Andrea Sartorio
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Formula 1, GP Ungheria: Hamilton stupefacente, Ferrari anonime

Quarta vittoria del pilota inglese all'Hungaroring. Bene Vettel e ottimo Raikkonen.

Formula 1, GP Ungheria: Hamilton stupefacente, Ferrari anonime
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Lewis Hamilton, pilota Mercedes

Lewis Hamilton, pilota Mercedes

Dici Ungheria e Lewis Hamilton s’illumina. Il pilota della Mercedes vince per la quarta volta all’Hungaroring dopo i successi del 2007, 2009 e 2012 con la McLaren. Il britannico, dopo aver conquistato la quarta pole stagionale (terza di fila), stavolta non sbaglia, vince la sua prima gara del 2013 ed è semplicemente perfetto sulla stretta pista (caldissima) ungherese. Ma l’edizione numero ventotto del Gran Premio d’Ungheria, decimo appuntamento del mondiale F1, ha detto anche che Vettel è riuscito ad allungare, seppur di poco, sul secondo in classifica generale. Il tre volte campione del mondo passa infatti dai + 34 su Alonso ai + 38 su Raikkonen, che ha scalzato dalla seconda piazza il ferrarista, ora a – 39 dal tedesco. Siamo al giro di boa e Vettel ha sempre più in mano il mondiale anche perché, in confronto all’anno scorso, la Ferrari di Alonso sembra essere meno in grado di combattere per il titolo. Potrebbero essere Raikkonen e Hamilton le vere insidie di Vettel? Spa e Monza ci diranno di più.

TOP LOTUS, FLOP FERRARI – Come l’anno scorso (secondo Raikkonen e terzo Grosjean) le Lotus, dopo l’ottima performance al Nurburgring, vanno molto bene all’Hungaroring, gara sempre viva per Kimi e il funambolico Romain. Ice Man arriva secondo con soli due pit stop e il francese sesto, ma è bravo e coraggioso fino alla fine. Chi invece è in fase di declino è la Ferrari. A parte la partenza, gara anonima per Alonso e Massa; la scuderia di Maranello ha bisogno di una svolta e di qualche novità tecnica per cambiare il destino di questo mondiale. Da sottolineare poi, nel torrido pomeriggio ungherese, la prova positiva di Webber, la crescita delle McLaren e il passo falso delle Force India. Peccato anche per Adrian Sutil che festeggia nel peggior modo il suo Gp numero cento in F1 con un ritiro.

PAGELLE:

Hamilton 9,5: Weekend impeccabile per Lewis nel “suo” circuito che sembra una pista da go-kart. Talento immenso, peccato solo per la mancanza di continuità che da sempre caratterizza la sua carriera in F1. Non sbaglia la partenza come in Germania, bissa il successo dell’anno scorso e vince la sua prima gara stagionale con la Mercedes. Trionfo numero ventidue, il quarto in Ungheria (raggiunge M. Schumacher) e trentesima pole in F1. E’ a – 48 da Vettel, sognare è lecito…

Raikkonen 8,5: Ottima gara per Kimi, parte sesto ma recupera fino al secondo posto indovinando la strategia di due soste anziché tre. Più invecchia più migliora: grinta da vendere come quando si difende con i denti dall’attacco finale di Vettel. Sorpassa Alonso in classifica generale, ma trentotto punti dal tedesco sono ancora troppi, ha bisogno di una serie di vittorie. Podio numero settantacinque (sesto stagionale) in F1.

Grosjean 8: Romain è ufficialmente tornato; il francese della Lotus (8,5) dopo il terzo posto del Nurburgring compie un’altra bella gara di grinta e sostanza. E’ sfortunato solo per il discutibile “drive through“, che gli ha condizionato negativamente la gara. Stupendo il sorpasso a Massa al ventinovesimo giro.

Webber 8: Gran bella gara quella dell’australiano; parte stizzito decimo (per un problema al Kers), ma in una pista in cui è difficile sorpassare, si trova subito settimo e poi, grazie anche una buona strategia di gomme (parte con le più dure) termina quarto.

Vettel 7,5: Il leader del mondiale non è perfetto come altre volte, perde di poco la pole, ma il terzo posto in gara fa solo bene alla classifica. Settimo podio stagionale e numero cinquantatré in F1.

Alonso 6: lo spagnolo fa quel che può; buona la qualifica (quinto), ma gara troppo anonima. La sua Ferrari mostra lacune e i risultati parlano chiaro: negli ultimi quattro GP Fernando è passato gradualmente dal secondo posto in Canada al quinto dell’Ungheria. Urge cambiare rotta.

Andrea Sartorio 

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