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Calcio Estero

La patria del calciomercato è sempre l’Inghilterra

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La coppa della Barclays Premier League

La Premier League si sta confermando anche quest’estate la regina del calciomercato. Non solo le solite Chelsea, United, City, Tottenham o Arsenal, ma anche formazioni dalla modesta tradizione calcistica come Sunderland o Norwich, stanno mostrando, una volta ancora, di avere una marcia in più nelle trattative.

UNA LUNGA LISTA – Il Tottenham, il cui nome, quando si tratta di giocatori di medio-alto livello, è praticamente onnipresente, ha messo a segno il colpo Paulinho, uno dei  grandi protagonisti  del Brasile vincitore del Confederations Cup, inseguito per anni inutilmente dall’Inter, il Chelsea, caricato a mille dal ritorno di Jose Mourinho, si è assicurato il giovane tedesco Schurrle, promettente prospetto del calcio mondiale, l’Arsenal, dopo aver messo nel mirino Wayne Rooney, si è dovuto accontentare (si fa per dire) di Gonzalo Higuain, desiderio mai nascosto della Juventus. Chi vuole fare, più di tutti, le cose in grande, è il Manchester City. Quel megalomane di Mansour ha intenzione di consegnare nelle mani di Manuel Pellegrini un trio da sogno: Jovetic-Ibrahimovic-C.Ronaldo.

Emanuele Giaccherini con la maglia della Juventus

Emanuele Giaccherini con la maglia della Juventus

ANCHE LE PICCOLE SI DANNO DA FARE – L’esempio più clamoroso è il Sunderland, allenato da Paolo Di Canio, destinato a lottare al massimo per una salvezza tranquilla, ma con tanti soldi da spendere, in grado di intraprendere un mercato fatto di grandi investimenti e nomi del calibro di Giaccherini, Altidore, Diakite e forse Matri, appetiti da diverse big della Serie A e non solo. Immaginate una come il Bologna costruire una squadra del genere? Il Norwich (chi?) ha invece messo nel mirino nientemeno che Fabio Quagliarella.

QUESTIONE DI APPEAL – Le squadre della Premier, anche le meno note, hanno a disposizione budget stellari che farebbero la fortuna di tante squadre del nostro campionato, costrette invece, in buona misura, a scambi o al massimo acquisti in comproprietà, calibrati fino all’ultimo centesimo. La differenza non è legata solo alla capacità di investimento sui cartellini, ma soprattutto all’ingaggio che sono in grado di offrire a questi giocatori. Gli stadi di proprietà offrono ricavi clamorosi e gli investitori, per buona parte esteri, sono maggiormente attratti dall’Inghilterra piuttosto che da Italia o Spagna. Germania e Francia sono sulla buona strada, ma il gap da colmare è ancora ampio. Il fiume di soldi che investe la Premier ogni anno ne ha accresciuto sempre più l’appeal, facendone una meta ambita da tutti e l’unica vera patria del calciomercato.

Antonio Casu

twitter:@antoniocasu_

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