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Il cavaliere e la sua signora: 20 anni fa nasceva l’amore tra Alex e la Juventus

Del Piero e la Juventus: 20 anni di vittorie insieme ma anche delusioni e dolori. Da Pinturicchio all'ultima allo Stadium, passando per Pinturicchio e il terribile infortunio di Udine

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Il cavaliere e la sua signora, non è la storia di “Camelot” ma è quella tra un ragazzo, diventato uomo e campione con una maglia soltanto, quella a strisce bianconere di cui è stato il capitano, il portabandiera della squadra con più tifosi in Italia e che è stato sempre associato alla Juventus anche all’estero. Del Piero era la Juve, la Juve era Del Piero, sempre così, per tantissimi anni.

Del Piero

Arriva dal Padova – La storia calcistica di Alex nasce in quel di Padova, la sua culla materna, e fin da subito gli addetti ai lavori hanno intravisto in lui la stoffa del campione. Gli occhi degli osservatori, tanti, forse troppi, ma nessuno come  Boniperti, è lui che che ne fa l’investitura e lo suggerisce alla dirigenza bianconera: Lì c’è un ragazzino che ricorda tanto me, prendetelo è un campioncino”Passa alla Juventus, subito aggregato in prima squadra e subito l’esordio. Il numero 10 della Juventus è un certo “Raffaello”, alias Roberto Baggio, no uno qualsiasi ma il più grande giocatore italiano del momento e quindi per il giovane Alex non sembra esserci spazio. La calma è la virtù dei forti e Del Piero sa aspettare il suo momento, si allena in silenzio ma chi lo osserva ne resta folgorato per le giocate che dipinge in allenamento. Arriva il momento delle scelte, dopo lo scudetto vinto insieme, uno tra Baggio e Del Piero è di troppo, così il direttore sportivo Luciano Moggi e il tecnico Lippi vendono il divin codino al Milan per 18 miliardi, con l’enorme perplessità degli addetti ai lavori.


L’infortunio e Godot –
 Nel momento in cui la carriera di Alex esplode, fino a farlo diventare l’alter ego di Ronaldo, il fenomeno sbarcato in Italia con la maglia dell’Inter, in un maledetto Udinese-Juventus si scontra con Bertotto e si rompe il crociato. Carriera distrutta? No solo rallentata. Torna in Intertoto e segna subito, ma la sua stagione è condita da 9 goal ma solo 1 su azione e peggio la Juve di Ancelotti naufraga sul pantano di Perugia e perde lo scudetto all’ultima giornata. Se prima era “Pinturicchio” adesso è “Godot”, l’uomo che non arriva mai. L’avvocato e Del Piero, storie di punzecchiature, carezze, gioie, dolori, ma un rapporto che raramente si è mai visto tra un Presidente e un giocatore e nel giorno della morte, Alex regala un goal fantastico in memoria di lui, tacco volante e palla all’incrocio, come piaceva all’avvocato, quasi un segno del destino.Ecco Pinturicchio – Il numero 10 della Juventus diventa lui e con Vialli e Ravanelli forma un tridente da sogno: classe, potenza, incisività, c’è tutto in questo attacco atomico. Con il passare del tempo diventa sempre più uomo squadra e in Champions League segna goal memorabili, il cosiddetto “goal alla Del Piero”, finta, dribbling secco e palombella all’incrocio dei pali come per magia. La Signora vince la coppa, la alza Vialli al cielo di Roma, dopo una memorabile partita con l’Ajax, il Barcellona di quegli anni. Alessandro non è più un ragazzo, è un uomo, non è più un campioncino ma un campione, pronto per diventare il vero e proprio trascinatore della squadra e l’anno successivo segna il goal vittoria a Tokio nella finale di Coppa Intercontinentale contro il River Plate. L’avvocato Agnelli impazzisce per il suo talento e conia il soprannome “Pinturicchio” per le sue giocate artistiche.

Ronaldo e Del Piero storia del nostro campionato

Alex diventa leggenda – Scudetti, gioie, dolori e grandi delusioni, tipo le tre sconfitte nelle finali di Champions con Borussia, Real Madrid e Milan ma soprattutto Calciopoli, la Juventus viene retrocessa in serie B nel 2006 e inizia la fuga dei campioni. Molti lasciano la Juve, ma no il suo capitano, che con Buffon, Camoranesi, Trezeguet e Nedved riportano la subito la Signora in serie A. Niente è più come prima però, la Juve torna ma trova un Inter prima forte con Mancini, poi imbattibile con Mourinho, morale della favola 4 scudetti vinti consecutivamente dall’Inter e una Juve sempre più in crisi. Poi arriva Conte, con Andrea Agnelli e la Juve torna al successo dopo quattro anni di limbo. Alex gioca poco ma in quel poco è decisivo come sempre, segna all’Inter ma soprattutto segna su punizione il 2-1 con la Lazio nel momento più delicato della stagione, il classico goal scudetto.

L’addio e uno stadio in lacrime – Nello scudetto vinto dalla Juve di Conte si ricorderà sicuramente l’imbattibilità della squadra ma soprattutto l’addio di Del Piero. Nell’ultima giornata Juve-Atalanta, il galà è tutto per lui, prima segna e fa impazzire i tifosi, poi al 70 finisce la carriera di Alessandro in maglia bianconera. Conte lo sostituisce e incredibile, si ferma la partita, compagni e avversari fermi a centrocampo ad abbracciare lui, esce, trattiene le lacrime a stento, quello che invece non fanno i tifosi, scorrono le telecamere e sugli spalti ci sono lacrime e abbracci, bambini, adulti, donne, fidanzati tutti uniti nell’abbraccio finale al loro campione. Alex se lo gode l’ultimo giro, l’ultimo abbraccio verso i suoi tifosi e finisce così la storia d’amore tra lui e la Juventus, 20 anni vissuti in simbiosi, uno accanto all’altro, nella gioia e nel dolore, in serie B come in serie A, un 10 per sempre, firmato Alessandro Del Piero.

Gaetano Raele

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