Antonio Fioretto
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Boateng e il Milan: non è il razzismo la causa dell’addio

Ai microfoni di Sky Sport 24, Boateng ha precisato che non è stato il razzismo la motivazione della sua partenza dall' Italia

Boateng e il Milan: non è il razzismo la causa dell’addio
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Alcuni matrimoni sono destinati a fallire, e spesso non se ne conoscono nemmeno le cause. Emblematico in tal senso è il caso di Kevin Prince Boateng, che ha recentemente lasciato il Milan passando allo Schalke 04 tra il clamore e lo stupore generale. L’accaduto sarebbe tuttavia passato più o meno inosservato, dato che il calciomercato vive proprio di colpi a sorpresa. A sollevare un vero e proprio polverone, invece, c’ha pensato pochi giorni or sono Peter Peters, direttore finanziario della nuova squadra del Boa. Il dirigente tedesco ha asserito che le cause dell’addio ai rossoneri siano fortemente riconducibili al razzismo.

VERITA’ Il ghanese è stato vittima in più di un’occasione (triste a dirsi) di episodi xenofobi, che in passato l’avevano spinto a dichiarazioni dure (e dannatamente legittime) o anche a minacce di addio. Oggi stesso, però, Boateng ha precisato che non è stato il razzismo la motivazione della sua partenza dall’ Italia. Ai microfoni di Sky Sport 24 ha asserito: “Non e’ vero che ho lasciato l’Italia per il razzismo, ne’ che sono andato via per le critiche. Nel primo anno al Milan le cose sono andate veramente bene, nel secondo meno, ma non ho cambiato squadra per questo. Sono qui in Germania, e’ una nuova avventura per me e anche per la mia fidanzata, per noi e’ una grande cosa.

BOA E ALTRI SERPENTI La continua ricerca della polemica è qualcosa di estremamente dannoso per il mondo del calcio. Ci sta tutto che di tanto in tanto un giocatore abbia voglia o bisogno di cambiare aria, soprattutto se cambiare vuol dire passare dalla mediocre Serie A (seppur sulla via della rinascita) alla fiorente Bundesliga, campionato oramai numero uno in Europa. Tutta la manfrina -ovviamente- non scagiona i beceri tifosetti da quattro soldi che hanno infangato il nome dei supporters italiani. I matrimoni falliscono, a volte, anche per colpa di qualche sfigato che si mette di traverso.

Antonio Fioretto

 

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