Giovanni Nole

Il processo Mauri regala solo perplessità

Il processo Mauri regala solo perplessità
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La recessione della condanna di Mauri da illecito (4 anni e 6 mesi) a omessa denuncia (6 mesi) ha lasciato insoddisfatti sia i rappresetanti del giocatore, alla ricerca della totale assoluzione, e il pm di calcioscommesse, sfiduciato dalla giustizia sportiva.

mauri-123E’ ormai da qualche ora ufficiale la condanna decisa dalla Commissione Disciplinare presieduta dall’avvocato Sergio Artico relativa alle indagini occorse su due match, Lazio Genoa 4-2 e Lecce Lazio 2-4, rispettivamente del 14 e del 22 maggio 2011: dalla pena richiesta dal pm Stefano Palazzi di 4 anni e 6 mesi per illecito sportivo, con aggiunta di punti di penalizzazione da commissionare alla Lazio nel prossimo campionato di Serie A 2013*14, il capo d’accusa è poi diventata semplice omessa denuncia, con la riduzione della squalifica al giocatore laziale ora solo di 6 mesi  col club che riceverà solamente una multa. La condanna è relativa solamente alla gara contro il Genoa, mentre la stessa società rossoblu e ai tempi il suo giocatore Omar Milanetto sono stati assolti. Inoltre, squalifica per 6 mesi per omessa denuncia anche per il difensore Stefano Ferrario in relazione al match tra Lazio e Lecce; riguardo lo stesso incontro, prosciolti invece i portieri Antonio Rosati e Massimiliano Benassi. Varie le reazioni dal mondo dello sport relative alle condanne, specialmente quella di Mauri: hanno parlato infatti, oltre allo stesso giocatore della Lazio, anche i suoi legali, l’avvocato della Lazio e il pm Di Martino, che pure ha lavorato al caso.

L’AMAREZZA DELLA DIFESA.. – Le due parti in causa, Lazio e Stefano Mauri, hanno espresso una soddisfazione molto contenuta per aver scampato danni molto maggiori, ma rimane l’amarezza per la condanna che, seppur sicuramente più flebile, continuerà comunque a danneggiare Lazio e giocatore. Proprio Mauri è il primo ad esprimere questo doppio stato d’animo in contrasto tra di loro: “Sono contento per la mia Lazio che non dovrà partire con punti di penalizzazione” – dice il 33enne di Monza – , “Ma anche questa condanna per omessa denuncia a me sembra un’ingiustizia. Confido nei prossimi gradi di giudizio per lasciarmi alle spalle questa brutta avventura; anche in questa situazione mi batterò da Capitano…Il mio obiettivo è scendere in campo coi miei compagni il prima possibile. Grazie a tutti I tifosi che, ogni giorno, mi riempiono di affetto e mi danno una carica incredibile“. Anche i legali del giocatore, gli avvocati Amilcare Buceti e Matteo Melandri, hanno espresso la loro insoddisfazione, seppur la condanna sia stata in effetti di molto ridotta: “Siamo in presenza di una decisione, che lascia comunque un inevitabile fondo di amarezza, perché ingiusta la sanzione comminata per circostanze, le quali, analogamente all’illecito principale, non sono assistite da alcuna obiettiva fonte di provaAggiungono alle parole del loro assistito Mauri. “Anche in ordine all’omessa denuncia proporremo giusta impugnazione, per cancellare ogni addebito a carico del Capitano. Resta, infatti, un incomprensibile errore di valutazione della Commissione Disciplinare, atteso che nessuna prova del benché minimo coinvolgimento di Stefano Mauri nella supposta combine delle partire risulta allegata. Non ho ancora letto tutto il dispositivo ma predisporremo certamente l’appello. Le nostre prove sono state ritenute sufficienti per scardinare l’impianto accusatorio relativo a Lazio-Genoa; mentre per quanto riguarda Lecce-Lazio trovo strano che venga coinvolto Mauri quando non ci sono mai stati contatti con le altre persone coinvolte, Ferrario e Zamperini. Non c’è mai stato nessun incontro, non viene mai nominato, dunque adesso leggeremo bene la sentenza, ma certamente andremo in appello”. Dunque. Gli avvocati difensori del giocatori non vogliono accontentarsi della parziale vittoria, alla ricerca della totale assoluzione del proprio assistito. Chi la pensa allo stesso modo è anche il legale della Lazio, Gian Michele Gentile, in seguito alla multa di 40.000 euro inflitta alla SS Lazio: “Innanzitutto bisognerà vedere se si giungerà al secondo grado di giudizio, se la Procura farà appello o meno” ha detto l’avvocato. “Nel primo caso, la Lazio risponderà facendo appello e si procederà ad un nuovo giudizio e si ridiscuterà alla luce del materiale acquisito in primo grado. Sto leggendo proprio in questo momento la sentenza, voglio capire in che modo sono arrivati a questa sanzione. Secondo noi non c’è la materia nemmeno per applicare l’ammenda”.

..E QUELLA DI DI MARTINO – Chi anche ha espresso una profonda amarezza per la condanna ridotta inferta a Lazio e Mauri, ma in senso contrario a quanto espresso da queste due parti in causa, è il pm del calcio scommesse, Roberto Di Martino, deluso dalla poca efficienza della giustizia sportiva ma fiducioso in sede penale che venga fatta giustizia. “Alla fine di questa storia ognuno si assumerà le proprie responsabilità” ha riferito Di Martino, “A iniziare da chi oggi ha ritenuto insufficienti le accuse d’illecito nei confronti di Stefano Mauri, sconfessando un’ordinanza firmata da un giudice vero, Guido Salvini. Sono molto tranquillo: so che in sede penale le cose andranno in modo diverso. Da sportivo mi auguro che in appello il ricorso del procuratore Palazzi sia accolto, ma non sono ottimista.” Come detto, invece, Di Martino rimane speranzoso in vista del processo legale, e non sportivo, che dovrà affrontare il giocatore, visti anche i notevoli rilievi positivi che il pm ha effettuato tra i vari giudici. Così sicuro della colpevolezza del giocatore che “Senza dubbio richiederei di nuovo il suo arresto anche solo su quello emerso allora. In questi mesi abbiamo acquisito altri elementi che hanno aggravato la sua posizione, ma per ovvi motivi non ho potuto fornire a Palazzi. E comunque non serviva: si può discutere sull’associazione che ritengo comunque fondata, ma sulla frode sportiva le prove sono granitiche e il processo lo dimostrerà. Del resto un giudice, vero, mi ha dato già ragione”. Ancora una volta, però, la sentenza della giustizia sportiva lascia perplessi e non poco. “Beh, se dall’interno del mondo del calcio pensano di risolvere il problema così…Con sentenze del genere, anticipate tre giorni prima su tutti i giornali…Facciano pure. Non spetta a me censurarli. Io mi occupo di altro.

Giovanni Nolè

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