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Attentato Brindisi, parla il procuratore: “Potrebbe trattarsi di un gesto isolato”

Attentato Brindisi, parla il procuratore: “Potrebbe trattarsi di un gesto isolato”
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Zaini e quaderni sparsi per la strada dopo l'esplosione

 

BRINDISI, 20 MAGGIO – Le indagini relative all’attentato che ieri mattina, alle ore 7.46, ha causato la morte di una ragazza nei pressi dell’istituto professionale ‘Morvillo Falcone’ di Brindisi, sta indirizzando gli inquirenti verso piste differenti rispetto a quelle prospettatesi in partenza, a pochi minuti dal fatto: “In termini di probabilità, non in termini di certezza, ci è sembrato di poter escludere la matrice mafiosa – ha sottolineato Marco Dinapoli, procuratore del centro pugliese -. Un’analisi condivisa anche dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Potrebbe essere un gesto isolato, ma non escludiamo la matrice politica e non escludiamo che dietro il singolo attentatore materiale possano esserci altre persone“.

SPUNTA UN VIDEO – Sono sempre più chiare, invece, le dinamiche dell’attacco: “accreditano l’ipotesi di un ordigno azionato tramite un telecomando. Un congegno che aziona la bomba a una distanza tale da consentire di vedere la scena. La bomba sarebbe stata portata sulla scena del crimine nell’immediatezza dell’esplosione. Il telecomando, che controllava un sensore volumetrico che è stato attivato dal passaggio delle ragazze, è stato azionato poco prima“. Alcune telecamere hanno ripreso l’attentatore, la cui identità non è stata ancora certificata: “Abbiamo capito come può essere andata, ma non abbiamo identificato la persona: ci stiamo lavorando. È un uomo adulto. C’è un video sul quale stiamo lavorando per acquisire tutti gli elementi utili. Potrebbe essere il gesto di una persona che si sente in guerra con tutto il mondo – prosegue Dinapoli – o che si sente vittima del mondo. Potrebbe trattarsi anche di una persona che tende a creare una tensione sociale, con una ideologia“, le parole riportate su ‘corriere.it’.

Alessio Tuveri

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