Giovanni Nole

Indomabile Fognini: seconda finale consecutiva, battuto anche Almagro

Indomabile Fognini: seconda finale consecutiva, battuto anche Almagro
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Il Fognini 2.0 su terra rossa continua a far faville: dopo aver nuovamente distrutto Haas, per Fabio tutto facile contro Almagro, battuto in due set ad Amburgo.

Atp-Tennis-img13182_668In inglese, quando uno sportivo ottiene una serie molto buona di risultati utili consecutivi, si dice che quello sportivo, di qualsiasi disciplina sia ferrato, è on a roll. In tedesco la traduzione non la sappiamo, ma per informazioni potremmo chiedere a chi in Germania sta vivendo un periodo eccezionale: Fabio Fognini, proveniente dal suo primo titolo ATP in carriera in quel di Stoccarda, giunge in finale anche nel ben più prestigioso ATP 500 di Amburgo, lasciando terra bruciata intorno a se e, come al solito, buttando fuori dal torneo, strada facendo e partendo da sfavorito, avversari di caratura e ranking ben superiore. Dimostrando, comunque, che sul piano del talento e della pulizia dei colpi rimane secondo a nessuno: il palcoscenico di Amburgo, più luminescente della gloriosa ma comunque dimezzata di punti Stoccarda, è il palco ideale che si possa offrire per la finale più importante nella carriera da tennista del buon Fabio. Nel torneo messo sotto le luci della ribalta per l’iscrizione a sorpresa di Roger Federer – che un po’ arrancando e infreddolito è riuscito a giungere in semifinale, dove affronterà l’argentino Delbonis – è ancora una volta Fognini a far parlare di se, per la sua continuità di risultati in questo periodo davvero strepitosa (nona vittoria consecutiva sulla terra rossa, da sempre la sua superficie preferita) e con la cristallinità con la quale ultimamente riesce a far esprimere il suo enorme talento. E se nei quarti a farne le spese, ancora una volta nel giro di una settimana, è il padrone di casa, numero due del seeding e finalista lo scorso anno Tommy Haas, in semifinale è lo spoagno Nicolas Almagro la vittima designata della furia sportiva del nostro connazionale.

LA PARTITA – Che Almagro non fosse in un grandissimo periodo di forma lo si può vedere dagli ultimi risultati ottenuti: eliminato a Bastad dal connazionale e mente folle Verdasco e giunto in semifinale ad Amburgo dopo aver eliminato nei quarti, a fatica e in tre set, il detentore del titolo – ma sicuramente tennista molto diverso rispetto a quello dell’anno scorso – Juan Monaco, lo spagnolo, nonostante il ranking più elevato (testa di serie numero tre del torneo), non parte da favorito contro Fabio, che riesce a giocare ultimamente senza pressioni e patemi addosso, con braccio sciolto e senza il complotto mondiale contro di lui in testa. Una differenza di statimentali e fisici – che si fa subito notare in partenza di match: Fabio, dopo un lunghissimo primo game, parte subito col break. Il dominio di Fognini si prolunga per tutto il primo set: sul suo servizio non riceve mai difficoltà dallo spagnolo, mentre sul servizio avversario riesce sempre a mettere difficoltà all’iberico, creandosi altre opportunità di andare avanti di un ennesimo break; opportunità, però, mai sfruttate, anche quando, sul 3-5 e servizio Almagro, arrivano 5 palle break che equivalgono a 5 set point. Sul decimo game del primo set, l’unica opportunità per Almagro di pareggiare il break; è bravo, però, Fognini a mantenersi concentrato sul match, rimontando e capitalizzando finalmente l’ennesimo set point, procurato questa volta col servizio: 6-4 e match subito in discesa per l’italiano. Che sull’onda dell’entusiasmo del primo set, parte subito alla grande anche nel secondo, approfittando di un Almagro sotto tono e decisamente nervoso e replicando il break iniziale del primo set. Nella seconda partita, però, Fognini inizia ad evidenziare qualche difficoltà al servizio, iniziando a concedere in maniera abbastanza frequente palle break sui propri turni di battuta: sul secondo game è bravo a rimontare da 0-40, e dopo aver concesso 4 palle break (la quarta su uno smash disgraziato in mezzo al campo affossato in mezzo alla rete) riesce a confermare il break e portarsi sul 2-0. Ora, però, si gioca solo sui turni di battuta del nostro connazionale, con Almagro che non tentenna al servizio e mette in perenne difficoltà l’azzurro quando tocca a lui battere: se non è arrivato nel secondo game, il contro break, già comunque nell’area, arriva al quarto game. Fabio continua ad esser messo sotto pressione dallo spagnolo, che nei game successivi si procura altre opportunità di ottenere un break di vantaggio; ma è qui che si vede il nuovo Fabio Fognini, diventato ora un tennista solido, sempre concentrato, che non si abbatte alla prima difficoltà. Con grande freddezza e col suo rinnovato ottimo gioco da fondocampo, Fabio tiene duro ed annulla ogni opportunità avversaria di rubare il servizio, con lo spagnolo che aumenta sì il livello di gioco (soprattutto col dritto) rispetto al primo set, ma che continua a sembrare piuttosto nervoso, a discapito di un Fognini invece abbastanza tranquillo. Tant’è che, sul 4-5 e servizio Fognini per andare sul 5 pari, Almagro si procura anche un set point: il dritto con il quale riesce a chiudere la porta in faccia ad Almagro per poi rimontare sul 5 pari è l’espressione perfetta del Fognini 2.0 versione terra battuta. A questo punto si arriva al tiebreak, dove Fabio gioca in maniera assolutamente splendida: al cambio di campo successivo al sesto punto si porta già sul 5-1, con due minibreak a disposizione. Da lì, chiudere è un gioco da ragazzi per Fognini che, coadiuvato da un doppio fallo finale dello spagnolo, chiude game, set e match e ottiene l’ennesima vittoria prestigiosa di questa sessione estiva sulla terra rossa.

FINALE 2.0 – Una finale, quella guadagnata da Fognini senza cedere mai un set in tutto l’arco del torneo, super meritata, visto il livello raggiunto dal nostro connazionale: un periodo d’oro che gli vale non solo l’atto finale di un torneo più importante della sua carriera, ma anche l’ulteriore miglioramento del suo best ranking, 21esimo, che lo conferma come miglior tennista italiano dopo il sorpasso effettuato ai danni di Andreas Seppi. Ora, in finale, uno tra Federer e Delbonis; e vista la condizione, e la superficie, non di certo ottimale per il primo, e il livello tecnico non proprio eccelso del secondo, non sarebbe vano né ingenuo pensare che Fabio possa ottenere il suo secondo successo consecutivo nel circuito ATP. Certo, questo Fabio, il 2.0. Perché se torniamo all’1.0..

Giovanni Nolè

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