Luca Guerra
No Comments

Lotta alla SLA, dalla ricerca una scoperta contro la “Stronza”

Il mondo del calcio spesso funestato dal male, la scoperta del professor Sabatelli

Lotta alla SLA, dalla ricerca una scoperta contro la “Stronza”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Arriva un passo importante nella lotta alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la “Stronza”, come l’ex giocatore di Milan, Fiorentina e Como Stefano Borgonovo, per tutti un esempio per la forza d’animo con cui ha affrontato la malattia, l’ha definita. Lo comunica il professor Mario Sabatelli, uno dei membri della Commissione SLA della Figc impegnato con il presidente della Commissione Paolo Zeppilli e i professori Chiò, Melazzini e Volpi, grazie anche al finanziamento della Federcalcio, nell’individuazione delle cause della malattia.

Roberto Baggio e Stefano Borgonovo ai tempi della Fiorentina

Roberto Baggio e Stefano Borgonovo ai tempi della Fiorentina

“Non è la svolta del secolo – spiega Sabatelli – ma con questa scoperta facciamo un importante passo in avanti nella ricerca sulla SLA. Per la prima volta abbiamo appurato che a provocare la malattia non è solo una proteina anomala, ma anche una proteina normale in eccesso”. Negli ultimi anni è stato dimostrato che le alterazioni genetiche rappresentano un fattore determinante di predisposizione allo sviluppo della SLA e la scoperta pubblicata lo scorso 11 luglio sulla rivista ‘Human Molecular Genetics’ conferma come la causa della malattia sia genetica: “Stabilendo che anche una proteina normale in eccesso può provocare la SLA- aggiunge Sabatelli – abbiamo scoperto un meccanismo nuovo. Cominciamo ad avere le tessere di un mosaico che prima non avevamo”.

Lo scorso 27 giugno si è spento Stefano Borgonovo e se oggi tutti hanno imparato a conoscere questa terribile malattia lo si deve soprattutto a lui: “Il coraggio di esporre il proprio corpo ammalato al pubblico è stato grande – ammette Sabatelli – e la ricerca si è giovata tantissimo di questa visibilità, come in passato è avvenuto per Signorini e per Luca Coscioni”.

Per Stefano e la sua famiglia e per tutte le vittime e i malati di SLA, è fondamentale andare avanti con la ricerca: “Si scoprono sempre nuovi geni – spiega il professor Sabatelli – e si sta dimostrando che la SLA è una realtà molto complessa. La Figc ci ha aiutato tanto, questa malattia ha bisogno di ricerca ed è fondamentale che tutti, compresa la Federazione, continuino ad impegnarsi a trovare una terapia”. Una battaglia raccontata in un libro (“Attaccante nato”), quella di Borgonovo, e combattuta avendo sempre a fianco la moglie Chantal e i figli Andrea, Alessandria, Benedetta e Gaia.

La SLA è una patologia molto rara, con un’incidenza di 2-3 casi ogni 100mila individui all’anno. E’ principalmente sporadica, dato che le forme familiari costituiscono circa il 5% del totale: “E’ nella genetica tutta la spiegazione della SLA sporadica – sottolinea Sabatelli – anche se finora ce ne spieghiamo solo un 15%. La terapia non è disponibile e non la vediamo ancora all’orizzonte prossimo, ma quando si conoscono nuovi meccanismi si aprono opportunità per intervenire con i farmaci”. Gli oltre 50 casi di SLA su 30mila calciatori presi in esame hanno portato a cercare una possibile correlazione tra il calcio e la malattia, un legame che con il passare degli anni sembra allontanarsi sempre di più: “La genetica ci sta dando delle risposte certe – conferma il professor Sabatelli – mentre tra la SLA e il calcio rimane solamente un dato statistico e peraltro si parla di numeri bassi. Nessuno può escludere un ruolo di concausa con la pratica sportiva e con il calcio, ma l’attività fisica potrebbe favorire l’insorgenza della malattia solo in chi è geneticamente predisposto”.

Luca Guerra

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *