi soddisfatto per una prestazione almeno sufficiente.

Giampiero Ventura

Giampiero Ventura allenatore del Torino

DICHIARAZIONI A CALDO – in conferenza stampa, un Allegri abbastanza rammaricato per la prestazione dei suoi, dichiara: “Abbiamo giocato male ma i ragazzi sono stati bravi a reagire e raddrizzare la gara. Dovevamo essere più pazienti e lavorare di più come squadra: in difesa siamo troppo leggeri, difendiamo solo in sette
Non la prende bene invece mister Ventura: Il Torino ha fatto la partita per tutti i 90 minuti, non ha subito un tiro fino a dieci minuti dalla fine e il 2-0 ci stava anche stretto. A Bergamo gia eravamo stati penalizzati, stasera idem. Lungi da me  polemizzare ma se avevamo 9 punti nessuno avrebbe avuto nulla da ridire”.
Poi spiega il perché della furia nel finale di partita:”Avevamo Larrondo a terra, peraltro anche con una frattura. Avevamo chiesto il cambio, il Milan non è stato corretto. Se anche non vuoi fare il cambio devi accertarti perchè un giocatore sta a terra da tanti minuti. E’ una situazione difficile da accettare”.

IN CONCLUSIONE –  il Torino può essere soddisfatto della partita disputata, il 2 a 2 non rispecchia minimamente l’andamento a senso unico della partita. Ventura può essere contento della sua squadra, nelle prime 3 partite il Torino ha dimostrato di poter puntare molto più in la della salvezza e di poter essere una mina vagante per le grandi del campionato.
Note dolenti per Massimiliano Allegri. Storicamente da quando è al Milan, l’inizio campionato è stato sempre un trauma, per poi riprendersi lentamente insieme alle partite di Champions. Questa volta però, esclusa la totale assenza di geometrie e gioco, il Milan ha evidenziato una mancanza di grinta e di cattiveria, peculiarità importanti per una squadra che voglia arrivare fra le prime 3.  La situazione infortuni inoltre non è delle migliori. Montolivo e De Sciglio fermi per quasi un mese. Abate out insieme a Bonera, Silvestre, il solito Pazzini, ed El Shaarawy. In più sono da verificare in vista della gara col Celtic, le condizioni di Kakà e Poli.

Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan

Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan

CURIOSITA’ –  E’ quasi ironico vedere come, a poche ore dalle sue dichiarazioni (“in giro non ci sono difensori migliori dei miei” ndr) la stessa difesa del Milan abbia dato uno “schiaffo” in pieno viso al tecnico livornese.
Ricordiamo però che l’anno scorso, nel girone di ritorno, i problemi in retroguardia del Milan furono i medesimi, salvo poi osannare i difensori durante il girone di ritorno, con l’assenza delle partite di Champions (e quindi la possibilità di valutare le prestazioni con un metro di giudizio migliore) e la presenza di un centrocampo fisico e muscolare che dava molta più copertura (volendo poi dimenticare le ingloriose prestazioni, Siena in primis, delle ultime giornate di campionato).
Ma, forse, ha ragione l’esperto di calciomercato Pedullà: “ se il Milan potesse tornare indietro, non comprerebbe un difensore di spessore, ma un altro trequartista”.
Come dire il lupo, anzi il diavolo, perde il pelo ma non il vizio.

Luca Porfido

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