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Le Confessioni di Mishima: Una Maschera sul Palcoscenico

Un libro davvero profondo che induce il lettore a riflettere

Le Confessioni di Mishima: Una Maschera sul Palcoscenico
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"Confessioni di una maschera" edizione Feltrinelli di Yukio Mishima

“Confessioni di una maschera” edizione Feltrinelli di Yukio Mishima

Sentimenti contrastanti si provano leggendo “Confessioni di Una Maschera” di Yukio Mishima. Facendo il punto della situazione e contestualizzando il libro all’epoca e allo scorrere della guerra, l’opera rispecchia in pieno i canoni di una letteratura tipica del Novecento e, in particolare, la narrazione che ha come protagonista un inetto. Confessioni di una maschera può definirsi un testo autobiografico, anche se l’autore non appare col proprio nome. Considerato uno dei più grandi scrittori del Giappone, Yukio Mishima arriverà al successo grazie a questo libro che lo farà affermare nel mondo della letteratura. Emerge dalla storia il racconto di un ragazzo che è decisamente combattuto da quello che è se stesso e quello che prova. I richiami di un amore omosessuale, che poi si rivelerà in realtà gelosia. Ma ancora la sensazione di amare una donna, poi l’inevitabile constatazione di non appartenenza. Il protagonista già da piccolo accusa i primi sintomi di diversità, intesa dal punto di vista emotivo e ciò lo spinge ad una crescita interiore costruita dietro una maschera. Da piccolo, strappato dalla madre, vivrà con sua nonna, una donna molto rigida e severa. Costretto alla clausura, inizierà ad avvertire i primi disagi tramite scoperte allucinanti: una donna a cavallo confusa dallo stesso in un cavaliere virile, che lo porterà a ricercare negli altri la figura dell’eroe. L’incontro con l’amico Omi che susciterà in lui i primi segni di una attrazione sessuale. La maschera da lui indossata non gli permette però di comprendere realmente se stesso e la sua attrazione. Ciò lo porterà a distinguersi continuamente e ad affrontare l’ulteriore prova: quella della attrazione per una donna. Anche questa però sarà un altro fallimento. Perché dietro la maschera si celerà sempre la sua vera identità.

Il teatro che è la vita recitato con un tocco di cipria sugli occhi, e via verso il palco. Sebbene a tratti abbia contestato l’esistenza del protagonista, l’immagine che ne emerge è specchio della realtà del tempo. L’uomo che si lascia vivere, sconvolto dagli avvenimenti della guerra. Confessioni di una maschera è un libro che ci svela anche l’intimità e il profondo di un uomo quale è stato Mishima, oggi annoverato tra i grandi della letteratura moderna. Un uomo decisamente controverso che deciderà di chiudere la sua vita in pubblico tramite il suicidio. Un epilogo agghiacciante e che ha lasciato molti interrogativi sulla sua vita ancora oggi. La comprensione del libro spesso è divisa tra protagonista e scrittore. Sebbene parliamo di due stesse facce, il lettore subisce degli spasmi non indifferenti. Una biografia che fa emergere dei dettagli notevoli riguardo a l’indole di un uomo così produttivo. Al di là della critica, quando tocco delle pagine o mi affaccio ad un artista lo faccio con le pinze, allontanando tutti i possibili pregiudizi. Senza ombra di dubbio, Confessioni di una maschera rivela degli aspetti anche egoistici o sociopatici. Ma un artista il più delle volte è un’anima complessa a tal punto da sentire la realtà in maniera non del tutto comune. Un libro certamente di riflessione, profondamente psicologico e umano.
Francesco Cornacchia
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