Vincenzo Arnone
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Olimpiadi 2020, il CIO ha scelto Tokyo

Il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto la città ospitante delle Olimpiadi 2020: Tokyo vince come da pronostico. Delusione a Istanbul e Madrid

Olimpiadi 2020, il CIO ha scelto Tokyo
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Il logo della candidatura di Tokyo per le Olimpiadi 2020

Il logo della candidatura di Tokyo per le Olimpiadi 2020

Sarà Tokyo la città ospitante delle Olimpiadi estive del 2020. Questo il verdetto giunto da Buenos Aires, dove si tiene la centoventicinquesima sessione plenaria del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, che domani eleggerà anche il successore di Jacques Rogge alla sua stessa guida.

Dopo la prima votazione era stata esclusa, un po’ a sorpresa, la candidatura di Madrid, che aveva raccolto gli stessi voti di Istanbul per essere poi eliminata al ballottaggio con la capitale turca. L’idea di Olimpiadi degli spagnoli era ritenuta “low cost”, visto che ben l’80% degli impianti sono già stati costruiti e l’aggravio di spesa maggiore sarebbe stato per lo Stadio Olimpico, un gioiello da 162 milioni di euro che sarebbe diventato, dopo la rassegna olimpica, la nuova casa dell’Atletico Madrid. Per la capitale spagnola è la terza esclusione consecutiva. Nel 2005, infatti, Madrid si era fermata poco prima del ballottaggio che vide Londra trionfare su Parigi per le Olimpiadi 2012, mentre nel 2009 fu Rio de Janeiro ad avere la meglio sulla capitale spagnola all’ultima votazione.

Buona la seconda quindi per Tokyo: quattro anni fa, infatti, la capitale giapponese non era riuscita ad aggiudicarsi le Olimpiadi del 2016. Stavolta il Paese del Sol Levante si è presentato con il dossier più “forte” e convincente, con la capitale pronta a rivoluzionare il suo centro città per far posto agli impianti olimpici. La distanza tra il villaggio olimpico e l’85% degli impianti sarà di appena 8 km. Sicurezza e rispetto per l’ambiente sono state le parole chiave della candidatura di Tokyo, pur con l’incognita Fukushima sullo sfondo. Sul tema sono state numerose le rassicurazioni sia da parte del Comitato Olimpico Giapponese che del Governo presieduto da Abe. La candidatura di Istanbul invece si era proposta come possibile trait d’union tra l’Europa e l’Asia, tra l’Oriente e l’Occidente, grazie alla posizione di “frontiera” della città turca ma questo fattore non è bastato per la città turca che aveva provato ad aggiudicarsi i Giochi del 2008 ma si era scontrata con la forza della candidatura di Pechino, che raggiunse i voti necessari per l’elezione già al secondo turno di votazioni. Il problema sicurezza e i recenti scontri di piazza Taksim potrebbero aver influito negativamente.

Tra le delegazioni delle tre città candidate, erano presenti anche i primi ministri delle tre nazioni in corsa, Mariano Rajoy per Madrid, Recep Tayyip Erdogan per Istanbul e Shinizo Abe per Tokyo, senza contare il gran numero di atleti e personalità schierate dalle tre contendenti. L’assegnazione dei Giochi del 2020 a Tokyo riaccende le speranze di una candidatura italiana per il 2024. In caso di vittoria di Istanbul o Madrid infatti, le città europee avrebbero avuto ben poche possibilità di ospitare anche le Olimpiadi successive. L’Italia era pronta a presentare una candidatura proprio per le Olimpiadi assegnate questa sera, ma la crisi economica convinse sia il Governo Monti che il mondo dello sport italiano a ritentare in tempi meno difficili. Tra quattro anni sapremo se l’Italia ce l’avrà fatta, e non solo ad ospitare le Olimpiadi…

Vincenzo Arnone

 

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