Enrico Steidler

La vita viene da Marte, ma alcuni calciatori sono di Thàmarron

La vita viene da Marte, ma alcuni calciatori sono di Thàmarron
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Con SportCafe24 non c’è cover-up che tenga! Ecco la lista degli “alieni” del nostro campionato

La notizia circola da alcuni giorni e ha già messo in subbuglio gli ambienti scientifici di tutto il mondo: la vita viene da Marte, ed è stata portata sul nostro pianeta tre miliardi di anni fa da piccoli meteoriti che contenevano al loro interno molecole fondamentali come il boro e il molibdeno “ossigenato”. Senza questo apporto extraterrestre, sostiene il noto chimico e biologo molecolare Steven Benner, del prestigioso Westheimer Institute for Science and Technology di Gainesville, Florida, oggi noi non saremmo qui. Siamo tutti “marziani”, quindi, e la “rivoluzionaria” teoria, suffragata da parecchi riscontri, ora alimenta (e in qualche modo avvalora) le ipotesi più suggestive e il numero di chi le considera vere e proprie prove: non solo siamo tutti “alieni”, sostengono in molti, ma intorno a noi vivono innumerevoli creature provenienti da altri sistemi solari e addirittura da altre galassie. Essi sono fra noi e si possono riconoscere ovunque, per la strada o in Parlamento, a scuola o in uno stadio.

Philippe Mexès

Philippe Mexès

I VICINI DI CASA – Sai che scoperta, verrebbe da dire. Sono anni che abbiamo le prove (in realtà si tratta solo di indizi, ma non perdiamoci in dettagli) della natura aliena di molti protagonisti del mondo del calcio, e non avevamo certo bisogno delle teorie di Benner per rafforzarle. Prendete Galliani, ad esempio. La sua carriera galattica, le figuracce spaziali (la “ritirata di Marsiglia”, tanto per dirne una, fa parte di quelle cose che gli umani non possono capire), il suo clamoroso fisique du rôle e il rassicurante sorriso da pitoniano sono tutti segni inequivocabili dell’origine extraterrestre dell’ad rossonero. Che poi si tratti di Marte, di Alfa Centauri o dell’Area 51 poco importa: assai più interessante, infatti, è rilevare la massiccia infiltrazione di forme di vita aliena nel mondo del calcio (persino ai vertici delle sue istituzioni: era il 1921 quando l’allora 75enne Joseph Blatter fu nominato capo supremo della Fifa, ma grazie a un efficacissimo cover-up nessuno si è ancora accorto di nulla) e annotare, già che ci siamo, la presenza di altri Visitor alla corte di “Silvio Magno”. Dal pianeta Thàmarron, ad esempio, provengono Philippe Mexès (la vistosa ossigenazione, che dal molibdeno si è trasferita ai capelli, le stelle tatuate sul collo e gli atteggiamenti da bulletto della periferia più degradata della Via Lattea sono prove inconfutabili) e Stephan El-Shaarawy, mentre è la piccola comunità di Dargos Crestati da anni trapiantata nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro la “patria” di Niang e di molti altri calciatori della Serie A, Marek Hamsik su tutti.

L’INVASIONE DEGLI ULTRAFURBI – Ricordate le celebri “navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione” descritte dal replicante Roy Batty in Blade Runner? Furono i petardi sparati per gioco dal narcisiano Mario Balotelli a ridurle in quelle condizioni? E i raggi B che balenavano “nel buio vicino alle porte di Tannhäuser” erano forse i laser sparati dai carri armati dell’Atalantide? Gli esperti ne sono convinti, così come concordano tutti su un punto: i visitor del nostro campionato provengono da mondi molto più progrediti del nostro dal punto di vista tecnologico (essi possono viaggiare attraverso il tempo, infatti, e andare in discoteca in qualsiasi dimensione) e tuttavia ben poco civilizzati; questa è la ragione del loro straordinario adattamento alla vita sulla Terra, dove molti di essi hanno trovato le condizioni ideali per ricreare l’ambiente “di casa” e avviare una redditizia attività. Questo è stato il caso, ad esempio, dei famigerati Rettiliani Burìnidi, dominatori di quel losco pianeta che da milioni di anni vince tutti i campionati di calcio del suo sistema solare. Arrivati in Italia alla fine degli ’80 con lo scopo di aprire una florida succursale a pochi anni-luce dal centro, i Rettiliani riuscirono a farla franca per almeno un decennio grazie alla complicità di numerosi umani e alle loro strabilianti capacità mimetiche: del tutto simili a noi sia nell’aspetto che nei modi di fare, molto astuti e resistenti a ogni indagine, sia clinica che giudiziaria, si rivelarono però molto sensibili alle intercettazioni telefoniche, ed è davvero curioso pensare che una simile, banale tecnologia fu più che sufficiente a disintegrare i loro sofisticati circuiti truffaldini e a costringerli all’esilio.

Antonio Cassano

Antonio Cassano

COSE DELL’ALTRO MONDOBurìnidi tout-court, eppure amabili, sono invece molti altri artisti della pelota, sia del passato (Di Canio, ad esempio) che del presente. Fra le innumerevoli etnie e i diversi popoli alieni che hanno messo radici dalle nostre parti, i Burìnidi sono quelli più facilmente riconoscibili. A tradirli, in genere, sono i vestiti appariscenti e le difficoltà nel linguaggio. Privi dei cosiddetti recettori del congiuntivo, cromosomi che controllano (fra l’altro) la costruzione della frase e la pronuncia, Francesco Totti e Antonio Cassano – solo per citare i più famosi – hanno infatti più volte tradito la loro “reale” natura e di sicuro lo faranno ancora. Sta scritto nel DNA.

Francesco Totti

Francesco Totti

Che dire, in fondo, dopo questa breve carrellata sui Visitor del nostro campionato? Che fra tanti Rettiliani, Lunatici e Tamàrridi c’è sicuramente tanta, forse troppa, roba de noantri, e su questo tutti gli studiosi concordano. Un esempio? I teppisti travestiti da ultrà di tutte le squadre, nessuna esclusa. Riuscite a immaginare, infatti, qualcosa di più terra-terra? E poi qui si sta parlando di forme di vita intelligente…

Enrico Steidler

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