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Siddharta di Hermann Hesse: un libro di formazione

Siddharta di Hermann Hesse: un libro di formazione
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Siddharta è un libro esistenziale, tipico e caratteristico di Hermann Hesse, scrittore tedesco nato a Calw il 2 Luglio del 1877 e Premio Nobel per la Letteratura (1946). Il protagonista (omonimo del libro) figlio di un braimino, decide di lasciare la propria vita e, in particolare, gli insegnamenti della propria religione, per dedicarsi ad una ricerca fatta di ascetismo, di completo coinvolgimento nell’esistenza. Suo compagno inseparabile sarà Govinda, il quale a metà strada interromperà il suo cammino e Siddharta vagherà solo alla ricerca del significato della vita. Da allora molti saranno gli eventi e gli incontri di Siddhartha come con Kamala, la sua amante, Kamaswami il mercante, insieme ad una serie di cambiamenti che lo porteranno ad essere un uomo ricco e facoltoso. Tutto questo però sarà d’insegnamento a Siddharta. Nel momento in cui sentirà dentro di sè un vuoto incolmabile, ritornerà sui suoi passi. Nel silenzio e nell’abbandono lento ed inesorabile dal Samsara, ritroverà se stesso.

Esiste un luogo in cui l’uomo incontra la parte più profonda e intensa di se stesso? La metafora del fiume che parla, il contatto con la natura; l’esistenzialismo di Hermann Hesse è sottile e decisamente arguto. In un epoca, quella del ‘900, in cui si affacciano correnti decadenti, sotto gli insegnamenti di psicoanalisi, a cavallo con la prima guerra mondiale, Siddharta può definirsi un’opera di rivalutazione dello stesso scrittore, un cammino (o un esempio) di formazione. E’ il reprobo, il vagabondo, l’uomo inquieto alla ricerca di se stesso la figura prediletta da Hesse. Siddharta è un libro meditativo, di apertura alla cultura orientale, un avvicinamento sempre più lento che gran parte del mondo occidentale compie. Ma di rilievo, e ci tengo a sottolinearlo, la metafora del fiume che parla e consiglia Siddhrta. Il contatto con la natura come fonte di saggezza e ispirazione aiuta l’uomo a comprendere la via. Penso sia essenziale questo passaggio. L’uomo moderno è obliato dai grattacieli e molto spesso dimentica il contatto primitivo e ancestrale: la comunione con la natura. Mi piace spesso riportare l’immagine della rosa che sboccia: serena, sicura, definita perché essa è nella natura e come tale nasce senza dismisura. Per questo il libro affonda in un pozzo profondo e di continui segnali formativi e importanti per l’uomo.
Hermann Hesse (1877-1962)

Hermann Hesse (1877-1962)

Hermann Hesse nasce da una famiglia pietista, fortemente praticante. L’influsso religioso è stato fondamentale nella sua vita. Siddharta è  frutto dell’interessamento dello scrittore al buddhismo e induismo e può essere considerata come l’allontanamento definitivo dalla cultura pietista. Reduce da sedute di psicoanalisi, Hesse inaugura una stagione di forte produzione letteraria, a partire da Demian (1919), romanzo di formazione adolescenziale, a Siddharta (1922) sino a giungere a Il Lupo della steppa (1927), altra opera esistenziale e caratteristica della produzione hessiana.
Francesco Cornacchia
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