Giovanni Nole

Fabio, finalmente! Primo titolo in carriera per Fognini

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Dopo un torneo spettacolare in cui ha fatto fuori anche Haas, Fognini dopo due finali perse finalmente corona il suo enorme talento, battendo in finale a Stoccarda Kohlschreiber.

Fognini_StuttgartIn attesa del rovente mese di agosto, dove assisteremo a due ATP 1000 – Rogers Cup e Cincinnati in quel del cemento del nuovo continente – e soprattutto all’US Open, l’ “antipasto” che ci forniscono i vari 250 e 500 interlocutori tra il Wimbledon da poco conclusosi e la terza prova del Grande Slam di fine agosto è davvero molto interessante. Vero, si torna sulla lenta e ‘pallettara’ terra rossa, ma visti i nomi tirati in ballo era lecito aspettarsi spettacolo. E se per il ritorno di Roger Federer nei tornei per ‘plebei’ dovremo aspettare Amburgo e Gstaad, c’è qualcuno che, stanco di aspettare, è finalmente giunto al primo trionfo nel circuito ATP. Trattasi del nostro Fabio Fognini, 26enne giocatore di Arma di Taggia, che dopo due finali perse (a Bucarest contro Gilles Simon e a St. Pietroburgo contro Martin Klizan, entrambe nel 2012), a coronamento del suo enorme talento (purtroppo non sempre assistito dalla sua testa) e della sua ottima annata (semifinale nel 1000 di Montecarlo il suo risultato migliore) conclude per la prima volta in carriera un championship senza perdere un match, aggiudicandosi nel 250 di Stoccarda trofeo e macchinone Mercedes (tamarrissimo, ma d’altronde chi non vorrebbe avere una Mercedes?) ai danni del buon tedesco padrone di casa Kohlschreiber. Scritto senza googlare.

LE PREMESSE DEL SUCCESSO – Ma d’altronde le premesse per la finale di ieri c’erano tutte per Fabio, e avevan già dimostrato che forse quella sarebbe stata la volta giusta. Il 6-2 6-4 senza storia rifilato al numero 1 del seeding, numero 10 al mondo e enorme tennista quale è Tommy Haas, altro esponente della classe germanica del tennis, avevano messo in luce uno stato di forma lucente per il Fogna, che raramente riesce ad essere continuo non solamente all’interno di un torneo, ma durante un match stesso. Stavolta, però, nessun blackout mentale lo tradisce, giocando solo in fede al suo grande talento e sbarazzandosi prima del tedesco nei quarti, poi di Bautista Agut in semifinale. Ad aspettarlo nell’atto conclusivo del torneo c’è Philipp Kohlschreiber, 30enne di Augsburg molto ostico col suo rovescio ad una mano che nel corso del torneo ha fatto fuori nomi del calibro di Monfils ed Hanescu. Un match che promette di essere dunque equilibrato a Stoccarda, in attesa di sapere chi succederà a Janko Tipsarevic, vincitore l’anno scorso sull’argentino Juan Monaco.

IL MATCH – Le aspettative sono molto alte per entrambi: il tedesco vuole riscattarsi dalla sconfitta in finale a Monaco di Baviera nel derby tedesco contro Haas di fine aprile di fronte al proprio pubblico, mentre Fognini vuole evitare la vergogna personale di doversi rimproverare la terza sconfitta su tre finali giocate. E la tensione per entrambi si fa sentire parecchio, soprattutto nel primo set: dall’1-1 e servizio Kohlschreiber si succedono 4 break di fila, giungendo sul tre pari. Il match poi si mantiene in equilibrio, coi due giocatori che mantengono il servizio fino al 6-5 del tedesco. A quel punto, su servizio di Fognini (che sul 40-30 ha avuto la palla per andare al tiebreak), arriva il break decisivo che consegna il set al tedesco: l’italiano stacca la spina e concede tre punti di fila a Philipp, ultimo dei quali un serve&volley decisamente inutile giocato su una seconda di servizio facilmente passabile. Ma la svolta del match arriva proprio alla fine del primo set: se tutti si aspettavano il solito crollo mentale del nostro connazionale, Fognini smentisce tutti e inizia finalmente ad ingranare col suo gioco, iniziando a non sbagliare più nulla (soprattutto perché in risposta al servizio gioca quasi sulla linea dei guardalinee, per poi guadagnare progressivamente campo ed attaccare), mettendo sotto costante pressione Kohlschreiber. Il quale perde subito il servizio nel primo game di gioco; stavolta, però, Fognini non regala il contro break, anzi mantiene in scioltezza i propri turni di servizio, dimostrando una migliore condizione fisica rispetto al tedesco. Sul 5-3 Fognini e servizio Kohlschreiber, Fabio si procura addirittura tre palle break che equivarrebbero a tre set point, ma il giocatore di Augsburg riesce a rimontare, salvandosi grazie alla ritornata prima; poco può fare, però, sul game in cui il Fogna serve per il set, con l’italiano che mantiene la freddezza necessaria per chiudere la seconda partita in proprio favore per 6-4. Sulla scia del secondo parziale, Fognini spinge subito sull’acceleratore in quello che è il terzo e decisivo set: si ha subito l’impressione che Fognini abbia la partita in mano e se avesse mantenuto quella costanza di gioco non avrebbe fatto fatica ad aggiudicarsi l’ultima, fondamentale partita per l’assegnazione del trofeo. E infatti, sull’uno pari e servizio Kohlschreiber, arriva il break decisivo, con l’avversario che ora sembra in netta difficoltà. Evidente il crollo, fisico e psicologico, del tedesco, che sembra aver ormai mollato la partita: dopo aver mantenuto il proprio turno di servizio, infatti, Fognini ottiene anche il secondo break, che mettono in maniera praticamente definitiva il match e il torneo nelle sue mani. Con uno scatto d’orgoglio, e approfittando di un lieve calo di concentrazione dell’avversario, sul 4-1 e servizio Fognini però Kohlschreiber si riappropria almeno di un break per mantenere viva la partita. Che, però, a parte quel sussulto, non sembra venir mai messa in discussione: emblematico l’ultimo game del match, dove Fognini, che sul 5-4 servendo per il match era sotto 0-30, mantiene la freddezza e la concentrazione mostrate durante tutto l’arco del torneo, non cedendo di un passo e completando la rimonta che, alla fine, gli consegna l’ultimo, definitivo parziale: altro 6-4 e vittoria finale per Fabio Fognini, che giunge dunque al suo primo titolo in carriera. Vittoria meritata, più che meritata, visto che una volta tanto è riuscito a zittire le voci negative dentro di se che si presentano puntualmente in occasione di match importanti per lasciar spazio al suo talento cristallino, a quel suo rovescio bimane che non fatico a dire sia il migliore nel circuito. Quando funziona, ovviamente. Ora, per lui, arriva anche il best ranking, giungendo al 25esimo posto nella classifica ATP. Alle spalle, e a pochissimi punti, dal suo connazionale e amico Andreas Seppi. I due molto probabilmente si ritroveranno contro ad Amburgo, nell’ennesimo derby italiano stagionale: chissà che non sia occasione per Fognini di dare una netta svolta alla sua carriera, e per la prima volta balzare in classifica davanti all’altoatesino diventando il miglior giocatore italiano di tennis in attività.

Giovanni Nolè

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