Antonio Foccillo
No Comments

Milan, difesa e centrocampo da rivedere

La serata di Champions del Milan ha lasciato alcuni spunti di riflessione ad Allegri e Galliani, che dovranno intervenire per correggere alcune lacune...

Milan, difesa e centrocampo da rivedere
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Milan-Atalanta serie ABicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ? Il tifoso milanista probabilmente lo vedrà vuoto per 3/4. La trasferta olandese, infatti, non può aver soddisfatto i supportersi rossoneri che, contro una squadra di ” bambini ”, come li ha definiti Mexes nel tunnel che porta al campo di gioco, si aspettavano ben altra prestazione. Volendo anche legittimare il maggior possesso palla dei ragazzini terribili di Cocu e la miglior condizione atletica, dovuta alla giovane età e ad una preparazione avanzata rispetto alla banda di Allegri, il Milan visto ieri sera ha palesato alcuni limiti di organico soprattutto nel reparto arretrato.

DIFESA INSICURA, URGONO RINFORZI AL CENTRO – Sulle fasce Abate ed Emanuelson hanno dimostrato di poter dare garanzie sufficienti ad Allegri. Il primo è stato autore dell’assist vincente per il goal di El Shaarawy oltre che di una partita giocata ad alti livelli, sempre impeccabile nelle chiusure su Depay. L’olandese è stato riportato al suo ruolo originiario dopo che il tecnico milanista lo aveva schierato addirittura sulla trequarti, iniziando un po in affanno ma ritrovandosi con il passare dei minuti e regalando una buona prestazione soprattutto in fase di chiusura. Le noti dolenti arrivano spostandoci nel cuore della difesa. Zapata non è ancora pienamente in forma, ma ha dato la sensazione di avere ancora margini di miglioramento che si vedranno con l’andare avanti della stagione. La sensazione è che abbia però bisogno di un giocatore che sappia guidarlo, non avendo le doti di leader. Mexes, nonostante la sicurezza mostrata a inizio partita, ha patito e non poco i ”bambini” . Il centrale francese già nella passata stagione aveva palesato alcuni limiti soprattutto a livello di attenzione e nella serata di ieri si sono riconfermati. I movimenti dei due centrali non sono sempre sincroni e contro avversari di maggiore spessore ed esperienza, a maggior ragione se il Milan proseguirà l’avventura in Champions, servirà qualcosa di più.

CENTROCAMPO, SERVE QUALITA’ – Il doppio mediano più Montolivo non da garanzie in fase di costruzione. C’è da dire che Muntari è stato schierato vista la squalifica in campionato ma, in generale, la fase di ripartenza del Milan non è stata certo arrembante. Ritmi tenuti volutamente bassi? Vedendo alcuni anticipi in pressing di Montolivo verrebbe da pensare di si, fatto sta che una volta che la palla arrivava alla mediana, i tre centrocampisti faticavano a lanciare le tre punte, nonostante Boateng ed El Shaarawy accorciassero sempre in copertura. L’entrata di Poli, che ha permesso a Montolivo di tornare al suo ruolo prediletto di playmaker centrale, ha ridato equilibrio al Milan soprattutto in fase di appoggio alle punte, con l’ex sampdoriano subito pronto ad impegnare Zoet. Allegri avrà quindi da lavorare innanzitutto sulla coesistenza di De Jong e Montolivo, anche se molto probabilmente lo schieramento sarà ancora quello di ieri sear. E’ evidente che al posto di Muntari il Milan dovrà per forza di cose pensare ad un centrocampista in grado di fare entrambe le fasi di gioco, rispolverando magari Nocerino o dando fiducia al buon Poli, perfetto per il ruolo. In attesa di Honda che possa fare da collante ed essere il vero suggeritore per Super Mario e il Faraone.

BOATENG ORMAI CORPO ESTRANEO – L’involuzione del giocatore ghanese sta diventando allarmante. Fino ad un anno fa in pochi avrebbero immaginato di metterlo in discussione e addirittura sul mercato, ma le prestazioni di Boateng  in quest’anno solare  sono al di sotto delle aspettative. E la stagione attuale non sembra promettere meglio. La partita di ieri sera lo ha visto fuori dal gioco, mai nel vivo dell’azione o nella costruzione della manovra. C’è chi sostiene che sia lui che Nocerino abbiano risentito molto della partenza di Ibrahimovic, che con le sue sponde ne favoriva gli inserimenti. La presenza però di un attaccante centrale come Balotelli in grado di favorire gli scambi in velocità e nello stretto, ne avrebbe dovuto esaltare ancor più le qualità. Galliani non si farebbe certo scrupoli a lasciarlo partire, ma le prestazioni sotto tono del giocatore e la richiesta di non meno di 15 mln per il cartellino non hanno reso certo il terreno fertile ad un possibile addio.

Antonio Foccillo

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *