Enrico Steidler
No Comments

Il giornalismo sportivo fra top player e top girl: “che s’ha da fa pe’ campà”

La crisi economica investe anche il mondo dell'editoria, e il web si difende a colpi di corpi

Il giornalismo sportivo fra top player e top girl: “che s’ha da fa pe’ campà”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
L'ideale di top...player per il giornalismo sportivo italiano

L’ideale di top…player

Le vendite dei quotidiani sono in caduta libera, e quelli sportivi non fanno eccezione: oggi siamo ai minimi storici, e la tentazione – cui sanno resistere in pochi – è quella di attribuire tutta la “colpa” alla crisi economica e alla diffusione della stampa on line e dei quotidiani gratuiti (la cosiddetta free press: Metro e Leggo, ad esempio). Certo, entrambe le voci sono importanti, ma non sufficienti a cogliere il fenomeno nella sua interezza. Su questo, in realtà, incidono parecchi altri fattori, fra i quali spicca la scarsa consuetudine degli italiani con la lettura (con una media di 128 copie diffuse – che non vuol dire vendute – ogni 1000 abitanti il nostro Paese è fra gli ultimi in Europa e alle spalle di Thailandia, Malesia e Singapore, e il discorso vale anche per i libri e le riviste).

Un altro aspetto sicuramente nocivo, e che ci distingue negativamente rispetto ai Paesi più progrediti, è l’ancor più scarsa propensione a sottoscrivere abbonamenti (solo l’8% delle copie vendute in Italia, contro il 94% del Giappone, il 91 del Lussemburgo e il 90 dell’Olanda), situazione, questa, che rende instabile il mercato e indebolisce le imprese editoriali, cui manca la necessaria premessa per programmare al meglio la tiratura e i ridurre i costi dei resi. Detto questo, però, e sottolineato il relativo crollo degli utili ricavati dalla pubblicità, è ovvio che le cause del crack non sono solo esogene, per così dire, ma anche endogene: i giornalisti, in altre parole, hanno le loro belle responsabilità, e l’aspetto apparentemente più paradossale, in tal senso, è che la più grave fra queste (la difficoltà a produrre idee e qualità) sia molto più evidente sul web che sulla carta stampata.

LE CAUSE DELLA CRISI – Non è solo un problema di copia e incolla, naturalmente, sul quale è meglio stendere fin da subito un velo pietoso e che affligge anche testate di un certo prestigio (inutile fare i nomi: i lettori li conoscono già), ma della preoccupante  carenza di approfondimenti e di opinioni (i giornali on line inseguono affannosamente quella dei loro lettori attraverso i sondaggi ma faticano terribilmente a esprimerne una), e della cosiddetta schiavitù del consenso, quella triste condizione che si manifesta in innumerevoli modi, ma in due in particolare. Il primo, fateci caso, è la tendenza a inzuppare i (pochi) commenti nel politically correct – che spesso rivela la comprensibile ma non altrettanto lodevole necessità di piacere alla gente che piace – e il secondo è rappresentato dalla proliferazione delle notizie di gossip e, soprattutto, di seni, cosce e glutei en plein air.

WEB: POCHE IDEE MA TANTA “MANNA” – Soffermiamo l’attenzione (e lo sguardo, naturalmente, che male non fa) su quest’ultimo aspetto, che riflette le magagne del giornalismo sportivo on line meglio di tanti discorsi e di dati statistici, e prendiamo quindi in analisi due siti fra i più autorevoli e cliccati: Milano 1 e Milano 2 (chiamiamoli così). Partiamo da quest’ultimo, che accanto ad articoli firmati da ottimi giornalisti propone una top gallery da urlo ma al tempo stesso, se posso dirlo, un tantino fuori luogo. Alla “top…” Milano 2 dedica una vera e propria rubrica – Le nostre fotogallery hot – che oggi, ad esempio, è impreziosita dalle prorompenti forme di Myla Sjnanai (protagonista di prodezze materassaie che gli esperti della redazione paragonano a quelle di Kim Kardashian), dalle conturbanti trasparenze degli “abiti” di Lady Gaga e dalla più castigata, ma non meno sexy, mise di Federica Panicucci al mare. Non è tutto qui, naturalmente: poco più in basso rispuntano l’attraente mercanzia della Sjnanai, che emerge dalle acque come la Venere dei “Bagni Sirena”, e le chiappe spavalde di Lady Gaga (il concetto, evidentemente, non era abbastanza chiaro) accanto al fisico mozzafiato della saltatrice russa Darya Klishina (che “ha dato spettacolo ai mondiali, ma non solo…” scrive il buongustaio di turno) e a quello un po’ meno esuberante ma comunque piacevole di Valentina Vezzali (“Vezzali che fisico!” – titola Milano 2 sbavando – “Mamma sexy e in forma”). Insomma, mica male per essere un giornale sportivo. Da notare, ironia della sorte, che su tutto questo ben di Dio oggi domina l’immagine benedicente del Papa…rivolta ai giocatori che domani saranno protagonisti dell’amichevole fra Italia e Argentina. Però…che effetto meraviglioso!

E Milano 1 che fa? Risponde col botto, naturalmente, e mette in vetrina (la cosiddetta Fotogallery sotto il sole) le polpose attrattive di Ilary Blasy, Federica Pellegrini, Elisabetta Canalis, Rihanna e della sensuale attrice Lesley-Ann Brandt, fotografata semi-nuda su un letto sfatto mentre ammicca al lettore come a dirgli “leggimi tutta!”. Anche la Special One, poi, mescola il sacro col profano, e la pruriginosa carrellata di top girls è introdotta dal volto sorridente e compiaciuto del Santo Padre…

Morale: anni fa i vecchietti si concedevano un po’ di relax al parco nascondendo i giornaletti osé dietro al quotidiano sportivo; se continua così, fra un po’ useranno il Sole 24ore per poter leggere in santa pace Milano 1. Siamo proprio sicuri che sia questa la strada maestra da seguire per risollevare le sorti del giornalismo italiano?

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *