Fabio Pengo
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Milan, il rinnovo di Allegri e il sacrificio del Faraone

Allegri e la nazionale: futuro remoto o immediato? Intanto l'arrivo di Kakà rischia di sacrificare El Shaarawy

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Chi l’avrebbe mai detto che adesso è Massimiliano Allegri a dettare le regole. Le parole di Cesare Prandelli sul suo abbandono della panchina della nazionale dopo i mondiali brasiliani hanno spostato l’ago della bilancia in favore del tecnico livornese che sarebbe uno dei candidabili alla panchina azzurra. “Per un allenatore il sogno, il desiderio è allenare un giorno la nazionale del proprio Paese, e lo è anche per me. La Nazionale è una cosa a cui ambisco, che sia ora, fra 5 o 10 anni mi piacerebbe farlo.

La cosa però potrebbe anche non essere così lontana visto che la dirigenza rossonera ha rinviato il rinnovo del tecnico a superamento dei gironi Champions. Se Allegri dovesse andar via da Milano sarebbe molto difficile trovare un tecnico all’altezza di una grande squadra come il Milan. Intanto però il tecnico livornese è alle prese con il ritorno di Kakà in rossonero.

KAKA’- O MERAVIGLIAO ? “Il ritorno di Kakà? Una grande operazione di mercato di Galliani. Con la partenza di Boateng ci siamo trovati senza trequartista. L’arrivo di Ricardo ci permetterà di fare un salto di qualità dal punto di vista tecnico e non solo“. Il ritorno di Kakà potrebbe regalare velocità ed imprevedibilità alla causa rossonera e magari trascinare la squadra verso un traguardo importante. Sarà così?

Kakà Milan

Il brasiliano venduto a peso d’oro quattro anni fa, viene da due anni e mezzo non molto positivi a Madrid, anche a causa dei vari infortuni e degli allenatori che lo hanno messo ai limiti della rosa. Ad ogni modo il brasiliano ricoprirà il ruolo di trequartista nel 4-3-1-2 alle spalle delle due e non più tre punte che al 90% saranno Balotelli – ormai titolare inamovibile – e Matri, vista l’assenza prolungata di Pazzini. 7A questo punto quello a sacrificarsi sarà El Shaarawy che avrà a disposizione solo le occasioni in cui il Allegri deciderà di fare il turn over; e sarà la cosa giusta sprecare un talento come quello del Faraone per far spazio ad un 31enne la cui forma fisica è ancora da verificare? Difficile negare che questa non sia stata un’operazione a scopo mediatico al fine di placare gli animi dei tifosi che si aspettavano un rinforzo in difesa piuttosto che in attacco.

Fabio Pengo

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