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Mercato Milan, rifondazione in atto e occhio ai consigli di Gattuso

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MILANO, 16 MAGGIO- E’ iniziata la marcia per la rifondazione milanista; per la fine di un’era e l’inizio di una nuova, se possibile grande e vincente come questa. Addii vociferati nei mesi scorsi, predetti, sicuri e confermati domenica pomeriggio con l’ultima in casa col Novara. Un pezzo di Milan, un pezzo di storia di un Milan che negli ultimi anni con i trofei vinti ha potuto prendere la vetta del mondo arrivando ad essere il club più titolato di sempre.

Gennaro Gattuso, Pippo Inzaghi, Alessandro Nesta, Gianluca Zambrotta, Mark Van Bommel hanno salutato il Meazza nell’ovazione generale per dare spazio ad una nuova era calcistica nella presidenza Berlusconi. Ancora appese ad un filo le riconferme di Ambrosini e Seedorf, altri “guru” dello spogliatoio rossonero.

RIFONDAZIONE COMPLETA- Inevitabilmente il Milan a questo punto dovrà reimpostare tutta una squadra partendo però da basi importanti già in loco. Tre su tutte, a meno di cambi eccezionali, Ibrahimovic, Thiago Silva e Massimiliano Allegri. Il rompighiaccio, l’apparato difensivo della nave e il timoniere.

Una rifondazione che però avverrà avendo a disposizione anche un organico di contorno di tutto rispetto. La porta pare blindata coi vari Abbiati, Amelia e Roma. In difesa oltre a Thiago, ci sono Mexes, Yepes, Bonera, Abate, Antonini, Mesbah, De Sciglio e forse si lavorerà allo spostamento di Emanuelson dietro.

In mediana Nocerino, forse Flamini e Aquilani, Muntari, Boateng,  Merkel, Strasser e i nuovi Montolivo (oggi a Busto Arsizio per le visite mediche) e Traorè.

In attacco Ibra dovrebbe, a meno di mal di pancia dell’ultima ora, essere la punta di diamante con attorno i vari Pato, Robinho, El Sharaawy e forse Maxi Lopez.

Dopo Montolivo e Traorè appunto, la dirigenza ha intenzione di rinverdire ancora di più abbinando comunque grossa qualità per le tre competizioni della prossima stagione. I nomi fatti sono Acerbi del Chievo e Silvestre del Palermo che andrebbero a rendere la difesa un fortino inespugnabile. A centrocampo la situazione è particolare perchè sembra seriamente il reparto più consono per spendere una certa cifra. Il top player infatti potrebbe arrivare proprio in quella zona ma al momento nomi importanti non ne sono stati fatti a meno di interessamenti già noti come Strootman del Psv, Eriksen dell’Ajax e Witsel del Benfica.

In attacco tutto gira attorno a Ibra, Pato e Robinho. Se solo uno dei tre dovesse cambiare aria, Galliani metterà mani seriamente al portafoglio per portare Tevez o forse Balotelli finalmente in Via Turati.

GATTUSO CONSIGLIA- Gennaro Gattuso dopo i saluti a San Siro di domenica, con un’intervista a tutti i media ha chiarito la situazione del Milan attuale, definendo il Milan proprio, “una squadra che non c’è più”. Che non c’è più per i tanti addii, ma soprattutto che non gode di quello spogliatoio di una volta, gerarchicamente controllato dai senatori, in un modo comunque sempre molto rispettoso. “Lo spogliatoio era più gestibile di quello di adesso. I giovani di oggi sono diversi da come eravamo noi. Non gli puoi dire niente, guadagnano un sacco di soldi, fanno i fenomeni, hanno poca voglia di imparare. Non è solo una questione del calcio italiano, è un problema del calcio mondiale. Quando ero ragazzo io, Costacurta e Maldini si facevano rispettare non perché ci aggredivano. Adesso capita che becchi per esempio El Shaarawy e pure lui ti risponde. Io, invece, avevo paura anche a scendere in campo per l’allenamento”.

Dichiarazioni che sanno tanto di consiglio alla dirigenza rossonera per il futuro. Parole che consigliano ai vertici e soprattutto ai senatori di oggi di saper gestire una squadra che si appresta a rinverdirsi con giovani talenti, che però meritano una giusta educazione per proseguire i fasti gloriosi del Milan negli ultimi venti anni.

Gennaro Manolio

 

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