Ruggiero Daluiso
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Tour de France, settima tappa: finalmente Sagan! Ok Bennati

Finalmente si sblocca Peter Sagan che riesce ad imporsi sul traguardo di Albi e scaccia gli incubi di un tour fin qui maledetto.

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Settima tappa del Tour de France 2013 all’insegna dei Gran Premi della Montagna, ben distribuiti sui 205 km del percorso che porta la carovana gialla da Montpellier ad Albi e che mettono a dura prova i velocisti più quotati: si affrontatno quattro GPM a partire dal Col des 13 Vents passando per il Col de La Croix de Mounis e la Côte de la Quintaine, fino a scollinare l’ultima insidia della Côte de Teillet di quarta categoria.

FUGGITIVI – Subito una fuga a ravvivare questa frazione con Jens Voigt e Bledi Kadri a tentare fortuna solitaria, non andando però a minacciare la nuova maglia Impey che gode di un margine più che rassicurante nei confronti dei due fuggitivi. L’azione dei due battistrada funziona e li porta a guadagnare fino a 4 minuti sul “peloton”, permettendogli di far man bassa di punti sui GPM e portando Bledi Kadri della AG2R in testa alla graduatoria a pois ai danni di Pierre Rolland.

Sagan

Sagan

STRATEGIA CANNONDALE – La Cannondale aumenta l’andatura dando l’impressione di voler attuare una strategia di sfiancamento nei confronti dei velocisti, così da favorire il capitano Peter Sagan, sicuramente il più affidabile in salita tra tutti i ciclisti da volata: questa mossa paga buoni dividendi e porta il corridore slovacco a guadagnare addirittura 10 minuti nei confronti di Cavendish, Greipel e Kittel, suoi principali antagonisti in un probabile arrivo in bagarre ad Albi. Ripresi Voigt e Kadri si stacca un altro drappello di fuggitivi formato da Oroz, Gautier eBakelans, ex maglia gialla e prima vera insidia per Impsey nella classifica generale, che riesce a guadagnare anche un minuto di vantaggio sul gruppono ai 20 km dall’arrivo.

FINALMENTE SAGAN – Recuperato lo svantaggio nei confronti dei fuggitivi a 2,8 km dal traguardo partono le danze per l’allungo finale. La Cannondale continua a spingere e a mantenersi in testa al gruppo tentando di proteggere il proprio capitano da eventuali exploit come quelli di Chavanel e Evans. Gli uomini della Argos si affiancano nelle prime posizioni andando ad infastidire il treno Cannondale che, nonostante una splendida volata di John Degenkolb, riesce a lanciare splendidamente Peter Sagan che con la straordinaria potenza che lo contraddistingue rifila mezza bicicletta di vantaggio ai suoi rivali. Ottima terza piazza per l’italiano Daniele Bennati che sfrutta un buon posizionamente ai 300 metri per salire sul podio di questa settima frazione.

TOP&FLOP – Da sottolineare lo straordinario lavoro del team Cannondale che ha grande merito nella vittoria finale di Sagan: una manovra di strategia e gran passo quello del team diretto da Stefano Zanatta che prima sfianca gli avversari in salita e poi lancia in maniera perfetta lo slovacco alla tanto sognata vittoria di tappa. Finalmente anche uno squillo dai colori azzurri con De Marchi, Sabatini e Moser assoluti protagonisti di giornata nel recuperare i fuggitivi e lavorare con impegno per la vittoria finale del loro capitano Sagan. Voto sotto la sufficienza per i velocisti che, nonostante un prevedibile crollo sui 4 GPM odierni, non hanno saputo reagire alzando bandiera bianca e lasciando vita facile alla Cannondale sull’arrivo di Albi. La maglia gialla rimane sulle spalle di Impey del team australiano Orica- GreenEdge che mantiene per il secondo giorno consecutivo il primo piazzamento in classifica generale.

CLASSIFICA DI TAPPA

1. SAGAN

2. DEGENKOLB

3. BENNATI

CLASSIFICA GENERALE

1. IMPEY 27:12:29

2. BOASSON HAGEN 27:12:32

3. GERRANS 27:12:34

Andrea Bonfantini

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