Orazio Rotunno
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E’ Mennea-Day: l’Italia ricorda la Freccia del Sud

Il grande giorno è arrivato: per le prossime 24 ore il Mennea-Day invaderà piste e piazze italiane. In 60 città si corre sui 200 metri

E’ Mennea-Day: l’Italia ricorda la Freccia del Sud
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Presentazioni di libri, annulli filatelici, confronti editoriali, proiezioni di cortometraggi a tema, ricordi di vecchi amici, ma soprattutto gare di velocità sui 200 metri aperte a tutti presso la pista a Barletta- la patria natìa di Mennea- e in altre sette città italiane (Formia, Genova, Grosseto, Milano, Rieti, Roma e Torino).

IN RICORDO DI PIETRO – La manifestazione organizzata dalla Fidal sarà animata da gare sui 200 metri in tutta Italia aperte ad ogni categoria, atleti professionisti e non: una data che cade in coincidenza con il giorno dell’anniversario del 19”72 del record del mondo di Mennea a Citta’ del Messico nel 1979: arriva così un altro omaggio alla memoria della “Freccia del Sud“, prematuramente scomparso a 61 anni lo scorso 21 marzo. Sono oltre 60 le città su tutto il territorio nazionale che domani, da nord a sud, daranno vita anche ad una ricca serie di iniziative collaterali (mostre, convegni, etc. ) per questa speciale ricorrenza che attraverserà stadi e centri storici trasformati in piste di atletica. A quasi sei mesi dalla prematura scomparsa dell’olimpionico di Mosca 1980, il mondo dell’atletica e non solo intende celebrarlo nel 34° anniversario di quello storico “crono”. Il Mennea-day avrà a Barletta anche un ospite di eccezione: il senatore Pietro Grasso, Presidente del Senato, che assisterà alla posa sulla pista del “Puttilli” della targa celebrativa del record del mondo sui 200 metri sul livello del mare (19’96”) stabilito il 17 agosto 1980. Grasso sarà in città per le celebrazioni del 70° anniversario della resistenza della città di Barletta e della sua guarnigione militare all’occupazione nazista, che culminò nel barbaro eccidio di 10 vigili urbani e due netturbini. Un atto dovuto per celebrare un atleta e quel primato targato 12 settembre di 34 anni fa che fanno parte della storia dello sport italiano, sperando che dopo non ci si perda, facendo sì che paura, egoismo e personalismi impediscano di raccogliere il suo percorso e di renderlo pubblico come esempio.

Non resta che allacciare gli scarpini e correre verso un sogno, da inseguire con la sola cultura del duro allenamento, e magari da festeggiare con quel dito mirante verso l’alto, come Pietro Paolo Mennea ha insegnato ai suoi concittadini.

Luca Guerra

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