Enrico Steidler
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Napoli: “Azzurri” in casa, “Rolandi” in trasferta

Clamoroso al San Paolo: il Napoli presenta le nuove divise e accanto a quella tradizionale spunta l'uniforme mimetica da “incursore”

Napoli: “Azzurri” in casa, “Rolandi” in trasferta
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Il mitico "Rolando" alias Aldo Baglio

Il mitico “Rolando” alias Aldo Baglio

Credevamo di averne già viste di tutti i colori, e che fosse impossibile far peggio dell’Inter e della sua terza divisa “scippata” ai Reds del Liverpool. La verità è che abbiamo poca fantasia, e che le vie del marketing sono infinite. Una di queste, ad esempio, è quella incautamente percorsa da Aurelio De Laurentiis, che ha deciso di rivestire lo “spirto guerrier ch’entro gli rugge” con la tenuta a suo giudizio più congeniale: una bella mimetica in perfetto stile “D Day”, un evergreen degli eserciti di tutto il mondo (e delle bancarelle) le cui classiche sfumature fra il verde palude e il marrone sono l’ideale per confondersi con i campi spelacchiati e melmosi della Serie A e infiltrare con successo i propri attaccanti dietro le linee nemiche. “La useremo come la nostra maglia da guerra“, ha commentato il Capo di stato maggiore dell’armata partenopea presentandola al pubblico del San Paolo, cui ora non sembrerà vero di potersi accaparrare la divisa ufficiale del Napoli in un qualunque mercatino rionale. Questione di pochi euro, insomma, più che di marketing.

CHI HA PAURA DEI “ROLANDI”? – Ma il vero danno, a ben vedere, è proprio quello inferto all’immagine, che si voleva pugnace e guerresca e invece è solo ridicolmente “tamarra”: più che una squadra di Rambo, infatti, il Napoli in versione mimetica sembra una banda di “Rolando” alias Aldo Baglio (ricordate Mai dire gol?), una folkloristica compagine di truzzi che non hanno neppure i soldi per comprarsi una divisa decente. Ideata per evocare le sembianze di super-eroi di celluloide e incutere un senso di timoroso rispetto negli avversari, la terza maglia del Napoli sta già ispirando frizzi e lazzi a volontà (date un’occhiata a “Spinoza” per avere un’idea), e l’autogol degli strateghi del Ciuccio – davvero clamoroso – merita lo sberleffo ancor prima della censura.

HOLLYWOOD E CATTIVE MANIERE – La scelta di associare un “simbolo” militare al mondo dello sport (chissà cosa ne pensano all’Uefa?) è infelice e inopportuna, e tuttavia si inquadra alla perfezione, in quanto a cattivo gusto, nel più ampio progetto di restyling dell’immagine inaugurato da De Laurentiis con l’ingaggio delle ragazze pon pon. Il San Paolo come uno stadio degli States, insomma, dove l’ingresso dei “Warriors” è preceduto da una tonificante parata di cosce e glutei in libertà. E se questa è la nuova “forma” del Napoli De La style (di solito i brutti esempi vengono subito imitati, ma speriamo che le Cheerleaders siano l’eccezione alla regola), non si può certo dire che la sostanza la riscatti. Chiedere ad Alessandro Alciato per conferme. “Colpevole” di aver rivolto una domanda a Cavani dando per scontata la sua cessione (“Mi sembra evidente, la tua avventura a Napoli è finita quindi la domanda devo farla. Ormai sei andato via da Napoli, più Chelsea o Real Madrid?“, era il 30 giugno), il giornalista di Sky fu definito “persona sgradita e molto scorretta” dall’infuriato numero uno dei “mimetici”. Però, che style!

Enrico Steidler

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