Giovanni Nole
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Bale-Real: accordo da 120 milioni! Tutta l’immoralità del nuovo calcio

L'accordo che sta sconvolgendo il mondo del calcio: Bale andrà al Real Madrid, 120 milioni al Tottenham

Bale-Real: accordo da 120 milioni! Tutta l’immoralità del nuovo calcio
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Gareth BaleCi si chiede spesso se, in un business governato dal denaro e da chi ne possiede di più, nel calcio esista ancora una morale. Ci si chiede se ci sia un tetto, un limite massimo spendibile per un giocatore, un tetto che tenga conto sia delle qualità dell’atleta sia, appunto, delle implicazioni morali relative all’esborso sproporzionato per acquisire le prestazioni sportive di un singolo giocatore. Già in passato il demone del contrasto calcio/morale si è manifestato in molte delle passate finestre di mercato: basti pensare ai trasferimenti record dei vari Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic, Zidane. E ogni volta, alla fine di ogni trattativa con baci, strette di mano e sorrisi a 64 denti, ci si pone sempre la stessa questione: possibile che, per quanto un giocatore possa essere infinitamente forte, la richiesta ultramilionaria per un campione si sia così standardizzata e normale da rendere offerte folli di 90 e passa milioni addirittura credibili e accettabili? Evidentemente, il Real Madrid questa domanda non se la pone. Perché dopo aver bruciato ogni record con l’acquisto di Cristiano Ronaldo per quasi 100 milioni di euro, il club madrileno vuole addirittura superare se stesso al primo posto della classifica dell’assurdo: per Gareth Bale, portentosa ala del Tottenham, l’accordo è cosa praticamente fatta. Per 120 milioni di euro.

MONEY MONEY MONEY Soldi, tanti, troppi, che tra l’altro potrebbero non bastare. La richiesta del presidente del Tottenham di qualche giorno fa non lascia intendere alcuna voglia di sedersi al tavolo della contrattazione: 145 milioni di euro o niet, accontentatevi dei vostri Ozil e Di Maria. Ma il Real fa sul serio: l’importanza storica di voler piazzare il colpo del secolo, coi secondi fini – in ordine decrescente di importanza – di voler fare un gran figurone a livello di marketing, di sbeffeggiare i propri rivali del Barcelona e di voler aggiungere un buon giocatore in rosa, di fatto rendono quasi obbligatorio, entro la fine dell’estate (come fu l’anno scorso per Modric), trovare l’accordo per spostare il giovane gallese dal White Hart Lane al ben più prestigioso Santiago Bernabeu. Dunque, oltre ai 120 milioni di euro, per arrivare alla cifra pattuita i blancos aggiungerebbero volentieri alla trattativa il cartellino di Luka Modric, il cui ritorno a Londra sarebbe ben gradito solo un anno dopo aver lasciato gli Spurs. A queste condizioni, pare davvero assurdo che il Tottenham rifiuti: il volo di sola andata per la Spagna sarebbe già pronto per Bale. E se solo a questi livelli, livelli in cui l’ossigeno è iniziato a mancare da un pezzo, consideriamo certe cifre assurde, allora le condizioni in cui riversa il calcio moderno sono davvero pietose.

ETICA, DOVE SEI? Le correnti di pensiero riguardo la possibilità che siano sempre più frequenti certe transizioni economiche sono sicuramente diverse. Chi non vuole fare i conti nelle tasche degli altri; chi pensa che nel calcio, più che giusto, è inevitabile che girino certe cifre; chi auspicherebbe un clamoroso ritorno al calcio beato e puro. Invertire la corrente è ormai impossibile, semmai le cifre potranno solo aumentare e il divario tra club divaricarsi a dismisura. La competizione è ormai troppa, sia a livello economico che di risultati sportivi ottenuti, e più la competizione è ardua, più i mezzi si moltiplicano. Se poi nel calcio inseriamo gli interessi di ricchi petrolieri, fenomeno ormai di moda già da qualche anno, allora è inevitabile che un club o si mantenga al passo, cercando di investire come gli altri o più degli altri attraverso fondi esteri, o inevitabilmente cade in disgrazia. E non c’è Fair Play Finanziario che tenga per ammorbidire certi atteggiamenti, o almeno per quanto riguarda club come il Real Madrid:gli introiti annuali sono così grandi, tra stadio, merchandising, fiscalità più leggere e sponsorizzazioni, che alla fine i Blancos finiscono per spendere esattamente ciò che guadagnano, risultando addirittura in attivo nel bilancio. L’unica soluzione sarebbe che la FIFA prendesse la situazione in mano e imponesse un tetto massimo, un limite di budget spendibile per ogni club e che non superi i 50/60 milioni. Tra i vari Isco e Illaramendi, il Real ha già praticamente raggiunto, e superato, quella cifra; figuriamoci con l’arrivo di Bale. Una proposta sicuramente irrealizzabile, che colliderebbe con gli interessi di club, agenti (e le loro laute commissioni) e probabilmente della FIFA stessa. Ma sicuramente riavvicinerebbe ad uno sport bellissimo, già macchiato di suo da tragici eventi di razzismo e odio tra tifoserie in cancrena, coloro che, scettici e nauseati dalle vorticose corse affannate alla spesa più pregiata e miliardaria, hanno abbandonato ogni interesse per il calcio. Un sognatore, direte voi. Ma, spero, come diceva John Lennon (con la dovuta differenza di motivazioni), di non essere l’unico.

Giovanni Nolè

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