Orazio Rotunno
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Inter, ci siamo davvero: Thohir entro fine mese entrerà in società

Moratti si è convinto, non subito ma entro 3-4 anni l'indonesiano diventerà l'azionista di maggioranza dei neroazzurri. 30% iniziale per attivare il progetto-stadio e dare una svolta al mercato: poi l'arrivo dei nuovi investitori

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Il presidente della Inter Massimo Moratti pronto a cedere quote ad Erick ThorirLa svolta è arrivata, ed al contrario di ciò che potrebbe sembrare, è dovuta proprio alla faraonica accoglienza riservata a Moratti pochi giorni fa in quel di Pinzolo. Un legame mai così forte, nonostante le proteste (civili) della Nord sul finire dello scorso campionato, che non hanno però incrinato un rapporto da sempre leale e colmo di affetto. La sorpresa del patron alla festa della Curva un mese fa aveva riappacificato definitivamente le parti, due giorni fa l’arrivo a Pinzolo ha ricoperto il Massimo dirigente di entusiasmo e stima. Qui, la presa di coscienza: l’Inter e con se i suoi tifosi, ha grande voglia di tornare protagonista e per farlo Moratti è pronto anche a farsi da parte. Gradualmente, si intende.

UN PASSO ALLA VOLTA…VERSO L’INDONESIA – Ieri le dichiarazioni di Thohir in persona, qualche giorno fa quelle del suo consulente. Nell’insieme, la certezza che la trattativa stia proseguendo nello stretto riserbo, come si conviene per affari di tale levatura e delicatezza. Vi sono da analizzare registri societari, situazione debitoria, organigramma dirigenziale ed amministrativo, marketing e progetti futuri: su tutti la nuova casa dell’Inter. Tutto questo non può svolgersi nel marasma mediatico urlato ai quattro venti, e Moratti sta apprezzando molto il silenzio e la compostezza dell’indonesiano nella fase calda della trattativa. Un silenzio rotto ieri da Thohir con poche parole, sufficienti però a risvegliare le voci leggermente sopite relative al passaggio di proprietà (o di azioni): ” E’ ancora un momento cruciale, ne parleremo quando sarà un affare fatto. Si chiuderà? Siamo al 50% delle possibilità“. Parole riprese da tutto il mondo dal quotidiano indonesiano “Tempo” e che lasciano intendere un moderato ottimismo circa l’esito positivo della negoziazione. Tutto avverrà per gradi, non usiamo il condizionale di proposito: l’affare si farà, Moratti è cosciente della grande opportunità per l’Inter e della necessità che la trattativa abbia una felice conclusione, per colmare i debiti e realizzare il nuovo stadio, per non parlare dei riflessi che ciò avrebbe sugli affari di mercato. Prima il 30%, poi un 50% che affiancherà Moratti e Thohir con compiti diversi alla guida della società: la fase 3 sarà quella che consegnerà l’80% dell’Inter nelle mani dell’Indonesia.

Non vi sono ultimatum o date di scadenza, ma il 31 luglio sembra il giorno giusto entro il quale segnare l’inizio di una nuova era per i neroazzurri, in tempo per constatare i primi riflessi dell’arrivo di Thohir sul calciomercato: con Nainggolan su tutti. “Erick non ha fretta. Non vuole l’Inter domani, non ha fissato una data entro cui concludere altrimenti abbandonerà l’affare. Non è il suo stile. Aspetterà tutto il tempo necessario“, queste le parole del consulete Anthony Macri, di chiare origini italiane e nato a New York con trisavori calabresi. “Non vuole distruggere il passato, lo rispetta. Sta cercando la formula giusta per convivere con la famiglia Moratti: ha in mente di continuare con loro, poi porterà un gruppo di imprenditori indonesiani” conclude Macri.

Per i sogni di mercato è ancora presto: ma tornare grandi si può, fra i soldi di Thohir ed il cuore “vigile” di Moratti.

Orazio Rotunno

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