Orazio Rotunno
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Nazionale, passaggio di testimone: Prandelli al Milan, Allegri ct?

Una sola certezza, Prandelli lascerà l'Italia dopo i Mondiali in Brasile. Tre nomi ed una sorpresa per il dopo-Cesare

Nazionale, passaggio di testimone: Prandelli al Milan, Allegri ct?
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L'allenatore dell'Italia, Cesare Prandelli

L’allenatore dell’Italia, Cesare Prandelli

Il 2014 sarà un’estate di grandi cambiamenti. Il primo mercato di Thohir da Presidente dell’Inter, la panchina della Nazionale che cambierà guida dopo 4 anni ed il Milan che vedrà scader e il contratto di Allegri dopo quattro stagioni. Coincidenze temporali che rischiano di scatenare un putiferio sulle più importanti panchine italiane. Da Conte a Ranieri, da Mancini fino al Giappone di Alberto Zaccheroni. Chi il dopo-Prandelli?

IN POLE ALLEGRI, MA OCCHIO A RANIERI – Uno scambio di panchina fra Allegri e Prandelli resta l’ipotesi più presumibile. Esperienza, classe e modi garbati: tutto per sedere sulla calda sedia azzurra e rossonera, da parte di entrambi. Il desiderio dell’attutale Ct di tornare a vivere il calcio come pane quotidiano è stato più volte espresso, il contratto in scadenza nel 2014 è un’ulteriore indizio. Proprio ieri ai microfoni di Sky, Allegri ha confermato il suo interesse e l’ambizione un giorno di sedere sulla panchina della Nazionale, anche per il tecnico livornese la scadenza del contratto in rossonero è fissata per il 30 giugno 2014. Ma ballano altri nomi: quello di Roberto Mancini è per certi versi il più chiacchierato, unico libero della lista, ma al tempo stesso il meno plausibile. Ingaggio altissimo, soprattutto dopo che la Figc ha annunciato che chiunque subentrerà all’ex tecnico della Fiorentina andrà incontro ad un taglio dello stipendio, con offerta pari a 1,5 milioni netti annui. Quattro volte meno dello stipendio standard dell’ex City. Ecco perchè restano in lizza i nomi di Ranieri, costretto a vincere (e forse nemmeno basterebbe) per rimanere al Monaco, dove proprio Mancini ne diverrebbe naturale successore, ed Alberto Zaccheroni che bene sta facendo in Oriente. Una Coppa d’Asia vinta col Giappone, Confederations deludente ma con sprazzi di buon calcio, con gli azzurri soprattutto.

L’ultimo nome, il più difficile se non impossibile, è quello di Antonio Conte. Una storia simile a quella che portò Marcello Lippi in azzurro nel 2004, sappiamo tutti come andò a finire, ma il viareggino era libero da tempo e ad oggi Conte lontano dalla Juve pare improbabile, nonostante qualche attrito di mercato manifestato negli ultimi giorni. Ma se le motivazioni a fine anno dopo il terzo scudetto ed una Champions deludente dovessero venir meno, nulla come la panchina della Nazionale potrebbe fare più gola all’allenatore leccese.

Orazio Rotunno

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