Ruggiero Daluiso
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Mondiali Nuoto 2013, Paltrinieri di bronzo

All’ultima giornata della manifestazione mondiale disputatasi a Barcellona, arriva un bronzo per l’Italia. Lo conquista Gregorio Paltrinieri, classe 1994, nei 1500 stile libero

Mondiali Nuoto 2013, Paltrinieri di bronzo
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Possiamo dirlo, è nato un campione. Gregorio Paltrinieri, nato a Carpi (Modena) il 5 settembre 1994, conquista un grande bronzo nell’ultima gara del programma maschile di questi Campionati Mondiali di Barcellona: i 1500 stile libero. Nella gara dominata dal duello tra il cinese Sun Yang ed il canadese Ryan Cochrane, con l’asiatico vincitore con il tempo di 14’ 41’’15, tempo 10 secondi peggiore rispetto al record del mondo che appartiene allo stesso Sun, il nostro “Greg” ha lottato per tutto l’arco della gara con l’americano Jaeger, spuntandola grazie ad un tempo di 14’45”37 contro i 14’47’’96 dello statunitense. Tempo straordinario per l’atleta nostrano, che migliora di 3 secondi il precedente record italiano appartenuto a Federico Colbertaldo e che riscatta il sesto posto nella finale degli 800, gara anche questa dominata dal cinese Sun Yang.

Gregorio Paltrinieri

Gregorio Paltrinieri

UN FUTURO RADIOSO – E così si arricchisce il Palmares del giovane fondista emiliano, già campione del mondo in vasca corta sempre nei 1500 ad Istanbul e campione europeo a Debrecen, titoli conquistati entrambi l’anno scorso. Carpigiano classe 1994, quest’anno Paltrinieri ha dovuto fare i conti non solo con la preparazione ai Mondiali, ma anche con la maturità (voto 80) e con la preparazione alla Scuola di Polizia, a cui “Greg” (come tutti lo chiamano) si è affiliato. Malato di basket ed ex cestista, a lungo Gregorio e rimasto indeciso tra la spalla a spicchi e la vasca, per poi optare per quest’ultima dati gli straordinari risultati conseguiti, con tanto di ori nelle competizioni juniores. Questa medaglia significa che i progressi stanno crescendo a livelli notevoli ed ora i nuovi obiettivi sono i mondiali di Kazan nel 2015 e soprattutto l’Olimpiade di Rio de Janeiro dell’anno dopo. Appuntamenti che potrebbero sancire la nascita di una nuova icona per il nuoto azzurro.

SPEDIZIONE DELUDENTE – Nuoto azzurro che conclude con un sorriso finale una spedizione catalana disastrosa. Parlando strettamente delle competizione disputate in vasca, il bilancio è misero: un argento, vinto da Federica Pellegrini nei 200 stile libero, e questo bronzo di Paltrinieri. Il nuoto azzurro sembra aver perso le proprie certezze, soprattutto in campo maschile, dove atleti di punta come Luca Dotto o Fabio Scozzoli si sono presentati non al 100% ed hanno conseguito risultati deludenti. Poche le finali conquistate dagli azzurri e nella maggior parte dei casi i nostri atleti sono sempre stati fuori dalla corsa per le medaglie, in un Mondiale dominato dagli Usa grazie anche ad una campionessa straordinaria come Missy Franklin, una Phelps al femminile, e che ha dato grandi soddisfazioni a nazioni come Cina, Francia e Sudafrica. Meno soddisfazioni per l’Australia, seconda nel medagliere pe numero di medaglie, ma solo quarta in quello “reale” a causa di ben 9 argenti contro i soli 3 ori. Tornando all’Italia, in vista di Kazan e Rio urge una grossa revisione del lavoro fin qui svolto. Bisogna far crescere al meglio i talenti come Paltrinieri e soprattutto ricordarsi che la nostra grande campionessa, Federica Pellegrini, su cui si ripongono sempre le speranze di medaglie, tra 3 anni spegnerà le 28 candeline, un età importante in questo sport.

Non adagiarsi sugli allori quindi, ma lavorare per migliorare un medagliere piuttosto vuoto.

Enrico Cunego

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