Giovanni Nole
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Nole Djokovic: Italia amore mio, Fognini (non) ti temo

In occasione delle visite mediche effettuate a Roma, il numero uno Djokovic ci dice la sua sul movimento tennistico azzurro, in crescita dopo l'exploit di Fognini.

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Djokovic e Fognini

Djokovic e Fognini

Il suo legame con l’Italia è davvero forte. Il suo italiano piuttosto fluido, le comparsate in passato dall’amico Fiorello (con tanto di parrucca nello stile del buon Rosario in occasione del suo esordio negli Internazionali d’Italia di qualche anno fa), il suo tifo caloroso per il Milan e l’ormai stereotipato amore per il cibo italiano fanno sì che Novak Djokovic, numero uno del ranking ATP, sia il beniamino di molti ragazzi che, in un Paese ossessionato e focalizzato sul calcio, scoprono con sempre più frequenza il mondo del tennis.

SEGNI DI RINASCITA – Tennis che, in Italia, dopo l’era dei leggendari Pietrangeli e Panatta (unici connazionali in campo maschile ad aver conquistato almeno uno slam, trattasi ovviamente del Roland Garros), sta ora rivivendo un momento d’oro, una rinascita di un movimento affannato e annebbiato, ma che ora sembra esser risorto sotto la nostra buona stella. Non siamo ancora ai livelli dei 2000 punti, ovviamente, e neanche dei 1000, ma di certo 500 non ne disdegniamo. Perchè son proprio 500, più i 250 conquistati la settimana prima a Stoccarda, i punti che porta in dote al tennis italiano, dopo la vittoria di Amburgo,  Fabio Fognini, 26enne sanremese portavoce del nuovo corso della racchetta azzurra in conseguenza del suo accesso, dopo anni e anni di assenza di un italiano nella Top20, alla 19esima piazzuola del ranking ATP. Per non parlare di Gianluigi Quinzi, che 26 anni dopo Diego Nargiso riporta in Italia il trofeo singolare maschile juniores di Wimbledon. Tante promesse, tanto talento e soprattutto intensi lavori in corso per riportare sulla buona strada il tennis azzurro. E chi meglio di un italiano adottato quale Novak Djokovic, in occasione dei test medici effettuati all’Acqua Acetosa in quel di Roma insieme ai suoi fratelli (“Perché anche il mio medico è italiano”, racconta Djokovic), in virtù della sua saggia (e saccente) posizione da numero uno al mondo, può valutare insieme a noi lo status del tennis italiano?

PIZZA, MANDOLINO E PREPARAZIONE ATLETICA – Se c’è una cosa in particolare che Djokovic ama dell’Italia, questa è sicuramente la preparazione atletica e fisica che il Paese dello stivale gli fornisce in occasione degli eventi più importanti, quale per esempio l’imminente US Open. A raccontarci le tappe della sua visita nell’istituto di Acqua Acetosa, il dottor Carlo Tranquilli: “Djokovic sarà sottoposto alla valutazione completa che viene affrontata ogni anno dagli atleti olimpici”, ci racconta il signor Tranquilli, “Dalla parte cardiovascolare a quella traumatologica. Sarà utile soprattutto per programmare in futuro il recupero dagli infortuni. Ha chiesto lui di iniziare lo stesso percorso anche con i suoi fratelli, che sono due promesse del tennis. E ha scelto quest’istituto attraverso il suo medico, il dottor Panfili. Analizzeremo anche l’aspetto della nutrizione, lui segue una dieta da celiaco che secondo me è anche più sana delle altre, perché è bilanciata, priva di problematiche digestive, ed è probabile, come afferma lui stesso, che gli dia un vantaggio in campo“. Una preparazione specifica dunque per Novak e i suoi fratelli, giunti già stamattina a Roma per effettuare i primi test medici. Una preparazione che gli permetta di conseguire i suoi obiettivi, che sono “Sempre più alti, come la mia ambizione”, riferisce sussurrando, ma neanche troppo, il famelico serbo.

DALLA FOGNA A FOGNINI – A questo punto, approfittando della presenza di un profondo ed esperto conoscitore del tennis quale è il numero uno al mondo, ce ne si approfitta, vista la nostra solita ansia di agitar per bene il tricolore di fronte agli estranei, per chiedere un parere sul nostro oggetto d’orgoglio, sul rappresentante numero uno del tennis italiano, il riformato Fabio Fognini. Che, narra la leggenda, sia un grande amico di Djokovic, sempre e comunque molto attento alla sua immagine pubblica. “Gli ho fatto le mie congratulazioni, ha vinto due tornei consecutivi, è stata una bella sorpresa per me. E’ un grande amico, ho vissuto con lui, mi fa molto piacere, sta crescendo ed è fra i migliori al mondo”. Fra i migliori al mondo? Addirittura? Allora tu che sei il numero uno al mondo, chi ritieni tra i più forti tennisti al globo? “Beh, Murray che ha vinto Wimbledon, Nadal… e Fognini, adesso!”, a ribadire il concetto, tra ironia e mezze verità. Vista la caratura dei tennisti al quale è stato comparato dal serbo, il buon Fabio, considerato anche il suo carattere fiero e competitivo, si sarà sentito un tantino preso in giro dallo sprezzante umorismo di Novak. Ma l’impressione è proprio che, celato dalle risate, in realtà ci sia un fondo di verità nelle parole di Djokovic: il talento esplosivo e millimetrico di Fabio è riconosciuto da tutti i suoi colleghi, e con una costanza di risultati simile a quella che gli ha permesso di mettere in cascina 750 punti in una settimana sognare la Top10 non è utopia. Djokovic lo sa, in molti lo sanno, forse quello che ne sa meno di tutti è proprio il Fogna, capace solo ora di capitalizzare la sua enorme tecnica nei colpi. Alla fine, quello di Djokovic voleva essere un vero e proprio avvertimento, con qualche probabilità rivolto anche a se stesso, in modo da non lasciarsi sorprendere in futuro quando si ritroveranno davanti questo Fabio Fognini, freddo e concentrato a 360 gradi.

SCONTRO NEL PALLONE – Dalla breve intervista concessa dal tennista serbo, arrivan complimenti anche per l’altra, giovane rivelazione del tennis italiano, Gianluigi Quinzi: “Ha molto talento, anche se l’ho visto poco finora. Io spero di trovare presto un giocatore italiano al top del mondo, in fondo parliamo di un paese che ha una grande tradizione tennistica“. Un misto tra diplomazia e frasi fatte, ma tant’è, di certo sarebbe qualcosa di davvero enorme rivedere un italiano tra le cime più alte in un Paese con non proprio una grandissima tradizione tennistica, a dir la verità. Infine, immancabile lo spunto calcistico offerto al Paese amante del pallone, un po’ anche per farsi amare un tantino di più dal popolo italico. Approfittandone per mandare qualche bacino alla sua squadra del cuore, il Milan:Speriamo di vincere lo scudetto quest’anno, anche se il calcio italiano è sempre difficile e imprevedibile. Dal mercato stanno arrivando tanti giocatori forti in Italia ed è un bene e un piacere per la Serie A”. Per chi non lo sapesse, Fognini è nerazzurro. Uno scontro, quello tra le due squadre di calcio milanesi, che potrebbe tener viva la rivalità, quella tra i due tennisti, che si spera possa diventar vera anche tra i campi di cemento di tennis dei prossimi mesi. E magari, ideologie e moralismi calcistici a parte, forza Inter.

Giovanni Nolè

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