Antonio Casu
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Le pagelle del Tour de France: Froome imperiale, Quintana e Kittel le sorprese

Rui Costa e Chavanel guerrieri, Valverde sfortunato, Hesjedal senza tattica, Gilbert bocciato

Le pagelle del Tour de France: Froome imperiale, Quintana e Kittel le sorprese
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Il Tour de France del centenario si è concluso ieri con la vittoria finale di Chris Froome, dominatore indisturbato, o quasi, della corsa. Tante le sorprese, da Quintana a Kittel, passando per Porte e Kwiatkowski, qualche rimandato (Mollema,Contador, Schleck), diversi i bocciati (Gilbert ed Evans su tutti). Ecco di seguito le pagelle:

Froome Wiggins Tour de France

Froome-Wiggins Tour de France

FROOME 10 – Ha combattuto, accompagnato dal fido Porte, per tutto il Tour, anche nelle tappe più insospettabili, contro i mille agguati che gli avversari gli hanno teso. Ha gestito la leadership con pazienza e una certa dose di cannibalismo, vincendo tre tappe  e non dando mai la sensazione di poter perdere la maglia gialla. Successo meritatissimo.

KITTEL 9 – Quattro successi di tappa e venti giorni entusiasmanti per il tedesco, culminati con la vittoria di Parigi. Se è solo un sogno non svegliatelo.

QUINTANA 8,5 – Chi avrebbe mai pronosticato all’inizio il nome del colombiano sul secondo gradino del podio finale? Lo scalatore della Movistar ha spiazzato tutti, dimostrandosi l’unico in grado di impensierire Froome in salita. Deve migliorare a cronometro, ma se non si perderà, come accade spesso ai corridori sudamericani, il Tour un giorno lo vincerà.

RODRIGUEZ 8 – Purito double-face. Ha vissuto le prime due settimane nell’anonimato per poi scatenarsi nella terza, superando  Contador e arrivando sul podio per la prima volta in carriera. Non è stata una corsa per scattisti, ma nonostante ciò ha saputo domarla a dovere.

PORTE 8 – Senza di lui il vantaggio di Froome sugli avversari non sarebbe stato così ampio. È stato un gregario formidabile, va forte in salita e ancora più forte a cronometro, può diventare nei prossimi anni il capitano degli Sky.

VALVERDE 7.5 – Senza quella foratura inopportuna che l’ha incastrato nel maledetto gioco dei ventagli, il podio sarebbe stato suo. Ha avuto l’umiltà di mettersi a disposizione della squadra, aiutando Quintana e riuscendo comunque a tenere un occhio sulla sua classifica.

Sagan

Sagan

SAGAN 7.5 – Meriterebbe un dieci solo per la parrucca verde con la quale si è presentato ieri.  In corsa è stato il più furbo e regolare tra i velocisti, dominando la classifica a punti senza grossi problemi.

RUI COSTA 7.5 – Due scatti in tre settimane e due tappe: un vero e proprio cecchino.

CAVENDISH 7 – Due vittorie per uno come lui sono troppo poche. Ha subito la forza d’urto di Kittel, ma il problema non è solo il tedesco. È apparso in più occasioni nervoso, come se avesse perso un po’ di fiducia in sé stesso.

CONTADOR 7 – Arriva quarto, dimostra di non avere più la gamba di un tempo ma la testa è quella di sempre. Combattivo e coraggioso, ha provato in ogni modo a far sua questa Grande Boucle.

MOSER 6.5 – Riscatta un Tour opaco con un ottimo terzo posto sull’Alpe d’Huez. Non è ancora maturo, ma può andare lontano.

MOLLEMA 6.5 – Due settimane da leone e l’ultima senza fiato.  Finisce sesto nella classifica generale, e questo rispecchia il valore attuale dell’olandese. Rimandato.

SCHLECK 6 – Sufficienza strappata solo in virtù del gravissimo infortunio dal quale è reduce, tornare ai livelli di qualche anno fa sarà impresa ardua.

HESJEDAL 5,5 – Prova a mettersi in luce, entra in mille fughe ma non indovina mai i tempi giusti.

GILBERT 5 – Qualche tentativo qua e là ma non corre mai con la giusta convinzione.

EVANS 4.5 – Risente delle fatiche del Giro e soprattutto delle sue 36 primavere, ma questo giustifica solo in parte il 39esimo posto finale.

Antonio Casu 

twitter: @antoniocasu_

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