Redazione
No Comments

Carlitos Tevez: il cattivo di Fuerte Apache

Ripercorriamo brevemente la storia del talento argenitno Carlitos Tevez, dalla sua infanzia difficile e burrascosa, all'eredità di Maradona, fino alla 10 di Alessandro Del Piero

Carlitos Tevez: il cattivo di  Fuerte Apache
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Finalmente l’Italia, finalmente Carlitos Tevez nel nostro campionato e il suo esordio lo farà con la maglia della Juventus, è lui il top player tanto voluto da Antonio Conte. Il ragazzo dalla faccia cattiva sarà la stella della nostra serie A e con lui la vecchia signora cercherà l’assalto alla prossima Champions league.

Carlos Tevez

Carlos Tevez

NASCE NEL BARRIO DI BUENOS AIRES – Il carattere focoso e bizzoso di carlitos Tevez è conseguenza e conseguenza del suo luogo di nascita. Un quartiere horror: droga, delinquenza, carcasse di auto, cumuli di spazzatura e tanto analfabetismo. Ecco Fuerte Apache, questo è il nido di nascita dell’argentino, un luogo tra i più pericolosi del mondo, dove ti salvi solo se sai giocare a calcio e se hai un carattere forte. Il suo migliore amico, Coronel, dicevano fosse più forte di lui, viene ucciso, ma Tevez continua per la sua strada. La sua faccia da bad boy viene scolpita da una grande ustione in gola avuta da bambino.

IL BOCA E LA 10 DI MARADONA – La sua carriera agonistica inizia nell ‘All Boys, ma all’età di 13 anni per lui c’è il Boca, la sua squadra del cuore, la squadra che è stata di Maradona, idolo di ogni argentino. Esordio in prima squadra il 21 ottobre del 2002 ma sopratutto diventa dopo un po l’idolo della “Bombonera”. Chi se non lui poteva indossare la pesante numero 10 del Boca che fu di Diego? Ovviamente Tevez, il bambino rabbioso di Fuerte Apache è diventato uomo e per uno che è scampato alla morte, indossare la maglia che fu del “Pibe de oro” è solo un orgoglio no un peso.

ORA LA JUVENTUS – Dopo le esperienze vincenti nei due Manchester, dove vince praticamente tutto, Champions e due Premier con lo United e Premier e titoli nazionali con il City e dopo aver lavorato con due grandi allenatori come Ferguson e Mancini, arriva nella Juventus dove ci sarà Antonio Conte ad aspettarlo a braccia aperte. La Juventus orfana da un anno di Alessandro Del Piero, cercava un erede del suo ex capitano, un giocatore in grado di far sognare i tifosi come faceva Pinturicchio e soprattutto un calciatore in grado di gestire il peso di una maglia gloriosa come la numero 10, indossata in passato da mostri sacri come Boniperti, Platini, Baggio e appunto l’ex capitano bianconero. Ora tocca a lui, non bastassero le aspettative dei tifosi in chiave europea, per l’apache c’è anche questa eredità pesante, prendere il posto nella Juventus di un uomo che ha fatto piangere 40 mila persone al suo addio allo Juventus Stadium.

Siamo sicuri che il ragazzo cresciuto nel bronx di Fuerte Apache, scappato alla morte, che ha mangiato pane e calcio, affronterà questa nuova sfida con la ferocia che ha contraddistinto la sua vita non solo sportiva e i tifosi della “vecchia Signora” non vedono l’ora di vedere all’opera questo “bruto” dal sangue caldo esultare nella propria tana e far si che lo Juventus Stadium diventi il “fuerte Apache”, dove ogni avversario viene demolito.

Gaetano Raele

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *