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Bayern Monaco, tutto il calcio di Guardiola

Vi sveliamo i perchè della scelta di Pep e il modo di gioco che adotterà in Baviera

Bayern Monaco, tutto il calcio di Guardiola
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Pep Guardiola inizia ufficialmente l’avventura sulla panchina del Bayern Monaco, dopo un anno di inattività e arriva in una squadra che nell’anno passato ha vinto tutto. Come presupposto, un incubo per qualsiasi allenatore debba subentrare, dato che le probabilità di fare peggio del precedessore sono molto più alte di eguagliare i precedenti successi. Il Bayern cambiando allenatore e scegliendo Pep, sceglie una nuova fisionomia di gioco, un nuovo modo di affrontare il calcio. La praticità spettacolare del Bayern dello scorso anno, deve avvicinarsi quanto meno al Barça style. Questa è la sfida affascinante del tecnico spagnolo: portare il suo credo calcistico nel regno dei “glaciali” tedeschi, lì dove il suo calcio latino non è mai stato utilizzato, per struttura fisica dei giocatori e per la praticità tipica dei kaiser tedeschi.

Pep Guardiola

LA SCELTA DI PEP – Molti, quando Guardiola ha scelto il Bayern, hanno storto il naso, affermando di aver “scelto ancora una squadra da pilota automatico”, facile vincere lì, facile allenare Messi, facile allenare chi ha vinto tutto e chi è già squadra fatta e finita, alludendo invece alle scelte coraggiose fatte da Mourinho in passato, tipo portare l’Inter ha conquistare il mondo, pilotando a vincere una squadra che in Europa non vinceva da 45 anni. Eppure, bisogna guardare nel profondo la scelta di Pep Guardiola, una scelta che è difficile quanto coraggiosa, dato che lui è stato preso per confermare i risultati di gioco ottenuti con il Barcellona, oltre che vincere e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il Bayern con Guardiola, per la prima volta, vuole uscire da quella tipicità del calcio tedesco e costruire un nuovo Barcellona. Cambiare una “cultura” calcistica è molto più dura di “formare” l’organizzazione di una squadra; per plasmare il credo calcistico di Pep Guardiola bisognerà lavorare dal fondo, cioè dal settore giovanile, per poi arrivare alla prima squadra e far si che i vari Ribery, Robben, Goetze, Schweinsteiger modifichino il loro modo di giocare, portandoli ad un gioco meno frenetico ma più ragionato.

Qui sta il difficile, ovviamente per caratteristiche Javi Martinez e il capitano del Bayern non saranno mai Xavi e Iniesta, Ribery e Robben non sono Messi e Pedro, ma la bravura di Guardiola deve essere creare un prototipo di calcio nuovo, un “tichi taca” meno ragionato, addentrando in questo, l’essenzialità e il pragmatismo tedesco. Non sarà facile, in bocca a lupo Pep.

Gaetano Raele

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