Antonio Casu
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I segreti di Froome

Diete particolari, tecniche di allenamento rivoluzionarie e una capacità polmonare fuori dal comune: ecco la la ricetta del britannico che sta dominando il Tour

I segreti di Froome
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Chris Froome è il personaggio sportivo del momento. Si è parlato diffusamente del britannico in questi giorni sopratutto in relazione all’impresa di domenica al Tour de France, che l’ha portato in trionfo in cima al Mont Ventoux e al probabile successo finale nella corsa francese. In molti hanno avanzato dubbi sulla sua prestazione, arrivando a scomodare, senza alcuna prova, il fantasma doping. Presupponendo che barare nel ciclismo di oggi è sempre più difficile, grazie all’introduzione del passaporto biologico e ai mille controlli ai quali si sottopongono i corridori, accusare qualcuno sulla base di semplici ipotesi non è corretto. E allora quali sono i suoi segreti?

UNA DIETA PARTICOLARE Froome si è trasformato in pochi anni da ciclista semisconosciuto a grande campione, è in questo momento il più forte al mondo in salita e uno tra i migliori a cronometro. L’evoluzione è iniziata nel 2010, anno in cui approdò al Team Sky. Divenne compagno di squadra di Bradley Wiggins, vincitore del Tour del 2012, e come lui ha intrapreso allora una dieta particolare, che gli ha permesso in pochi anni di perdere diversi chili (a giudicare dalla sottigliezza delle sue gambe forse troppi). La dieta è denominata “gluten-free”, vieta per l’appunto l’assunzione, se non in minima misura, di glutine e zuccheri, e prevede in grosse quantità cibi come carne, uova, verdura e  latticini. Gli allenamenti sono intrapresi a digiuno. Grazie a tipo di alimentazione Froome pesa ora 67 chili (così si dice, ma potrebbero essere ancora meno), pochissimi se si considera la statura di 186 cm. Un fisico ideale per andare forte in salita insomma.

L’INTENSITÀ – Un altro elemento da considerare è l’intensità di pedalata che il britannico riesce a mantenere anche sugli strappi più impervi. Andare per larghi tratti ad una media di 100 pedalate al minuto (come successo l’altro ieri in occasione dell’attacco a Contador) preserva meglio le fibre rosse ( quelle utilizzate per la resistenza), permettendo un dispendio inferiore di energie, decisivo nelle lunghe salite. Si arriva a questo tipo di risultati solo con allenamenti mirati specifici, adottati per primi nel grande ciclismo dagli Sky, che potrebbero rivoluzionare nei prossimi anni  la preparazione di molti altre squadre alle corse a tappe.

CAPACITÀ POLMONARE FUORI DAL COMUNE – C’è inoltre chi afferma che Froome abbia, così come l’aveva Fausto Coppi, una capacità polmonare fuori dal comune, legata alle dimensioni stesse dei polmoni, più grandi del normale. Osservandolo mentre pedala si nota che la cassa toracica è sproporzionata rispetto allo stomaco. Quando si piega e il petto è gonfio questo fattore diventa ancora più evidente. La conseguenza è tanto semplice quanto elementare: ha più fiato rispetto agli altri.

Questi aspetti non motivano da soli l’attuale superiorità di Froome rispetto a tutti gli altri, ma contribuiscono a zittire chi vuole vedere per forza del marcio nei suoi risultati, perseguendo nella solita cultura del sospetto, buona solo per gettare ombre su gesti atletici straordinari come quelli a cui si è assistito domenica.

Antonio Casu
twitter:@antoniocasu_

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