Nicoletta Pezzino
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Milan: corsa a tre per il dopo Allegri

Il rinnovo del contratto è sempre più lontano per Massimiliano Allegri e a questo punto già circolano i primi nomi pronti a sostituirlo.

Milan: corsa a tre per il dopo Allegri
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“Barcollo ma non mollo” direbbe probabilmente Massimiliano Allegri che giunto al suo quarto anno sulla panchina del Milan si trova costantemente messo in discussione da chi gli rimprovera di aver perso uno scudetto due anni fa a favore della prima Juventus di Antonio Conte, passando da chi lo ritiene un allenatore troppo catenacciaro e quindi non adatto al tipo di gioco a cui il Milan aveva abituato anni addietro. Ma lui non si fa scalfire dalle accuse, da buon toscano ci scherza sù, fa spallucce e guarda per la sua strada. Ma diciamoci la verità, ad oggi il futuro del tecnico livornese è sempre più lontano dal Milan perchè, a meno di clamorose sorprese, il rinnovo contrattuale non arriverà né in primavera né mai. Se la vogliamo dire diversamente, il Presidente Berlusconi ha deciso di aspettare la naturale scadenza del contratto per poi lasciarlo andare senza troppi rimpianti. Allora, proviamo ad azzardare tre nomi che il prossimo anno potrebbero sedersi sulla panchina del Milan.

Cesare Prandelli con Mario Balotelli

Cesare Prandelli con Mario Balotelli

CESARE PRANDELLI: L’attuale ct azzurro ha già fatto capire che dopo i Mondiali in Brasile lascerà la Nazionale perché, dopo tre anni, allenare giocatori solo per brevi periodi all’anno non gli basta più. Tre indizi avvicinano Prandelli al Milan. Prima di tutto, il tecnico azzurro potrebbe essere l’allenatore ideale per il Milan perchè se i vari Inzaghi, Seedorf, Van Basten, Gattuso, Van Bommel furono scartati a giugno perchè non ritenuti ancora adatti ad allenare un top club, lui ha tutte le carte in regola. Secondo, in rossonero Prandelli ritroverebbe il cosiddetto blocco Milan rappresentato da Balotelli, El Shaarawy, Abate, De Sciglio e Montolivo e ulteriori giovani che con il suo lavoro potrebbero ottenere una convocazione in Nazionale come Poli, già a volte convocato dallo stesso Prandelli, e  Saponara in rampa di lancio. L’ultimo indizio è rappresentato dal cambio modulo che lo stesso ct ha utilizzato ultimamente, decidendo di optare per il 4-3-1-2. Indovinate quale altra squadra ha preso questa decisione?

FILIPPO INZAGHI: “Il Milan ai milanisti”. Questa è sempre stata, a parte eccezioni, la politica di Berlusconi e da questo punto di vista SuperPippo è il candidato numero uno per la panchina rossonera. Dal giorno del suo addio al calcio giocato, Inzaghi e il Milan non si sono mai lasciati decidendo di comune accordo che la carriera da allenatore per l’ex attaccante piacentino dovesse iniziare proprio tra le giovanili rossonere. La certezza è una sola: la panchina sarà sua, ma i tempi sono ancora da decidere. L’intenzione, per adesso, sembrerebbe quella di lasciarlo lavorare con tranquillità e di riprendere questo discorso fra due o tre anni. Per adesso, mister Inzaghi si gode la promozione in Primavera e con i suoi giocatori avrà l’occasione di disputare anche la Champions League, un’occasione in più per convincere la dirigenza ad un’ulteriore promozione.  In fondo lo sappiamo, quando Pippo Inzaghi intravede la Coppa dalle grandi orecchie, è difficile che se la lasci sfuggire.

DEVIS MANGIA: Lo potremmo definire come il “raccomandatissimo”, in senso buono ovviamente, di uno che sa cosa significa allenare il Milan, cioè Arrigo Sacchi. Perché lui? Innanzitutto il fatto che sia pupillo di Sacchi non è cosa da poco conto perché  l’ex tecnico è ancora in ottimi rapporti con Adriano Galliani e con tutta la dirigenza, e un suo parere potrebbe pesare tantissimo su una futura decisione. E poi, perché nonostante Mangia non abbia la stessa esperienza di Cesare Prandelli e non sia un ex milanista (nemmeno Sacchi lo era) come Inzaghi, ha dimostrato con l’Under21 di essere un allenatore che con i giovani è in grado di lavorare e anche bene.

A voi la scelta.

Nicoletta Pezzino

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