Andrea Sartorio
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Formula 1, Gp Belgio: immenso Alonso, disastro Raikkonen. Analisi e pagelle

Vettel, vicino al suo quarto titolo iridato, e Alonso sono i protagonisti del GP Belgio. Male, a sorpresa, Raikkonen

Formula 1, Gp Belgio: immenso Alonso, disastro Raikkonen. Analisi e pagelle
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L’edizione numero 58 del GP del Belgio, undicesimo appuntamento del mondiale 2013 di F1, ha evidenziato ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, che Sebastian Vettel ha sempre più in mano il suo quarto titolo (consecutivo) iridato. Il ventiseienne della Red Bull parte per la terza volta secondo dietro al fenomenale Hamilton del sabato, ma impiega poco per sorpassare il britannico e rimanere davanti a tutti per il resto della gara. Troppo forte, imprendibile e continuo per i diretti avversari: + 46 su Alonso e + 58 su Hamilton. Sono tanti i punti di vantaggio a meno otto dalla fine del campionato, ma si sa nello sport, per fortuna, tutto è possibile…

Fernando Alonso, pilota della Ferrari

Fernando Alonso

TOP ALONSO, FLOP RAIKKONEN – La “monotonia” del dominio del tre volte campione del mondo tedesco è stata però ieri messa in secondo piano da una delle gare più straordinarie, e impensabili fino a domenica mattina, di Alonso. L’asturiano compie la settima rimonta della stagione e, dopo una gara alquanto anonima in Ungheria, mostra grinta e determinazione fin dal via; secondo posto meritatissimo. Solo per l’impegno e per le rimonte, il pilota di Oviedo meriterebbe un mondiale da quando è in Ferrari, ma alla sua macchina manca sempre qualcosa soprattutto nelle prestazioni in prova. Chi invece deve dimenticare in fretta il weekend a Spa è RaikkonenIce Man, forse un po’ distratto dalle voci di mercato, sprofonda a meno 63 da Vettel; parte ottavo, dopo un giro è decimo ed è costantemente in difficoltà per un problema ai freni e si ritira al giro ventisei. Buono invece il weekend belga di Button (sesto) e di Ricciardo (decimo, partito diciannovesimo), che dovrebbe sostituire Webber il prossimo anno in Red Bull.

Pagelle:

Sebastian Vettel, pilota della Red Bull

Sebastian Vettel, vincitore del Gp del Belgio di F1

 Vettel 9,5: oramai le parole si sprecano per descrivere il campione tedesco: impeccabile, continuo, cinico, spietato. Secondo successo a Spa dopo quello del 2011 e quinta vittoria del 2013 grazie a una gara, mai in discussione, che lui rende tranquilla, grazie anche a una Red Bull (9) che ormai conosce come le sue tasche. Gli manca solo la perfezione nelle qualifiche. Numeri da capogiro: trionfo numero 31 in F1, podio 54 su 121 GP… e ha solo ventisei anni.

Alonso 8,5: l’indemoniato pilota spagnolo arriva secondo e sfodera una gara da urlo. Pessimo nelle difficili qualifiche del sabato (nono), si rifà alla grande in un GP, che mai gli ha portato fortuna (due podi nel 2005 e nel 2007). Sembrava in crisi, ma l’asturiano smentisce tutti e non vuole mollare la fuga di Vettel, anche se 46 punti di distacco sono tanti. Sesto podio stagionale, il numero 92 in F1 e secondo posto riacciuffato nella classifica generale.

Hamilton 7,5: è il solito double face Lewis; numeri da fenomeno al sabato: quinta pole stagionale (la quarta consecutiva) e la numero 31 in F1. Parte bene, ma è sorpreso dall’ottimo sorpasso di Vettel. Comunque un buon terzo posto e quinto podio stagionale (il 54 in F1) per il pilota della Mercedes.

Ricciardo 7: il pilota classe 1989 di Perth, sempre più in odore di Red Bull, dopo una disastrosa qualifica (diciannovesimo) compie un’ottima rimonta fino al decimo posto e torna a punti dopo due gare.

Rosberg, Webber, Button 6,5: gara anonima, ma comunque positiva soprattutto per il pilota McLaren l’anno scorso vincitore. Peccato per Mark invece che poteva arrivare sul podio (partiva terzo), ma l’australiano va per l’ottava volta consecutiva a punti.

Raikkonen 4,5: doveva e poteva essere il GP della svolta per il pilota Lotus. Ottimi i precedenti: quattro vittorie nel 2004, 2005, 2007 e 2009. Dopo una mediocre qualifica (ottavo), non è il solito Kimi, soprattutto per un problema ai freni, che lo costringe al primo ritiro stagionale. Zero punti (la prima volta nel 2013), un leggero nervosismo e Vettel che lo saluta dall’alto dei suoi 63 punti di vantaggio. Ice Man stavolta è rimasto di ghiaccio.

Andrea Sartorio

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