Vincenzo Galdieri
No Comments

La serie A ora parla spagnolo: da Valero a Llorente, ecco l’inversione di tendenza

Si diceva che non fossero tagliati per il nostro campionato, ma ormai è un clichè superato: ora agli italiani la paella calcistica piace di più

La serie A ora parla spagnolo: da Valero a Llorente, ecco l’inversione di tendenza
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Borja Valero ai tempi del Villareal:lo spagnolo ora è un perno della Fiorentina

Borja Valero ai tempi del Villareal:lo spagnolo ora è un perno della Fiorentina

Non passi lo spagnolo. Era questo, fino a poco tempo fa, l’ideale cartello affisso davanti alle sedi di ogni società calcistica italiana. La convinzione si faceva dilagante e veniva espressa a mezzo di slogan triti e ritriti: “Nel nostro calcio loro non funzionano”. Che poi fosse vero o no questo è tutto da dimostrare, ma sulla carta l’assunto non era poi cosi insensato. Perchè mentre nella Liga hanno sempre prevalso tecnica, voglia di accontentare il pubblico e calcio spettacolo, in Serie A bisogna essere pragmatici, tatticamente inappuntabili, forse un tantino più concreti. Ogni spagnolo che ‘osava’ avvicinarsi al Belpaese trovava enormi difficoltà nell’adattarsi ad un calcio che proprio non riusciva a riconoscere come suo. Poi però le cose cambiano, si evolvono, e per quanto alla base ci siano sempre delle differenze notevoli tra il loro modo d’intendere il football ed il nostro, oggi per essere forte devi essere anche universale. Cosi, gli spagnoli si sono trasformati: da belli ed inconcludenti che erano ad autentici assi pigliatutto, padroni assoluti a livello di Nazionali – da quella maggiore alle varie Under – e di club, con Barcellona e Real Madrid che rappresentano ormai indiscutibilmente il meglio del meglio assieme al titanico Bayern. Sono migliorati tatticamente ed hanno staccato la concorrenza. Ecco perchè adesso, in Serie A, vengono accolti più volentieri. Ed ecco spiegata l’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: ieri avere uno spagnolo in squadra era considerato un rischio, oggi è un onore.

BORJA VALERO, PIONIERE DELLA NUOVA ERA – L’ondata ispanica nel nostro campionato è effettivamente cominciata l’anno scorso, con l’esplosione definitiva avutasi quest’anno. Ma oltre ai grandi successi recenti delle Furie Rosse e degli alieni di casa Barcellona, la grande fiducia che oggi le società italiane ripongono nei giocatori spagnoli va ascritta almeno in parte al pioniere della nuova era, ovvero l’ex regista del Villareal Borja Valero. Arrivato a Firenze tra lo scetticismo dei conservatori, è diventato subito uno dei tre giocatori chiave che hanno portato la splendida Fiorentina di Montella ad un passo dalla qualificazione in Champions League. Tecnico si, ma anche e soprattutto dinamico e concreto: Valero rappresenta l’evoluzione del calcio spagnolo, che ha ormai superato totalmente i limiti che non gli permettevano di compiere il definitivo salto di qualità.

LLORENTE E I SUOI FRATELLI: E’ SPAGNA MANIA – Borja Valero, dicevamo. Soltanto il primo di una lunga serie di spagnoli arrivati in Italia. Perchè si sa: quando una cosa funziona, dopo la vogliono tutti. La Juve ha deciso di affidare le chiavi del proprio attacco a Fernando Llorente, campione d’Europa e del Mondo con la Spagna di Del Bosque, suo grandissimo estimatore. L’ex Bilbao avrà il compito di fare l’apriscatole a livello nazionale ed internazionale: da tempo Madama non aveva un 9 puro, il fatto che si sia affidata ad uno spagnolo per questo delicatissimo ed importantissimo ruolo è tutto dire. A Firenze dopo la buona riuscita del colpaccio Valero, hanno triplicato: Marcos Alonso in difesa ed il talentuosissimo Joaquin davanti, la colonia ispanica s’infoltisce. Il Napoli non è stato da meno e ne ha presi anch’esso tre: Reina dal Liverpool, Raul Albiol e Callejon dal Real Madrid. Giocatori di livello assoluto che sicuramente alzeranno il tasso qualitativo della squadra, magari aiutati da uno degli allenatori spagnoli più vincenti della storia, ovvero Rafael Benitez. Finita qua? Macchè. Di trattative in ballo ce ne sono ancora parecchie. Senza dimenticare che poi il trend pro Spagna dell’ultimo anno va allargato a quei giocatori che spagnoli non sono ma da li arrivano: Gonzalo Rodriguez, Gonzalo Higuain, Martin Caceres, Cristian Zapata, lo stesso Giuseppe Rossi per non parlare del fatto che Mario Gomez ha origini andaluse. Insomma, l’Italia del calcio ha allargato i propri orizzonti e si è detta con inconfondibile accento spagnolo: ‘Vamos a bailar’. Che poi, nell’ultimo periodo storico, molto spesso significa anche ‘Vamos a ganar’… 

Vincenzo Galdieri

Twitter: @Vince_Galdieri 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *