Sebastian Mongelli
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Mauri e la Lazio nel solito tritacarne mediatico

Per riuscire a condannare qualcuno per aver fatto qualcosa di illecito, bisogna che la condanna avvenga sulle basi della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio

Mauri e la Lazio nel solito tritacarne mediatico
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PalazziDa giorni ormai si era sparsa la voce dell’arrivo del deferimento nei confronti di Lazio e del centrocampista biancoceleste Stefano Mauri, e nella mattinata di ieri sono stati ufficializzati.

IL COMUNICATO FIGC – La procura federale della FIGC ha emanato ieri i deferimenti in merito alle gare che risulterebbero essere state truccate, si parla di Lazio-Genoa e di Lecce-Lazio rispettivamente del 14 e del 22 maggio 2011. Ecco quanto si apprendo dal sito ufficiale della FIGC: “La Procura Federale, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Cremona ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale 8 tesserati per illecito sportivo (Mauri, Milanetto, Cassano, Gervasoni, Zamperini, Benassi, Ferrario e Rosati). A Mauri e Zamperini la Procura contesta anche la violazione dell’Art. 1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’Art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del Codice di Giustizia Sportiva. A titolo di responsabilità oggettiva sono state deferite le società Lazio, Genoa e Lecce. In relazione alla gara Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 sono stati deferiti Cassano, Gervasoni, Mauri, Milanetto e Zamperini. Deferite Lazio e Genoa per responsabilità oggettiva. In merito alla gara Lecce-Lazio del 22 maggio 2011 sono stati deferiti Benassi, Cassano, Ferrario, Gervasoni, Mauri, Rosati e Zamperini. Deferite Lazio e Lecce a titolo di responsabilità oggettiva“.

NIENTE DI NUOVO – A commentare i deferimenti è l’avvocato del centrocampista brianzolo, Matteo Melandri che ai microfoni di SkySport dichiara: “Sto ancora leggendo il contenuto del deferimento – ha esordito – quindi, io attendo anche di vedere le carte che la procura metterà a sostegno dell’accusa. Intanto una cosa l’abbiamo capita: si diceva che ci sarebbero potuti essere due procedimenti per le due partite in questione, invece ci sarà un solo processo. I giornali in questi giorni parlavano già di illecito, quindi la sorpresa non c’è. C’è invece la sorpresa di trovare solo due giocatori, capaci di combinare la partita nel primo tempo. Il merito lo conosciamo bene: ci hanno contestato le stesse cose del tribunale di Cremona, dove ci siamo difesi e dove abbiamo portato all’immediata liberazione di Mauri. Quindi, se i fatti sono gli stessi di un anno fa, beh, li abbiamo già spiegati in maniera inconfutabile. Riguardo i contatti telefonici hanno tutti detto cose vere. Zamperini e Mauri sono amici da tempo, quindi si sentivano per telefono da tempo. Comunque vediamo cosa c’è nelle carte, poi vediamo. Ho sentito Stefano al volo, voleva sapere quali fossero le contestazioni. E’ partito per il ritiro“.

SENZA CERTEZZE – Nelle ultime stagioni sembra quasi che la Lazio nei momenti migliori della stagione sia sempre attaccata con lo scopo di destabilizzare l’ambiente biancoceleste. Qui non si vuole mettere la mano sul fuoco e dichiarare Mauri innocente, ma semplicemente far capire che fino ad ora le prove utilizzate per condannare il giocatore sono tutt’altro che prove schiaccianti. Fino a prova contraria per riuscire a condannare qualcuno per aver fatto qualcosa di illecito, bisogna che la condanna avvenga sulle basi della regola dell’oltre ogni ragionevole dubbio. Il codice infatti dice: “Il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio, come affermato dalla giurisprudenza di legittimità, rappresenta il limite alla libertà di convincimento del giudice, apprestato dall’ordinamento per evitare che l’esito del processo sia rimesso ad apprezzamenti discrezionali, soggettivi e confinanti con l’arbitrio: si tratta di un principio che permea l’intero ordinamento processuale e che trova saliente espressione nelle garanzie fondamentali inerenti al processo penale quali la presunzione di innocenza dell’imputato, l’onere della prova a carico dell’accusa, l’enunciazione del principio in dubio pro reo e l’obbligo di motivazione e giustificazione razionale della decisione a norma degli artt. 111 c. 6 Cost. e 192 c. 1 c.p.p. (Cass. pen. sez. I 14 maggio 2004)“.

Come è possibile quindi accusare Stefano Mauri, e indirettamente la Lazio, quando anche una pedina chiave come Ilievski del mondo del calcioscommesse dice di non aver mai incontrato il giocatore e di non averlo mai contattato. Come è possibile ritenere attendibili ex giocatori che coinvolgono innocenti con lo scopo di alleggerire la propria posizione, mostrandosi collaborativo con le autorità inquirenti e decidenti per ottenere un utile personale (sconto della pena). Come è possibile condannare Mauri e la Lazio se su entrambi non si ha la minima certezza mentre per il caso Cannavaro-Napoli anche in presenza di prove e confessioni si è chiuso a tarallucci e vino. Come si fa ad accusare Mauri e Milanetto di aver combinato Lazio-Genoa quando per truccare una partita servono come minimo 4/5 giocatori per squadra. Come è possibile condannare Mauri per le 150 telefonate ricostruite e giudicate come necessarie per combinare le partite con Genoa e Lecce di cui non si ha nessun file audio?

Sebastiano Mongelli

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