Luca Porfido
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Il Parma di Donadoni riparte da 49

Il Parma di Donadoni riparte dal decimo posto. Tra ambizioni, moduli confermati, calciomercato e dichiarazioni piccanti di Leonardi sui tifosi giallo-blu

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Leonardi dirigente del Parma

49, come i punti fatti l’anno scorso e che hanno permesso al Parma di raggiungere il decimo posto in campionato. E’ da questo numero che Donadoni deve ripartire quest’anno. D’altra parte per squadre con un minimo di progetto e serietà  (cioè quelle che non vendono e comprano giocatori rivoluzionando la rosa come se fossero al mercato delle pulci) migliorare il risultato del campionato precedente, oltre che ambizione, è anche un obbligo.  Si, perché Ghirardi è un presidente che, facendo economicamente quello che può,  tenta di posizionare un tassello alla volta. E’ chiaro che la squadra di quest’anno non è paragonabile al Parma dei campioni (Cannavaro, Thuram e Buffon per citarne alcuni). Ma si sa, i tempi sono duri per tutti e se neanche le grandi possono permettersi fuochi d’artificio, figurarsi squadre che hanno introiti e bilanci di molto inferiori.
In questa sessione di mercato i giallo-blu hanno saputo però mantenere alla base i pezzi migliori, rifutando le avances di diverse squadre per Biabiany e, soprattutto, per Gabriel Paletta che ha disputato un’ottima stagione l’anno scorso, risultando uno dei migliori centrali difensivi della serie A (da sottolineare come, però, alle dichiarazioni d’amore del Milan non è seguita un’offerta ufficiale, forse anche per il prezzo non proprio economico che Ghirardi ha chiesto per il cartellino del giocatore).
Mercato:  è quasi obbligatorio sottolineare tra la lista degli acquisti il nome di Antonio Cassano. Una testa calda che, dopo essere passato dal Bari alla Roma per poi approdare al Real Madrid, sogno di ogni calciatore, ha sprecato tutte le occasioni che all’epoca Capello gli aveva conceduto. Ritornato in Italia alla Sampdoria, dove ha disputato 3 ottime stagioni con 96 presenze e 35 gol, il Milan decide di ridargli fiducia, fiducia ben riposta dato che il giocatore da un contributo importante per la vittoria dello scudetto. Affetto da problemi cardiaci durante il secondo anno in rossonero, viene poi ceduto all’inter nel clamoroso scambio con Pazzini. Un anno nella sua squadra del cuore e il talento di Bari Vecchia viene subito rimesso sul mercato da un Mazzarri dubbioso verso Cassano e le sue Cassanate.  Al Parma, all’età di 31 anni, Fantantonio può ancora dimostrare di valere qualcosa, anche perché il suo compagno di reparto, Amauri, è la punta ideale per far rendere al massimo le quaità del barese.
Gli acquisti più qualitativi sono stati fatti però a centrocampo, con l’arrivo di Munari, Gargano e Obi, mentre in attacco per il ruolo di vice Amauri è arrivato Okaka  dal Catania.
In difesa è arrivato invece Felipe, uomo dimenticato in quel di Firenze.

TATTICHE DUCALI – dalle prime 2 giornate di campionato, la prima pareggiata col Chievo in casa per 0 a 0 e la seconda giocata contro l’Udinese e persa per 3 a 1 (in gol Cassano), è apparso chiaro il modulo  che Donadoni ha in mente, segno quindi che durante la preparazione estiva si è trovata  la quadratura del cerchio.
Sia contro il Chievo che contro l’Udinese la formazione è scesa in campo con un 3-5-2: Lucarelli, Felipe e Cassani in difesa, Parolo, Valdes e Munari a centrocampo e sugli esterni Gobbi e Biabiany. In attacco la coppia Amauri Cassano. Ricordiamo però che tra gli indisponibili figurano Paletta, sicuro titolare, e poi Gargano, anch’egli  quasi sicuramente titolare a centrocampo.
Nelle 2 partite però, la difesa è apparsa in difficoltà, molto probabilmente gli interpreti non hanno ancora appreso bene i meccanismi della difesa a 3. Donadoni dovrà quindi lavorare molto per dare a Mirante una sicurezza davanti porta. Anche l’attacco non ha brillato, definito da molti “sterile”. Evidentemente quando si gioca con 2 attaccanti, una prima e una seconda punta, un ruolo fondamentale lo svolge il centrocampo, che, come il resto della squadra, è apparso in balia degli avversari, con Gobbi e Biabiany che hanno dispensato ben pochi palloni nell’area di rigore.
Uniche note positive (si fa per dire), le sufficienti prestazioni di Parolo  e Valdes che hanno mantenuto la baracca di centrocampo in piedi in tutti e 2 gli incontri. Amauri ancora una volta è apparso come il fantasma di se stesso, cioè il goleador che, dopo aver impressionato tutti a Palermo tanto da essere cercato dalle squadre di mezza Europa (per poi approdare a Torino sponda Juventus), non ha saputo più ripetersi.

PARLA DONADONI –  dopo l’amichevole con l’Ajaccio, lo stesso Donadoni intervistato, ha dichiarato per quanto riguarda il modulo:
Non escludo niente, è chiaro che certe situazioni ti aiutano a maturare ancora più convincimento e sicurezza nel fare deteminate scelte”. Volendo quindi prendere per buone le parole dell’allenatore, il 3-5-2 sarà il modulo fisso del Parma.
A chi gli chiede della possibilià di schierare un tridente in attacco risponde cosi: “Avere, come sempre ho detto, dei giocatori che mi danno più possibilità di ruolo è estremamente vantaggioso per una realtà come Parma. poi strada facendo vedremo  le opportunità che si creeranno in funzione degli infortuni, delle squalifiche e quindi la duttilità di questi giocatori tornerà sicuramente utile”.
Parafrasando invece una frase dello stesso Donadoni, cioè “Gargano non è alternativa a Valdes”, si può evincere come, sicuramente, i 2 giocheranno insieme a Parolo nei 3 di centrocampo. E infatti è lo stesso allenatore a confermare questa possibilità: ““Gargano è un giocatore che può essere utilizzato anche al posto di Valdes però non è il mio obiettivo, perché Valdes per me è un giocatore importante che fa assolutamente bene quello che è il suo ruolo”.

PIANIFICAZIONI –  Per il mercato dell’anno prossimo un giocatore è già sicuro di arrivare al Parma, cioè Jorquera.
Leonardi ha infatti dichiarato che: “ Per quanto riguarda il mio personalissimo gusto, è un giocatore molto forte. Quando andai a prendere Sanchez e Isla, Jorquera era tra i cileni più quotati, poi si è un po’ perso a Genova per vari motivi. Siccome si è liberato, io ho fatto l’operazione a zero e poi l’ho dato in prestito, ma posso rivelare che Jorquera al 99% farà parte della rosa del Parma nel prossimo anno”.
L’ad del Parma ha poi risposto a quelli che accusavano la società di aver proclamato un progetto giovani e di aver invece acquistato molti “trentenni”: “Qual è il senso degli over 30 acquistati e poi prestati ad altre squadre? Nell’ambito della collaborazione con alcune società, si sfruttano questi rapporti utilizzando anche giocatori che possono essere spostati, facendo sì che si possano prendere i loro giovani più interessanti.
Abbiamo comprato almeno cinquanta giocatori che vanno dai 18 ai 15 anni. Il Parma ha investito tanto, Ghirardi per questi 50 giocatori ha speso molto. Qui non c’è pazienza, e soprattutto non c’è coerenza: c’è Okaka e volete Maxi Lopez, però poi ci dite che siamo una squadra vecchia, c’è una contraddizione. Quello che si fa ad Udine qua non si può fare: qui il giocatore vuole restare, lì non vede l’ora di andare via”.
Frecciatina ai tifosi: “A Parma il tifoso vuole vedere altre cose ed  è disturbato se pareggiamo col Chievo. Gli esperimenti vanno bene, ma se poi non danno i frutti sperati? Il dazio della B deve rimanere ben impresso a tutti quanti. Bisogna collaborare con altre società per far giocare questi giovani per farli crescere e farli tornare a Parma o magari poi rivenderli guadagnandoci qualcosa come è successo con Pellé”.
Possiamo quindi concludere che nella società giallo-blu, dall’allenatore al presidente, passando per l’amministratore delegato, sono tutti convinti che l’obiettivo di quest’anno sia volare basso e puntare, come ormai cantilenano tutti i dirigenti delle “piccole”, alla tanto sospirata salvezza, da raggiungere il prima possibile in modo da godersi con tranquillità e senza pressioni il resto del campionato.
CONCLUSIONI –  Come dare torto ai dirigenti del Parma quando società come Milan, Lazio e Roma vengono considerate, già ad inizio campionato, squadre da metà classifica? Sognare un posto in Europa League è comunque legittimo per chi fa il mestiere del tifoso.

Luca Porfido

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