Antonio Casu
No Comments

La patria del calciomercato è sempre l’Inghilterra

Le squadre della Premier si stanno confermando anche in questa sessione le regine del mercato

La patria del calciomercato è sempre l’Inghilterra
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La Premier League si sta confermando anche quest’estate la regina del calciomercato. Non solo le solite Chelsea, United, City, Tottenham o Arsenal, ma anche formazioni dalla modesta tradizione calcistica come Sunderland o Norwich, stanno mostrando, una volta ancora, di avere una marcia in più nelle trattative.

UNA LUNGA LISTA – Il Tottenham, il cui nome, quando si tratta di giocatori di medio-alto livello, è praticamente onnipresente, ha messo a segno il colpo Paulinho, uno dei  grandi protagonisti  del Brasile vincitore del Confederations Cup, inseguito per anni inutilmente dall’Inter, il Chelsea, caricato a mille dal ritorno di Jose Mourinho, si è assicurato il giovane tedesco Schurrle, promettente prospetto del calcio mondiale, l’Arsenal, dopo aver messo nel mirino Wayne Rooney, si è dovuto accontentare (si fa per dire) di Gonzalo Higuain, desiderio mai nascosto della Juventus. Chi vuole fare, più di tutti, le cose in grande, è il Manchester City. Quel megalomane di Mansour ha intenzione di consegnare nelle mani di Manuel Pellegrini un trio da sogno: Jovetic-Ibrahimovic-C.Ronaldo.

Emanuele Giaccherini con la maglia della Juventus

Emanuele Giaccherini con la maglia della Juventus

ANCHE LE PICCOLE SI DANNO DA FARE – L’esempio più clamoroso è il Sunderland, allenato da Paolo Di Canio, destinato a lottare al massimo per una salvezza tranquilla, ma con tanti soldi da spendere, in grado di intraprendere un mercato fatto di grandi investimenti e nomi del calibro di Giaccherini, Altidore, Diakite e forse Matri, appetiti da diverse big della Serie A e non solo. Immaginate una come il Bologna costruire una squadra del genere? Il Norwich (chi?) ha invece messo nel mirino nientemeno che Fabio Quagliarella.

QUESTIONE DI APPEAL – Le squadre della Premier, anche le meno note, hanno a disposizione budget stellari che farebbero la fortuna di tante squadre del nostro campionato, costrette invece, in buona misura, a scambi o al massimo acquisti in comproprietà, calibrati fino all’ultimo centesimo. La differenza non è legata solo alla capacità di investimento sui cartellini, ma soprattutto all’ingaggio che sono in grado di offrire a questi giocatori. Gli stadi di proprietà offrono ricavi clamorosi e gli investitori, per buona parte esteri, sono maggiormente attratti dall’Inghilterra piuttosto che da Italia o Spagna. Germania e Francia sono sulla buona strada, ma il gap da colmare è ancora ampio. Il fiume di soldi che investe la Premier ogni anno ne ha accresciuto sempre più l’appeal, facendone una meta ambita da tutti e l’unica vera patria del calciomercato.

Antonio Casu

twitter:@antoniocasu_

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *