Nicoletta Pezzino
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Libertadores, l’Atletico Mineiro riscrive la storia: Ronaldinho risorge

Grazie ad una storica rimonta, l'Atletico Mineiro conquista per la prima volta la Coppa Libertadores

Libertadores, l’Atletico Mineiro riscrive la storia: Ronaldinho risorge
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Ronaldinho Gaúcho dell'Atlético MG

Ronaldinho Gaúcho dell’Atlético MG

Grazie ad una storica rimonta, l’Atletico Mineiro conquista per la prima volta la Coppa Libertadores. Gli uomini allenati da Cuca sono riusciti a ribaltare lo 0-2 dell’andata contro i paraguaiani dell’Olimpia Asuncion vincendo ai rigori per 4 a 3.

OBIETTIVO REMUNTADA – La rimonta ha inizio durante il secondo tempo: ci pensa Jo a sbloccare il risultato grazie ad un cross di Rosinei, gol che gli permette tra l’altro di diventare capocannoniere con sette reti, la rete che completa la “remuntada” è firmata da Leonardo Silva a 4′ dal termine. La partita viene decisa così ai calci di rigore. Il portiere dell’Atletico, Victor, riesce fin da subito a parare il primo rigore che viene calciato da Herminio Miranda. Alecsandro, Guilherme, Jo e Leonardo Silva non sbagliano e firmano i quattro rigori per i bianconeri. Il secondo errore sul dischetto dell’Olimpia viene commesso da Matias Gimenez il cui rigore si stampa sul palo. Errore decisivo che spegne qualsiasi speranza per la squadra paraguaiana. Ronaldinho, uomo simbolo della squadra brasiliana, non ha nemmeno bisogno di tirare.

LA RIVINCITA DI DINHO – Con questa incredibile vittoria, Dinho entra sempre di più nella storia. L’ex fuoriclasse di Barcellona e Milan diventa l’ottavo giocatore ad aver conquistato sia la Champions League (Barcellona 2006) che la Libertadores. Prima di lui : Nelson Dida (Cruzeiro 1997, Milan 2003 e 2007), Cafu (San Paolo 1993 e 1994, Milan 2007), Roque Junior (Palmeiras 1999, Milan 2003), Juan Pablo Sorin (Juventus 1996, River Plate 1996), Carlos Tevez (Boca Juniors 2003, Manchester United 2008) e Walter Samuel (Boca Juniors 2000, Inter 2010).

Al termine della partita, è lo stesso giocatore che si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “C’è un film nella mia testa. Sono tornato in Brasile per conquistare ciò che non ho ancora vinto. Dicevano che Ronaldinho era finito. Nel momento più difficile della mia carriera, questa tifoseria mi ha abbracciato. Ora cerco nuovi obiettivi. La Libertadores ancora non basta per ripagare l’affetto dei tifosi”. La prossima tappa per Dinho e i suoi compagni sarà il Marocco, per il Mondiale per Club, a dicembre. E chi lo sa, non possiamo non credere che il ct del Brasile Felipe Scolari non fosse davanti la tv.

Nicoletta Pezzino

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