Antonio Casu
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La strana storia di Moscardelli, quando la barba fa la differenza

Il bomber del Bologna si racconta in un'intervista alla "Gazzetta dello Sport" tra rabone, magliette e un sogno americano nel cassetto

La strana storia di Moscardelli, quando la barba fa la differenza
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È senza dubbio il personaggio calcistico del momento. No, non si parla di Lionel Messi, Gareth Bale o Cristiano Ronaldo, ma di un eclettico attaccante del Bologna, Davide Moscardelli. In campo ha dimostrato nel corso della sua carriera di essere una discreta punta, ottimo per la B e buono anche per la A, nulla di più, ma fuori dal terreno di gioco è un fenomeno straordinario, capace di attirare le folle e trasformarsi in un vero e proprio idolo. Il suo segreto è nascosto dietro una folta barba, che ne ha fatto l’antidivo per eccellenza della nostra massima serie.

COME MARADONA – Tra un video folle e l’altro postato su Youtube, ognuno dei quali fa incetta di views e like, il romano di Mons non ha dimenticato di essere prima di tutto un calciatore, e in un’intervista pubblicata oggi da “La Gazzetta dello Sport”  rimarca con orgoglio le sue notevoli capacità tecniche e balistiche: “Faccio rabona, elastico e Aurelio (quello di Taddei, ispirato ad Andreazzoli, ndr) mi riescono alla grande, c’è la prova su Youtube. Una volta Costacurta disse che i miei goal, per la bellezza, erano pari a quelli di Messi e Maradona. Con tutto il rispetto si intende”.

ABBI PAURA DELLA BARBA – Il Mosca ha fatto della sua barba un simbolo e un nuovo business, ha creato un marchio, la FlyBeard, e lancia nelle magliette da lui prodotte un messaggio chiaro, “Fear the Beard” (abbi paura della barba), che è diventato in poco tempo un brand nazionale e internazionale, ma lui non si scompone: “Me la sono fatta crescere, non mi pare di aver fatto chissacché, e sono diventato un mito. Boh. Qualcosa di più grande di me. Mi chiedono magliette da Pordenone a Catania, e ora ho un ordine di nove da Londra. Si immagineranno chissà che organizzazione, invece siamo io, mia moglie che gestisce tutto, volendo i miei suoceri che impacchettano le spedizioni, un paio di persone dietro al sito e alle pagine social del marchio Flybeard. Tutto qui, non è mia intenzione darmi all’imprenditoria”.

UN INSOLITO NUMERO DIECI – Del suo picco di popolarità, testimoniato dai quasi 60000 followers di Twitter, ne sta beneficiando anche il suo club, il Bologna, che gli ha affidato, non a caso, la maglia numero 10 ( vedi l’articolo Il Bologna e la 10 a Moscardelli: una geniale trovata di marketing), indossata in passato da grandissimi nomi del calcio italiano: “Ho il dieci, e quando mi ricapita? In Serie A, con la maglia che è stata di Baggio e Signori” . 

AMERICAN DREAM – L’ex Chievo parla infine del prossimo campionato, l’ esperienza in Emilia, gli obiettivi per il futuro e le tentazioni di mercato, che arrivano da Palermo e la lontana Russia: ” Potevo guadagnare di più, andando al Rubin Kazan. Calcisticamente ci avrò rimesso, umanamente no. “Se vado in doppia cifra, se centriamo l’Europa League col Bologna, e se riesco a far conoscere la mia barba in America, dove in futuro mi piacerebbe tentare un’esperienza. Si realizzasse tutto, poi potrei pure darci un taglio…”. Parola del Mosca.

Antonio Casu

twitter:@antoniocasu_

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