Redazione
No Comments

Palermo, imperativo promozione

Approndimento sui siciliani, favoriti assoluti per la vittoria del campionato cadetto

Palermo, imperativo promozione
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Non è stato un inizio di campionato brillante quello del Palermo, fermato al Braglia dal Modena di Novellino. I rosanero si sono calati umilmente nella nuova realtà calcistica, la Cadetteria, a distanza di 10 anni dall’ultima stagione che regalò la Serie A. Malcontento nei tifosi siciliani, testimoni di una partita troppo simile ai match sfortunati dello scorso campionato che hanno causato la retrocessione: gioco pressoché nullo con possesso palla sfruttato nel peggiore dei modi, prima parte della frazione dei 45 minuti attiva e seconda, insieme alla ripresa, insufficiente, bombardata dalle occasioni degli emiliani. Pari agguantato da Surraco a pochi minuti dalla fine dopo il vantaggio illusorio di Andelkovic, Modena propositivo tanto da rischiare il colpaccio. Sembra non essere cambiato nulla, se non il campionato di competenza. Gioco non piaciuto ai supporters rosanero, sempre più convinti durante il ritiro estivo di avere la promozione in tasca con uomini del calibro di Dybala, Hernandez & Co. Ma non è cosi, in B nessuno regala niente, il campionato è duro e lungo, bisogna combattere dall’inizio alla fine. Ed un pari alla prima, soprattutto in trasferta, non è un dramma.

Gennaro Gattuso tecnico del Palermo

L’URLO DEI TIFOSI – Quello che brucia alla tifoseria rosa non è tanto il pari in se, ma il gioco lontano anni luce da quello dei posti alti della classifica. Si recrimina un modulo inadeguato per mancanza di interpreti, con tre trequartisti capaci di rendere nullo l’incredibile operato del gigante nordirlandese Lafferty. Dybala, a detta di molti, non può essere schierato come trequartista centrale, motivo per il quale il 4-2-3-1 sarebbe trasformabile in 4-4-2. Non si fermano però qua le lamentele per un gioco appena nato, ricordando che nove elementi su undici di quelli scesi in campo al Braglia erano alla prima in campionato con la maglia rosa: alla squadra guidata da Gattuso manca ancora un vero e proprio playmaker, un regista per dirla all’italiana, capace di prendere palla e organizzare il gioco. Finora Bolzoni ha provato senza ottimi risultati, ma ancora bisogna aspettare il rientro di capitan Barreto, anche se quello visto nelle annate precedenti è lontano dall’essere un regista come si deve. Palermo è stata abituata ai vari Corini e Liverani, due che il pallone lo guidavano a proprio piacimento: non solo l’eredità in attacco di uomini come Toni-Amauri, ma anche un centrocampo bollente.

 IL MISTER: GATTUSO – Il volto nuovo, l’uomo più atteso, è sicuramente Gennaro Gattuso. Ringhio è l’allenatore più giovane del campionato cadetto, l’esordiente in panchina, ma il più esperto tra i colleghi grazie alla carriera appena conclusasi. Finora la grinta che l’ha caratterizzato negli anni in cui le scarpe avevano i tacchetti non è riuscita a trasmettersi ai propri uomini, ma è questione di tempo. Tempo che però deve essere ottimizzato a causa della minaccia che viene dall’alto: Maurizio Zamparini. Il patron rosa infatti è famoso per i suoi colpi di testa imprevedibili, anche se con l’imprevedibilità mostrata negli anni palermitani tutto può essere previsto. Non era però previsto l’affidamento della panchina più bollente di B a Gennaro Gattuso. Il calabrese, classe 1979, reduce dall’avventura svizzera con il Sion, sia da calciatore che da allenatore, probabilmente era l’ultimo uomo in assoluto previsto a sedersi nella panchina rosanero. Tanti erano i nomi circolati per un ruolo difficile di per se, ma ancora più complicato se a capo di tutto c’è Zamparini. La grinta, il carisma, la testardaggine dei due ne promette delle belle, con Ringhio temerario e pronto a sfidare faccia a faccia il presidente friulano: uno scontro Nord-Sud. Le due forti personalità potrebbero facilmente entrare in rotta di collisione e generare uno dei finali già visti a Palermo, ma Gattuso non la pensa certamente cosi. Sin dal primo giorno ha dichiarato di non aver paura del presidente, è arrivato a Palermo con tanta voglia e ha trasformato le sue idee in gioco. Pressing a tutto spiano e tentativo, fin ora fallimentare, di rendere la difesa imbattibile. Chi di pressing ferisce di pressing perisce pensa Ringhio, e cosi è stato: l’allenatore di Corigliano Calabro vuole rendere giocabili il 100% dei palloni, a rischio di errori pericolosi, vedasi per esempio l’azione difensiva che ha portato al rigore in Coppa Italia contro la Cremonese. Per saper pressare bisogna saper difendersi dal pressing. Il modulo in testa è il 4-2-3-1 come già anticipato, schema in fase di rodaggio.

Paulo Dybala PalermoIL GIOCATORE CHIAVE: DYBALA Uno degli interpreti del modulo dei rosa è Paulo Dybala, argentino classe ’93, punto fermo della formazione di Gattuso. Acquistato per 12 milioni la scorsa estate, l’attaccante di Laguna Larga, ex Instituto de Cordoba, doveva essere uno dei protagonisti dello scorso campionato di A, ma cosi non è stato. Strappato alla concorrenza di grandi club europei, a Palermo ha dato ben poco, con 27 presenze e appena 3 gol siglati, ma si presta ad essere l’attore principale in quella che la città siciliana spera essere soltanto una comparsa temporanea nel campionato cadetto. Schierato come centrale della trequarti rosa, Dybala ha dovuto subire, già dal match contro la Cremonese, dure entrate per essere fermato. Pericolo numero uno visto da tutti gli allenatori per la sua classe e il talento non ancora totalmente sbocciato, l’argentino sarà forse uno dei giocatori che nel campionato di B passerà più tempo ad assaggiare l’erba che a giocare. Il classe ’93 sarà la chiave della trequarti palermitana, con Gattuso che ha puntato tutto su di lui durante la preparazione estiva, e tiene ad essere ricompensato. Il campionato cadetto potrebbe regalare tante gioie a Dybala, con un obiettivo prefissato dal presidente Zamparini di arrivare ad almeno 15 reti stagionali. Acquistato nel ricordo dell’incredibile affare Pastore, la Joya dovrà dare tutto in campo, per dimostrare che quei 12 milioni non sono stati mal spesi, ma un investimento per il futuro del calcio, non solo nostrano, ma mondiale. Da Joya a Joya, chi potrebbe essere un giocatore chiave per Gattuso è Abel Hernandez. L’uruguagio è scontento, molte squadre della massima serie se lo contendono e difficilmente resterà alla corte del neo allenatore rosa, che ha deciso di tenerlo in panchina nel match d’esordio contro il Modena e preferendogli per la terza volta di fila Kyle Lafferty, scommessa della società di Viale del Fante. Se dovesse restare, e trovare la forma che ancora oggi non ha a causa di una preparazione iniziata in ritardo per la partecipazione alla Confederation Cup, Abel potrebbe insidiare quel posto fin ora blindato da Lafferty ed essere uno dei trascinatori verso la promozione, un uomo dal calibro di 20 gol e più. Ma il mercato sta per concludersi, ed ancora non è ben chiaro il futuro del giovane attaccante sudamericano.

OBIETTIVO PROMOZIONE – E’ ovvio che il progetto dei rosa sia incentrato totalmente sulla pronta risalita in A. Tutti, dal presidente ai tifosi, sperano che questa arrivi dalla porta principale, senza il bisogno di giocare play off. Saranno 42 finali, 41 considerando il match già disputato, come recitano numerosi cartelloni pubblicitari a Palermo per invogliare la gente ad abbonarsi. Fin ora i presenti sicuri che spingeranno i loro beniamini alla sperata promozione sono appena 5 mila, per uno stadio che nelle grandi occasioni ne ha visti 40 mila, anche con gli scalini occupati. Un inizio di campionato ostico quello dei rosa, che porterà certamente ad un piccolo rallentamento nella corsa promozione, ma come i più grandi velocisti non per forza la partenza deve essere con il botto, l’importante ed essenziale è avere la potenza giusta quando il traguardo si avvicina.

 Luca Bucceri

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *