Mirko Di Natale
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Usain Bolt alla conquista di Mosca

Il fuoriclasse giamaicano è arrivato a Mosca dove punta a vincere i 3 ori e riprendersi il titolo mondiale dei 100 m. Suo unico contendente l'americano Justin Gatlin, ma attenzione a possibili sorprese

Usain Bolt alla conquista di Mosca
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Usain Bolt arriva nella capitale russa pieno di speranza e grandi motivazione. Dopo la squalifica per falsa partenza nei passati mondiali di atletica leggera a Daegu, il campione olimpico punta a vincere i 3 ori (100 metri, 200 metri e staffetta 4×10 ) e riprendersi così il titolo mondiale.

“VOGLIO MOSTRARE CHE AL MONDO SONO ANCORA IO”- Queste le parole di Bolt in occasione dell’ inaugurazione del “Puma Yard” al Gorky Park di Mosca che sarà la sua casa per tutto il mondiale. Parole piene di entusiasmo e di sicurezza dei propri mezzi. Molti sostengono che  quest’ anno avrà vita facile, viste le celebri assenze di Yohan Blake(problemi fisici), Tyson Gay e Asafa Powell (entrambi per problemi legati al doping). Quest’ ultimo in realtà avrebbe dovuto partecipare solamente alla staffetta dei 4×100, quindi non sarebbe stato un fattore determinante per le altre prove. L’ unico vero ostacolo potrebbe essere rappresentato dallo statunitense Justin Gatlin, che dopo 4 anni di squalifica (sempre per doping), ha vinto la medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Londra e il 6 giugno scorso, durante il Golden Gala di Roma, ha battuto per un centesimo nei 100 metri lo stesso Bolt. Ma il Lampo giamaicano non si lascia influenzare da queste insinuazioni, e dichiara di essere più concentrato che durante le Olimpiadi inglesi avvertendo sensazioni positive. Il re è pronto a tornare!

BOLT E IL DOPING – Rispondendo ad una domanda riguardo le squalifiche per doping di Gay e Powell, Usain Bolt ha dichiarato in una recente intervista: – “Non voglio giudicare finchè non ci sarà un verdetto finale. Quanto a me possono congelare il mio sangue per 50 anni. Ogni stagione supero molti controlli del sangue, per me non ci sarebbe problema.” Riferimento al 1998, quando vennero prelevati campioni di sangue ai ciclisti partecipanti al Tour de France per poi essere congelati e riesaminati successivamente con nuove tecnologie. Ed è anche una ennesima risposta ai tanti scettici che sostengono di un suo possibile ricorso a sostanze dopanti per ottenere determinati risultati. In particolare l’ex primatista mondiale Carl Lewis, si è sempre domandato come fosse possibile che in un solo anno solare Bolt sia passato ad avere un tempo sui 100 metri di 10 secondi e 3centesimi, a 9 secondi e 69 centesimi. Questa polemica venne ulteriormente fomentata dal fatto che la Giamaica non ha un comitato nazionale antidoping. Tuttavia Bolt non venne mai trovato positivo, come confermato anche dal presidente senegalese della International Association Athletic Federations (IAAF) Lamine Diack.

Intanto uno degli obiettivi di questo mondiale è scendere sotto i 19 secondi nei 200 metri. Ma niente è impossibile per il re giamaicano che vuole riprendersi la sua corona!

Simone Gianfriddo

 

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