Orazio Rotunno
No Comments

Inter-Juventus vista con gli occhi nerazzurri

Ecco perchè interisti e juventini si odiano così tanto. I motivi dei veleni che non si placheranno mai

Inter-Juventus vista con gli occhi nerazzurri
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Era il 26 aprile del 1998, Juventus-Inter al Delle Alpi a poche giornate dalla fine, un solo punto a separarle in classifica: era la madre di tutte le partite e quel giorno valeva uno Scudetto. Oggi quella partita è ancora ricordata come lo scontro Iuliano-Ronaldo, la madre di tutte le infamie. Fu anche l’anno dei gol-non gol in Empoli-Juventus e Juventus-Udinese, con la sola terna arbitrale incapace di vedere la palla dentro di un metro.

Il pianto di Ronaldo per lo scudetto perso

Il pianto di Ronaldo per lo scudetto perso

L’ORIGINE DEL MALE – Per chi nasce tifoso interista, e inevitabilmente un po’ anti-juventino, era l’anno peggiore in cui cominciare a seguire il calcio: il destino però fu beffardo e si divertì lasciando indelebile quel ricordo, segnando profondamente i successivi anni diviso fra amore per l’Inter ed odio per la Juve. Il 5 maggio 2002 acuì questo duplice sentimento, consapevole di aver gettato via una grande occasione, colta come un dono dal celo proprio dagli acerrimi rivali. Ma anche in quella stagione, comunque ricordata solo per le lacrime di Ronaldo in panchina nei minuti finali di Lazio-Inter, non mancarono motivi per inveire contro la “triade” ed il potere forte bianconero. Perdere lo Scudetto di un punto e ripensare alle dichiarazioni di Maniero dopo Venezia-Inter e ad un rigore ottenuto al novantesimo che portò al pareggio: l’attaccante ammise di essersi buttato. O la terz’ultima giornata, ancora il Fenomeno suo malgrado protagonista: era Chievo-Inter, vistosamente strattonato davanti la porta il solo De Santis non rivelò l’irregolarità e la conseguente assegnazione del calcio di rigore. La fine che fece l’ “arbitro” pochi anni dopo è risaputa.

FARSOPOLI O CALCIOPOLI? – Il derby d’Italia è diventata roba seria quasi 100 anni dopo la prima sfida tra le due compagini, ci pensò Calciopoli a sentenziare la definitiva “guerra” fra le due società. Gli juventini passarono da carnefici a vittime, gli interisti da parte lesa a giudici. I bianconeri andarono in B, lasciando all’Inter l’onore di essere l’unica squadra italiana a non aver vissuto tale umiliazione. Da lì la società di Moratti costruì il suo impero: grazie al fallimento juventino, dicono i sostenitori della Vecchia Signora. Grazie ad un calcio finalmente pulito, rispondono quelli della beneamata. Il 2010, l’anno del Triplete, pose la parola fine all’inizio di quel ciclo: il giorno più bello per un tifoso interista, forse il peggiore per l’altra parte, che si vedeva superare nella supremazia dei titoli intercontinentali a dicembre con la conquista del Mondiale per Club.

Ronaldo e Del Piero storia del nostro campionato

Ronaldo e Del Piero storia del nostro campionato

IL DERBY D’ITALIA OGGI – Juventus-Inter conserva oggi una fortissima attesa e rivalità, forse leggermente diminuita dopo il rancore sprezzante subito post-Calciopoli. Una storia caratterizzata da decennali polemiche di mercato (lo scambio assurdo Boninsegna-Anastasi), o di campionato (l’Inter che per protesta mandò in campo proprio con la Juve la Primavera). Lo scudetto “di cartone” del 2006 è l’emblema dello sfottò zebrato, non comprendendo che esso rappresenta il risarcimento per un titolo che dalla bacheca del biscione era stato impropriamente tolto anni prima. O infine, le accuse di prescrizione all’Inter in merito alle intercettazioni emerse proprio da Calciopoli in poi, gettando nel calderone degli insulti una persona che non c’è più, esempio di moralità ed eleganza, come Giacinto Facchetti. Dimenticando un particolare, che i primi prescritti (per doping) sono stati proprio loro, gettando ombre pesanti sulle vittorie di scudetti, champions e coppe varie, che mai si diraderanno.

Inter-Juventus resta una storia infinita, certi di non raggiungere mai un accordo su chi o come si abbia vinto o perso. E forse è bello così, senza però trascendere e dimenticare che in fondo, è di calcio che stiamo parlando.

 Orazio Rotunno

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *